By Carmelo | Marzo 26, 2009 - 1:35 pm - Categorie: comunicati stampa

Riceviamo e pubblichiamo volentieri il comunicato stampa di solidarietà da parte della Federazione del Partito dei Comunisti Italiani di Messina sui fatti accaduti il 21/03 a Furnari.  

SOLIDARIETA’ AI COMPAGNI DEL PRC

Il clima montante di autoritarismo ed anticomunismo impone una accelerazione al processo di unità tra i comunisti.

La Federazione provinciale del PdCI Messina esprime solidarietà ai compagni del Circolo Ottobre Rosso del Prc, oggetto di un intervento massiccio da parte delle forze dell’ordine, durante la festa organizzata nei locali dell’Arci di Furnari, senza alcuna motivazione né riscontro di fatti o personaggi che richiedevano l’intervento dei preposti all’ordine pubblico.
Il normalissimo momento gioioso di socializzazione, che registrava la partecipazione di tanti ragazzi, interrotto bruscamente con conseguente richiesta dei documenti di identificazione, non trova giustificazioni e può essere catalogato come comportamenti discretamente intimidatori nei confronti dei militanti e dei simpatizzanti comunisti.
Il clima montante di autoritarismo ed anticomunismo, impone una accelerazione al processo di unità tra i comunisti, pertanto il Pdci di Messina auspica una immediata riunione congiunta dei due partiti comunisti al fine di unire le iniziative sotto la bandiera della difesa della costituzione e della democrazia nata dall’antifascismo.

La federazione provinciale Pdci Messina

Il clima montante di autoritarismo ed anticomunismo impone una accelerazione al processo di unità tra i comunisti.

La Federazione provinciale del PdCI Messina esprime solidarietà ai compagni del Circolo Ottobre Rosso del Prc, oggetto di un intervento massiccio da parte delle forze dell’ordine, durante la festa organizzata nei locali dell’Arci di Furnari, senza alcuna motivazione né riscontro di fatti o personaggi che richiedevano l’intervento dei preposti all’ordine pubblico.
Il normalissimo momento gioioso di socializzazione, che registrava la partecipazione di tanti ragazzi, interrotto bruscamente con conseguente richiesta dei documenti di identificazione, non trova giustificazioni e può essere catalogato come comportamenti discretamente intimidatori nei confronti dei militanti e dei simpatizzanti comunisti.
Il clima montante di autoritarismo ed anticomunismo, impone una accelerazione al processo di unità tra i comunisti, pertanto il Pdci di Messina auspica una immediata riunione congiunta dei due partiti comunisti al fine di unire le iniziative sotto la bandiera della difesa della costituzione e della democrazia nata dall’antifascismo.

La federazione provinciale Pdci Messina

Converti in pdf

Sabato 21 Marzo corrente anno, nei locali dell’Arci di Furnari, la festa organizzata dal circolo Ottobre Rosso- Rifondazione Comunista di Barcellona P.G. è stata interrotta alle 12.30 dall’intervento massiccio delle forze dell’ordine che facevano irruzione nei locali dell’Arci, interrompendo musica e momenti di socialità. L’intervento in gran numero dei carabinieri – fuori dai locali erano parcheggiate 5 jeep appartenenti all’Arma – sembrava un vero e proprio blitz, risoltosi in un niente di fatto, in quanto nessuno dei partecipanti, dopo che l’Arma ha preso i nominativi di tutti i presenti in quel momento nel locale, apparteneva a reti terroristiche o cosche mafiose. Il blitz si è risolto, quindi, col risultato di ribadire che alle nostre feste non si fanno riti satanici, massonici, orge o droga party. C’è però da dire che, come partito,come forza politica, paghiamo il pregiudizio di chi crede che i comunisti siano tutti dei drogati, dei poco di buono, e questo lo avvertiamo proprio in questo genere di pressioni. L’unico risultato ottenuto da questo intervento è stato quello del danno d’immagine,  verso di noi e verso quei ragazzi che partecipano alle nostre iniziative, facendo credere chissà cosa a chi ci conosce appena o solo superficialmente. Ci deprime pensare che lo scorso sabato sera, mentre quel gran numero di carabinieri era presente a Furnari a chiedere i documenti a dei ragazzini di 14 anni e poco più, intere zone erano scoperte dalla presenza vigile delle forze dell’Ordine. E ci deprime pensare che la parte politica opposta gode di trattamenti diametralmente opposti ai nostri da parte degli stessi. Così come, proprio il sabato sera, non si pensa mai a fare dei “blitz” in discoteche della zona, magari per controllare cosa succede. Come circolo, speriamo soltanto che questo intervento così vistoso non sia per demoralizzare noi, partito Rosso e Controcorrente in una marea nera e conformista, che recentemente ha ribadito l’interesse della mafia barcellonese sull’affare Ponte sullo stretto. Ci auguriamo che lo stesso trattamento riservatoci dall’Arma venga preso anche verso criminali, mafiosi, corrotti e tutta la bella risma che agisce sul nostro territorio. Circolo Ottobre Rosso Rifondazione Comunista- Barcellona Pozzo di GottoBarcellona P.G. 23/03/2009                                      

