A causa della vilenta pioggia, le strade adiacenti cicerata e calderà si sono allagate creando molti disagi agli abitanti dei quartieri barcellonesi. Le vie centrali, via operai e via marconi, già poco praticabili normalemnte a causa del traffico, si sono letteralmente bloccate, causando un intasamento che si è protratto per ore. Inoltre, non sono mancati incidenti: in via Vittorio Madia, vicino l’OPG di Barcellona, uno scontro violento tra due auto ha bloccato l’accesso alla via. E’ bastata una giornata di pioggia, per provocare una serie di intasamenti, disagi, incidenti alle vie della Città, oltre l’allagamento dei quartieri più vicini al mare. La domanda è: l’amministrazione comunale, attraverso la protezione civile ed un piano urbanistico degno di questo nome, interverra? ai posteri larga sentenza…
-
Pagine
Archivi
- Ottobre 2009
- Settembre 2009
- Agosto 2009
- Luglio 2009
- Giugno 2009
- Maggio 2009
- Aprile 2009
- Marzo 2009
- Febbraio 2009
- Gennaio 2009
- Dicembre 2008
- Novembre 2008
- Ottobre 2008
- Settembre 2008
- Agosto 2008
- Luglio 2008
- Giugno 2008
- Maggio 2008
- Aprile 2008
- Marzo 2008
- Febbraio 2008
- Gennaio 2008
- Dicembre 2007
- Novembre 2007
- Ottobre 2007
- Settembre 2007
- Agosto 2007
- Luglio 2007
- Giugno 2007
- Maggio 2007
- Aprile 2007
Trackback
- Libru: Si ripropone lo scandalo dei test d’ingresso alle Università.
- chiaiaNOdiscarica. No alla discarica a Chiaiano: Solidarietà da Brescia
- Diario di un viaggio lungo una vita: http://sephi...
- Multi Blog Siculo (..terroni si nasce..): ogn'anno, il 2 novembre......
- Mario’s Weblog: Ogn’anno, il due novembre…
Ultimi commenti
- L'ho visto coi miei occhi (4)
- Redazione: sono assolutamente d’accordo con te, infatti ho scritto questo post apposta. Adesso, per una...
- DARIO IANNELLI: non so ki sia Tiziano Terzani e non m’interessa nemmeno informarmi. pace all’anima...
- Redazione: in verità, era un post satirico. il tipo esiste davvero, ma mi riferivo alle “logiche...
- Mario: Brindare alla morte di Terzani significa, semplicemente, non aver capito un cazzo della vita…
- Passi e parole (2)
- Redazione: prossimamente, appena qualcuno o qualcosa si metterà contro il governo.
- Carmelo: vogliamo il sequel!
- Tutto è politica, e in Sicilia tutto è mafia. Frane comprese. (2)
- Redazione: tra le notizie positive c’è che i dispersi si sono ridotti a 10, quindi una buona parte di...
- Carmelo: non posso che essere d’accordo con quanto detto da te. passo e chudo.
- Afghanistan: ritirare i militari italiani (2)
- Carmelo: Ma questi militari, per chi son morti? cosa difendevano?l̵ 7;onore della patria o l’oppio...
- Mario: Vergognatevi!!!! Noi siamo “scadutiR 21;, basta sentire le parole usate in TV: “gravissimo...
