Terminata la campagna elettorale, si torna all’agenda del Governo. La crisi non è una priorità. L’Abruzzo? No, le elezioni sono passate. Per il governo la priorità ora sono le intercettazioni. Il disegno di legge, di fatto, blocca uno dei principali strumenti anti-crimine. Lo ha annunciato oggi il ministro della Giustizia, Angelino Alfano al termine di una riunione di maggioranza.
Un testo blindato che non terrà conto di nessun suggerimento o modifica come quelle avanzate dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. L’unica eccezione è un aggiustamento tecnico avanzato dallo stesso Guardasigilli. Un lavoro completo quello della maggioranza alla Camera che nella stessa seduta aveva bocciato la mozione con cui si chiedeva l’abrogazione del Lodo Alfano.
Ovviamente il Governo pone la fiducia. Il parlamento viene espropriato completamente di ogni sua prerogativa. Non era mai successo in passato che su una normativa di carattere tecnico e che riguardava norme del codice di procedura penale si ponesse la fiducia. Si tratta di un pessimo segnale visto che il parlamento non conta più nulla, privato di una qualsiasi forma di dibattito, e che alla magistratura viene impedito di indagare. Veramente un brutto segnale anche alla luce dei risultati elettorali per un governo che non ha il coraggio di affrontare la discussione parlamentare poiché sa benissimo che la sua stessa maggioranza non ne condivide le scelte, cosa che si capisce a maggior ragione se si pensa che gli slogan di questo Governo erano quelli di sicurezza e giustizia con larga partecipazione di Maroni e Alfano, mentre finora tutti (alcuni anche per limiti propri) i Ministri son serviti unicamente ad assecondare il Cavaliere nelle sue “esigenze” in campo penale e nelle battaglie private contro questa o quella “cospirazione” a suo danno. Tutto ciò dopo una rigorosa, martellante e puntuale campagna mediatica con annessi spot al governo. Cosa che si è ripetuta in tutto il travaglio che ha portato al DL presentato oggi come baluardo della privacy dei cittadini ma che servirà a Berlusconi per vincere un’altra partita con questa giustizia “faziosa e persecutrice”.
Con queste norme, le intercettazioni avranno limiti temporali e saranno possibili soltanto in caso di gravi indizi di colpevolezza. Non solo: metteranno anche un vero e proprio bavaglio alla libera informazione come hanno sottolineato i giornalisti che oggi hanno manifestato davanti a Montecitorio. Si conclude così quel mercato dei voti di fiducia in Parlamento i cui capitoli precedenti hanno riguardato prima delle elezioni le tre votazioni sulla sicurezza, così come aveva richiesto