Converti in pdf

Come Circolo Ottobre Rosso – Rifondazione Comunista – condividiamo l’appello lanciato, tramite lettera aperta, dai sacerdoti di Barcellona P.G. Crediamo che i principi della difesa della nostra terra, della valorizzazione, del senso comunitario di ricerca del bene comune e delle soluzioni  collettive ai problemi contrapposto ai modelli individuali di ricerca del profitto a discapito del prossimo, non siano solo delle frasi da pronunciare la domenica, ma modi di vivere e di agire sul territorio, sempre. Bisogna con coerenza perseguire quanto detto in questa lettera: bisogna spezzare il “clientelismo umiliante” praticato da politici locali per la gestione del potere. E questo va portato avanti con coerenza dai nostro politici, specie sotto campagna elettorale. Inoltre, la nascita del movimento antiracket è un evento che potremmo definire storico per il nostro Comune: queste energie non vanno disperse o strumentalizzate. Crediamo che vadano rafforzate, attraverso una cultura della legalità nelle scuole e nei centri di socializzazione; si creino legami forti con la lotta al lavoro nero, alla speculazione, al precariato, all’emigrazione, allo sfruttamento abusivo del territorio: a tal fine crediamo giusto far spazio al lavoro dei sindacati sul territorio. I primi raggi di sole primaverile iniziano a splendere su Barcellona P.G.  

Circolo Ottobre Rosso – Partito della Rifondazione Comunista Barcellona P.G.  

Barcellona Pozzo di Gotto, lì 24/03/09   

Converti in pdf

Cara Sonia Alfano,

Dopo quello che è successo a Barcellona P.G. in tema di mafia e di lotta alla mafia, vedi l’ inchiesta “Pozzo” con tutto quello che ne consegue, crediamo sia sentire comune di buona parte della cittadinanza barcellonese la necessità dell’impegno sul territorio di tutto e tutti quelli che si definiscono “Antimafia” per contrastare, in maniera costante e radicale il fenomeno in un comprensorio come il nostro.

Noi crediamo che non si possa fare antimafia semplicemente con conferenze e convegni, ricorrenze che il giorno dopo lasciano il tempo che trovano, oppure con semplici campagne elettorali, che durano quel periodo lasciando un vuoto tra un’elezione ed un’altra.

Crediamo ci sia bisogno della massima attenzione, anche per certi fenomeni che sono quantomeno ambigui sul nostro territorio: ci riferiamo ad esempio a quanto riportato nell’articolo di IMGPRESS “Maurizio Marchetta parla: Barcellona non trema”. Ma non solo questo.

L’indagine “Pozzo” ha rivelato come le varie cosche mafiose si stanno spartendo la torta del Ponte sullo stretto: alla mafia barcellonese è toccata quella del movimento terra. Non le sembra anomala la presenza in un paese di 41.000 abitanti e con quasi la metà degli abitanti attivi disoccupati la presenza di 140 aziende e ditte che si occupano di tale settore?

La questione del Ponte, poi, è stata riaperta dall’attuale governo che, incurante dei tagli alle “piccole” infrastrutture, che collegano un paese ad un altro, con i danni che abbiamo visto tutti durante il periodo di maltempo perdurante, sta stanziando miliardi di euro per la realizzazione: lei sarà con noi, magari a rischiare le manganellate, a protestare contro la costruzione di quest’opera, che farà ricche le cosche mafiose?