Categorie
- Aborti (
)
- acqua (
)
- ANTIRAZZISMO (
)
- Autonomia energetica (
)
- benefits (
)
- Benvenuto (
)
- Bossi (
)
- Buzzanca (
)
- Carfagna (
)
- Carovita (
)
- Casa (
)
- CASTA (
)
- comizi (
)
- commemorazioni (
)
- comunicati stampa (
)
- Congresso (
)
- Costituzione (
)
- cronaca (
)
- Cuffaro (
)
- delinquenza (
)
- dicono di noi (
)
- difensore civico (
)
- Disservizi (
)
- doppiopesismo (
)
- Economia (
)
- educazione civica (
)
- Elemosina sociale (
)
- Elezioni 2008 (
)
- Elezioni Regionali (
)
- eroi (
)
- fascismo (
)
- favole (
)
- Filippo Giunta (
)
- filmati (
)
- fuoco (
)
- furti (
)
- Garibaldi (
)
- Gelmini (
)
- gossip (
)
- Gramsci (
)
- grembiulini (
)
- Il Caimanino (
)
- Il Caimano (
)
- inquinamento (
)
- La cosa rotta (
)
- lavoro (
)
- le meraviglie di barcellona pozzo di gotto (
)
- Lega Nord (
)
- Lidia Menapace (
)
- lotto (
)
- Luciano Accetta (
)
- mafia (
)
- magia (
)
- Malasanità (
)
- messina (
)
- Morti Bianche (
)
- Movimento per L'autonomia (
)
- musica (
)
- Mutualismo (
)
- Nania (
)
- Nato (
)
- Numero Chiuso (
)
- omicidi (
)
- Ottobre Rosso (
)
- Ottobre Rosso Tv (
)
- panarea (
)
- Paolo Ferrero (
)
- Partito Democratico (
)
- Partito Sociale (
)
- Pd (
)
- Pena di morte (
)
- Petizioni (
)
- Politica Culturale (
)
- politica internazionale (
)
- politica locale (
)
- politica nazionale (
)
- Prc (
)
- Precarietà (
)
- PRG (
)
- proposte (
)
- Proteste (
)
- provincia (
)
- pubbliche virtù (
)
- Razzismo (
)
- Referendum (
)
- regione sicilia (
)
- ricorrenze (
)
- Riflessioni (
)
- Rifondazione (
)
- rime (
)
- ripicche (
)
- Sanità (
)
- Satira (
)
- Scuola Pubblica (
)
- SD (
)
- Sigonella (
)
- sindacati (
)
- spesa (
)
- sport (
)
- suicidio (
)
- trasporti pubblici (
)
- turismo (
)
- tv (
)
- Università (
)
- Verminaio (
)
- violenza domestica (
)
- Vizi privati (
)
- Aborti (
Blogroll
Blogz
News
Politica
politica locale
- Amministrative Barcellona 2007
- Barcellona Blog
- BarcellonaPG
- Comunisti in Movimento
- Forum delle Donne
- L'Isola Possibile
- La città di Barcellona Pozzo di Gotto
- No triv
- Partito della Rifondazione Comunista - Federazione di Messina
- Rifondazione Comunista - Messina
- Rifondazione Comunista - SICILIA
- sito del comune di barcellona
- Uniti a Sinistra - ME
Politica Sociale
Il consigliere comunale Franco Calabrò ha sollevato, nell’ultima seduta del consiglio comunale di Palazzo Longano, una semplice quanto impeccabile osservazione: i tempi per una mammografia sono molto lunghi. Nulla da dire, è tutto vero. Tuttavia, a nostro modesto parere, ci sarebbe da aggiungere altro: siamo sicuri che il problema, a Barcellona, siano solo le liste d’attesa? è recente la notizia della morte di Santino Caliri, a cui la procura sta dedicando attenzione. Morto a 35 anni. Malasanità? sarà la giustizia a deciderlo, valutando quanto successo. Ma Santino Caliri non è il primo caso, visto che anche di recente il “Cutroni Zodda” è finito sulla cronaca nazionale per casi analoghi. Perchè nessuno, in consiglio comunale, affronta questo problema? paura di andare contro i “potenti” medici?
Concludiamo su un’altra vicenda: il consigliere comunale Franco Calabrò fa parte dell’UDC, partito di Cuffaro e ben collocato nella maggioranza di Lombardo, con propri assessori e “tecnici” nei vari posti di comando. Di recente la giunta Lombardo ha approvato un piano tagli alla sanità, appoggiato dalla stessa UDC regionale. Ci chiediamo: ma l’UDC di Barcellona è forse all’oscuro di tutto ciò? Perchè, oltre a fare delle più che legittime interrogazioni comunali, gli uomini dello scudocrociato del Longano non facciano pressione sui propri eletti a Palermo per intervenire contro i tagli ai servizi sanitari?
