By Pasquale | Giugno 10, 2009 - 2:32 pm - Categorie: politica locale

Terminata la campagna elettorale, si torna all’agenda del Governo. La crisi non è una priorità. L’Abruzzo? No, le elezioni sono passate. Per il governo la priorità ora sono le intercettazioni. Il disegno di legge, di fatto, blocca uno dei principali strumenti anti-crimine. Lo ha annunciato oggi il ministro della Giustizia, Angelino Alfano al termine di una riunione di maggioranza.

Un testo blindato che non terrà conto di nessun suggerimento o modifica come quelle avanzate dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. L’unica eccezione è un aggiustamento tecnico avanzato dallo stesso Guardasigilli. Un lavoro completo quello della maggioranza alla Camera che nella stessa seduta aveva bocciato la mozione con cui si chiedeva l’abrogazione del Lodo Alfano.

Ovviamente il Governo pone la fiducia. Il parlamento viene espropriato completamente di ogni sua prerogativa. Non era mai successo in passato che su una normativa di carattere tecnico e che riguardava norme del codice di procedura penale si ponesse la fiducia. Si tratta di un pessimo segnale visto che il parlamento non conta più nulla, privato di una qualsiasi forma di dibattito, e che alla magistratura viene impedito di indagare. Veramente un brutto segnale  anche alla luce dei risultati elettorali per un governo che non ha il coraggio di affrontare la discussione parlamentare poiché sa benissimo che la sua stessa maggioranza non ne condivide le scelte, cosa che si capisce a maggior ragione se si pensa che gli slogan di questo Governo erano quelli di sicurezza e giustizia con larga partecipazione di Maroni e Alfano, mentre finora tutti (alcuni anche per limiti propri) i Ministri son serviti unicamente ad assecondare il Cavaliere nelle sue “esigenze” in campo penale e nelle battaglie private contro questa o quella “cospirazione” a suo danno. Tutto ciò dopo una rigorosa, martellante e puntuale campagna mediatica con annessi spot al governo. Cosa che si è ripetuta in tutto il travaglio che ha portato al DL presentato oggi come baluardo della privacy dei cittadini ma che servirà a Berlusconi per vincere un’altra partita con questa giustizia “faziosa e persecutrice”.


Con queste norme, le intercettazioni avranno limiti temporali e saranno possibili soltanto in caso di gravi indizi di colpevolezza. Non solo: metteranno anche un vero e proprio bavaglio alla libera informazione come hanno sottolineato i giornalisti che oggi hanno manifestato davanti a Montecitorio. Si conclude così quel mercato dei voti di fiducia in Parlamento i cui capitoli precedenti hanno riguardato prima delle elezioni le tre votazioni sulla sicurezza, così come aveva richiesto la Lega per evitare crisi della maggioranza

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By Pasquale | Giugno 8, 2009 - 1:03 pm - Categorie: politica locale

All’indomani del voto europeo, i dati sono a dir poco sconfortanti: un intero continente che va a destra. Premiati i rimedi alle false paure, gli argomenti inconsistenti, le politiche antisociali e anti egualitarie, gli interessi di una classe dominante che si fonda su slogan populistici di intolleranza e scriteriata autoconservazione. L’Europa ha perso. E non soltanto perchè io sono di Sinistra, ma perchè ha perso, letteralmente: il risultato della frangia detta “euroscettica” è impressionante. Si è persa la fiducia nel poter dare un volto umano alla Comunità Europea ma si è persa anche la voglia di appartenere a una qualsiasi comunità internazionale, a un’economia forte, a un sistema di diritti, doveri, valori comuni. Ritengo che in una sola campagna elettorale si siano cancellati decenni di storia della Sinistra, da un lato, e di politica internazionale dall’altro. Tenendo presente che le forze che avanzano nel resto d’Europa sono anche peggio del nostro “Carroccio”: in Centroeuropa si stanno fortificando forze neonaziste ( per intenderci, quelli che in Austria manifestano con otto dita alzate, ad indicare l’ottava lettera “H”, di Hitler, non potendo fare il saluto romano ). Intanto la Sinistra è sconfitta su tutti i fronti: non abbiamo saputo adoperare argomenti abbastanza significativi, e abbiamo semplicemente ignorato i campi nei quali la Destra ci sta surclassando ( Vedi Sicurezza ), invece di dire la nostra e prendere in considerazione determinati problemi ribattendo con termini di Sinistra. E tutto ciò, lasciatemelo dire, per motivi puramente ideologici. Le stesse motivazioni vedono la nostra deficienza sui piani di sviluppo e infrastrutture, riguardo cui alcuni nostri elementi raggiungono posizioni quasi luddiste. Ed è proprio sugli argomenti che perdiamo. Finalmente ( e purtroppo) ne abbiamo la prova: il risultato più basso d’Italia è nelle regioni settentrionali, dove c’è da sempre l’elettorato più politicizzato in assoluto, e dove abbiamo regalato voti a Lega e PD per non essere andati incontro alle richieste di un elettorato che era nostro. Mentre al Sud i due schieramenti di Sinistra, insieme, arrivano quasi al 10%. E’ una sconfitta dura anche sul piano morale e che ci sbatte in faccia quanto siamo noi stessi causa del nostro male: oltre alla produzione politica, ci butta fuori dal Parlamento Europeo la nostra capacità di dividerci sempre e comunque. Non a caso Prc-Pdci, SL e PCL insieme sarebbero al 7%, e una Sinistra scomparsa per morte violenta un anno fà, a questa percentuale complessiva non sarebbe poi malaccio: oltre al danno la beffa. Proprio ieri sera, mentre soffrivo al seggio elettorale, ho avuto una discussione con alcune persone (i famosi “elettori potenziali”) i quali mi sottolineavano quanto ridicola e incomprensibile sia la nostra necessità di dividerci e distinguerci ad ogni costo per motivi che solo noi conosciamo e che comunque non hanno consistenza, che danno vita a quella Sinistra che si bea dei propri insuccessi perchè ha mantenuto la propria identità e il proprio recinto ideologico, e per la quale, ovviamente, sta diventando a parere di quasi tutti (dati alla mano) “inutile” il voto. Intanto Sinistra e libertà capovolge i pronostici e praticamente eguaglia la lista comunista. I due schieramenti si equivalgono e si rendono reciprocamente necessari. Ecco che si presenta una delle innumerevoli occasioni, finora puntualmente mancate, di confronto e di elaborazione unitaria.

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