Noi viviamo a Barcellona. Ne respiriamo l’aria, sentiamo la pressione addosso dei “picciotti” ogni qual volta tocchiamo un tema “scomodo”, ogni qual volta lottiamo per le nostre idee confrontandoci con un territorio “controllato” ed “irreggimentato”, dove non è difficile trovare “uomini d’onore” ai vari angoli delle strade. Dove molti nostri compagni, per la loro attività politica, non riescono a trovar lavoro.

La situazione sociale e civile a Barcellona, oggi, è decisamente bassa: basti pensare che, a seguito di furti, scassi o incendi, segue nel giro di 24 ore una calma piatta. Ma di questi elementi ce ne accorgiamo noi, che viviamo a Barcellona P.G.

Con Rispetto

 

 

Il Circolo “Ottobre Rosso”-  Rifondazione Comunista Barcellona P.G.

Barcellona P.G. 03/03/2009

 

Converti in pdf

Interrogazione del consigliere di Rifondazione Andaloro. Risposta in aula dell’Assessore provinciale Bisignano: quanto è stato fatto fino ad oggi e le prossime mosse per evitare il commissariamento

da www.tempostretto.it

Negli ultimi mesi qualche passo avanti è stato fatto, ma appare ancora distante l’effettiva operatività di un sistema idrico integrato nella provincia di Messina. Ritardi lunghi anni e costati parecchi euro all’Ente di via Cavour, mentre oggi l’Amministrazione Ricevuto prova a premere sull’accelleratore per cercare di scongiurare il rischio commissarimento della gestione delle acque che pende sulla testa dei comuni del Messinese. Un’interrogazione sull’argomento, presentata dal consigliere provinciale Francesco Andaloro lo scorso ottobre 2008, è stata discussa oggi in aula alla presenza dell’assessore alle Partecipate Michele Bisignano (nella foto).

La costituzione dell’Ato 3 idrico della Provincia di Messina è stata stabilita nell’Agosto del 2001 dal Presidente della Regione Siciliana e nello stesso anno il Consiglio Provinciale scelse la convenzione di cooperazione tra gli enti locali appartenenti all’Ato 3 e la Provincia, come forma di accordo (oggi si punta al Consorzio), con l’assemblea dei sindaci dei 108 comuni delegata ad organo decisionale. Da allora però, poche le riunioni valide in virtù della carenza del numero legale, anche se nella seconda parte del 2008, grazie all’impegno del presidente Nanni Ricevuto, si sono tenute tre sessioni che hanno portato anche a deliberazioni importanti. Ma cinque anni di silenzio non possono essere superati con un po’ di baccano, soprattutto se mentre tutto risultava fermo, il personale che costituisce l’Ato idrico percepiva uno stipendio senza che nessun servizio effettivo venisse erogato. Paradossi posti come quesiti dall’esponente di Rifondazione comunista Andaloro all’assessore Bisignano: “A quanto ammontano le spese annuali per i componenti del Consiglio d’Amministrazione dell’Ato 3 e per la Segreteria tecnico operativa dello stesso? Quanti e quali sono i Comuni che non hanno ancora versato le quote di propria spettanza? Se siano stati nominati i relativi Revisori dei Conti e, in caso affermativo, a quanto ammonta la cifra spesa per questo organismo? Quale programma ha l’Amministrazione Provinciale in relazione alla gestione dell’acqua, bene primario che non può essere dato in gestione a privati, poiché ciò comporterebbe un aumento indiscriminato delle tariffe come già verificatosi con l’Ato Rifiuti Solidi Urbani?”

Bisignano ha risposto punto per punto alle varie domande poste dal consigliere dell’opposizione, cominciando dalla struttura organizzativa: “Non esiste un consiglio d’amministrazione mentre c’è una Segreteria tecnico operativa, prevista dalla legge Galli, il cui personale è legato per la maggior parte ai comuni. Ma ne fanno parte anche due tecnici della Provincia che si occupano di informatica. Personale che tra l’altro è stato già ridotto e dovrebbe presto passare a 6 unità. Poi ci sono i due dirigenti ‘necessari’ per dare esecutività alle scelte dell’assemblea. Interrotto il rapporto con coloro che sono rimasti in carica per cinque anni fino al 2008, - c’è in atto un ricorso - fino al 31 marzo 2009 sono stati designati Carditello e Sidoti”.