Bufera nel governo di Palazzo d´Orleans per i posti negli staff degli assessorati. Opposizione e sindacati: l´ex pm si dimetta. Dopo la Ilarda jr, poltrone alla sorella di Schifani e al cugino di Alfano. I sindacati autonomi: “Ritirare la delega a Ilarda”
di Emanuele Lauria
La parentopoli della Regione si allarga e coinvolge i congiunti di alte cariche dello Stato. Negli staff degli assessori, sotto i riflettori dopo il caso Ilarda, ci sono anche Rosanna Schifani, sorella del presidente del Senato, e Viviana Buscaglia, cugina del ministro della Giustizia Angelino Alfano. Via web si è propagata poi una fitta raffica di segnalazioni di cognomi eccellenti nei piani alti dell´amministrazione. L´assessore Francesco Scoma fra i più bersagliati: la sorella è stata assunta da Ilarda e nel proprio staff l´esponente forzista ha chiamato il cugino omonimo.
La parentopoli si allarga e finisce per coinvolgere i congiunti di alte cariche dello Stato. Perché negli staff degli assessori della Regione siciliana, finiti sotto i riflettori dopo il caso Ilarda, ci sono anche Rosanna Schifani, la sorella del presidente del Senato, e Viviana Buscaglia, cugina del ministro della Giustizia Angelino Alfano. Nel primo caso si tratta in realtà di una promozione, perché la signora Schifani è già dipendente regionale con qualifica di istruttore direttivo (vinse un concorso nel ´91): il 6 giugno scorso è stata nominata, per chiamata diretta, componente della segreteria tecnica dell´assessore alla Famiglia (forzista) Francesco Scoma. Con un´indennità suppletiva di circa 14 mila euro l´anno. La Buscaglia, invece, “esterna” all´amministrazione, è passata quest´estate dallo staff dell´ex assessore al Turismo Dore Misuraca a quello del collega che si occupa di agricoltura, Giovanni La Via, del quale è oggi vice capo di gabinetto. Carriere sotto l´egida della politica, nelle quali si confondono meriti e spintarelle. Perché i parenti illustri - e sono tanti, decine - difendono i loro curricula. Ma le assunzioni, nelle “corti” degli assessori, avvengono senza concorso. E dopo le forzate dimissioni della figlia di Giovanni Ilarda, l´assessore anti-fannulloni scivolato su una raccomandazione, il coperchio è saltato.
Ieri mattina il sito internet e le e-mail della redazione sono state tempestate di messaggi di protesta di precari, di diplomati e laureati con il massimo dei voti che non trovano impiego. Via web si è propagata anche una fitta raffica di segnalazioni di cognomi eccellenti nei piani alti dell´amministrazione. Tecnicamente, una delazione. Ma è come se fosse caduto un muro di riserbo su un´invasione famelica di strutture che costano all´erario 39 milioni di euro l´anno. L´assessore Francesco Scoma fra i più bersagliati: la sorella è stata assunta da Ilarda e nel proprio staff l´esponente di Forza Italia ha chiamato il cugino omonimo, anche lui di nome Francesco, e l´ha fatto sedere nell´ufficio di controllo strategico. Insomma, uno Scoma vigila sull´operato dell´altro. Quando l´azione amministrativa è un fatto privato.
D´altronde, l´assessore alla Famiglia (mai delega fu più appropriata) ha nominato nel suo staff, la sorella di Schifani ma anche quella di Dore Misuraca e Stefano Mangano, ovvero l´ex segretario particolare di Diego Cammarata. Se in via Trinacria c´è una forte concentrazione di parenti e collaboratori di forzisti, gli uffici di piazza Croci, assessorato ai Beni culturali, sono una dependance della segreteria dell´Udc. L´assessore Antonello Antinoro ha inquadrato come dirigenti Domenico Di Carlo e Vito Raso, stretti collaboratori di Saverio Romano e Salvatore Cuffaro, e ha cooptato anche Giovanni Antinoro (autista dell´ex governatore) e Gianni Borrelli, ex sindacalista Cisl candidato con l´Udc alle scorse elezioni. Di “trombati” ricollocati nei meandri della burocrazia è piena l´amministrazione Lombardo. C´è, ad esempio, Francesco Regina, ex deputato (anche lui dell´Udc) che Pippo Gianni ha messo a capo della segreteria tecnica dell´assessorato all´Industria.