I numeri: “Molti comuni dopo il versamento iniziale, datato 2003-2004, non hanno più versato. Secondo una stima stilata dal commissario ad acta Mario Cassarà, i comuni morosi dovrebbero versare oltre 4 milioni di euro dal 2003 al 2008. Somma che la Provincia Regionale ha fin qui anticipato”. Per procedere alla riscossione dei debiti, ha poi spiegato Bisignano, sarà necessario procedere alla nomina dei Revisori dei Conti. Nomina che non è mai arrivata nel corso degli anni, né da parte dell’assemblea né dai vari commissari che si sono susseguiti. Alla mancata nomina dei Revisori è legata anche la mancata approvazione dei bilanci, che non consente di rivolgersi ai comuni per chiedere le quote non versate. Sarà questo il prossimo punto all’ordine del giorno dell’assemblea dei sindaci, con a seguire l’affidamento del servizio idrico integrato.

A riguardo è stato ricordato che per l’affidamento del servizio era stata decisa la strada della società in house, gestita con capitale pubblico, la “Messinacque Spa”. Al momento dell’approvazione della concessione però, solo 72 comuni su 108 erano risultarono presenti in una votazione che richiedeva l’unanimità. Dunque attualmente la società risulta non operativa, ma non è stata fatta alcuna delibera di revoca.

“Il presidente della Provincia non può fare da solo - ha commentato infine Bisignano. Anche i sindaci devono fare la loro parte. Piani d’ambito? Si deve capire che il piano d’ambito è unico”. E sul commissariamento: “La relazione dettagliata sulla ripresa dei lavori presentata dalla Provincia all’assessorato regionale ai Lavori Pubblici, ha per il momento bloccato questa ipotesi. Ma bisogna fare in fretta per evitare questo rischio”.

Converti in pdf

Il diritto di sciopero è un diritto fondamentale previsto dalla Costituzione, basata, non a caso sul

lavoro. Lo sciopero è uno strumento che serve a tutelarsi da chi ha il potere: i padroni ed il governo stesso.

I lavoratori non vi ricorrono allegramente come vuol far crede il governo: ci rimettono i già magri salari.

Contro il diritto di sciopero sono intervenute varie leggi: non per regolamentarlo ma per renderlo

inefficace ed inutile. A tal fine ha operato anche la cosiddetta Commissione di Garanzia.

Confindustria e Governo hanno sempre voluto allontanare la possibilità di scioperare dal

momento in cui nasceva il bisogno da licenziamenti, riorganizzazioni aziendali, privatizzazioni, cattivo

andamento delle trattative aziendali. Ciò al fine di vanificarne l’efficacia e l’utilità e scoraggiare i

lavoratori.

I dati mettono in evidenza che gran parte degli scioperi sono indetti per crisi e ristrutturazioni

aziendali, per il non rispetto di accordi stipulati, per contratti non rinnovati da tempo. La colpa è dunque

delle controparti private e pubbliche. Motivo per cui tendono a restringere il diritto.

ORA Il GOVERNO INTERVIENE ANCHE PER TUTELARE I SINDACATI COMPLICI: CISL,

UIL, UGL con cui hanno siglato il nuovo modello contrattuale che prevede la riduzione di salari e

stipendi, la deroga in peggio al contratto nazionale, la sospensione dei conflitto proprio durante le

trattative, l’arbitrato e la conciliazione obbligatoria .

A questo serve il referendum preventivo: ci voglio mesi per poter dichiarare lo sciopero e lo

sciopero virtuale. Ciò avviene per altro mentre le aziende sono sempre più aggressive e autoritarie,

soprattutto quelle pubbliche e dei servizi privatizzati ed esternalizzati.

ORA TOCCA ALLE LAVORATRICI E AI LAVORATORI PUBBLICI

DOMANI TOCCHERA’ A TUTTI!

DIFENDERE IL DIRITTO DI SCIOPERO PER DIFENDERE

OCCUPAZIONE, SALARI, PENSIONI

www.rifondazione.it

www.rifondazionemessina.it

www.gcbarcellona.netsons.org

Converti in pdf