E c´è persino un ex assessore del governo Cuffaro, l´esponente dell´Mpa Rossana Interlandi, che ha fatto ingresso direttamente a Palazzo d´Orleans, in un ufficio alle dirette dipendenze di Lombardo. Un parlamentare momentaneamente in stand by se l´è preso in carico lo stesso Ilarda, proprio nei giorni in cui infuriava la guerra ai privilegi all´interno dell´amministrazione regionale: è Decio Terrana, altro udc, assunto dall´assessore-magistrato malgrado una nota della Ragioneria che, il 24 luglio scorso, segnalava una possibile violazione della legge. Terrana, infatti, non è laureato, requisito che - in base alla legge 10 del 2000 e al contratto dei regionali - sarebbe necessario per avere un incarico da dirigente. Ilarda, non convinto, ha chiesto un parere all´ufficio legislativo e legale della Regione e ha messo ugualmente sotto contratto l´ex parlamentare, pagato 70 mila euro (lordi) annui per occuparsi di rapporti con l´Ars.
Per i sindacati autonomi che hanno dichiarato guerra a Ilarda «al di là di una propaganda fumosa ed inconcludente, l´assessore si sta contraddistinguendo per la produzione di atti di dubbia legittimità». E Cobas, Sadirs, Siad e Ugl alzano il livello della sfida, invocando le dimissioni dal governo dell´ex magistrato e chiedendo a Lombardo di avocare a sé le competenze sul personale. Ma il governatore almeno ufficialmente non cede di un millimetro: «La strada dell´aggressione all´assessore al Personale, che sembra il percorso scelto da taluni sindacati, non porta certamente alla costruzione di quel rapporto di collaborazione che i segretari delle stesse organizzazioni avevano chiesto al presidente della Regione qualche giorno fa. Chi ha lanciato la campagna denigratoria faccia un passo indietro e chieda scusa».
(24 settembre 2008) www.repubblica.it
Ci vorrebbero in fila, ad attendere la campanella di inizio del nuovo anno scolastico, indossando divise e grembiulini, ripetendo formule matematiche e frasi in inglese. Obbedienti e silenziosi.
Intanto la Gelmini, nuova Ministra dell’istruzione, privatizza quello che resta della scuola pubblica, tagliando i finanziamenti statali e regalando bonus alle scuole private, sostituendo ai consigli d’istituto dei consigli di amministrazione, reprimendo il protagonismo studentesco, rendendo precario il lavoro di professori e maestri.
E’ una scuola nuova che puzza di vecchio. Che reintroduce il ricatto della condotta e della bocciatura, che invoca l’autorità e la severità per gestire comportamenti e stili di vita, che indice esami di riparazione senza organizzare i corsi di recupero.
E tu da che parte stai? Vuoi studiare per informarti come una persona libera e critica o per prepararti ad essere immesso come una merce nel mondo della precarietà? Noi scegliamo la libertà: quelle di studiare e di imparare oltre il ricatto, la libertà di contestare la Ministra e di ribellarci alla sua scuola e alla sua autorità.
Le scuole sono nostre!Le scuole sono di chi ama!!
Info: Venerdì 03/ Ottobre gazebo informativo Piazza Cairoli ore 18.30 Tel 3475031053 - 3404863709 - 3403936160 zancle83@hotmail.it; lulmar@tin.it
di Massimo Lorello
Poche discariche, pochi soldi, poco tempo. E tanti rifiuti. La Sicilia teme l´emergenza immondizia e le iniziative finora programmate dall´amministrazione regionale e dai comuni non sono sufficienti a scongiurare lo spauracchio. Lo dicono i numeri. Le discariche attualmente operative sono diciotto in tutto il territorio siciliano. Tredici di queste avrebbero dovuto chiudere per problemi strutturali e di capienza ma grazie a ordinanze prefettizie e del presidente della Regione continuano a operare consentendo di scongiurare il rischio che l´immondizia resti a marcire lungo le strade dei comuni della Sicilia.
Dodici discariche attendono la valutazione di impatto ambientale da parte dell´assessorato al Territorio perché si possano ampliare i confini ed evitare la saturazione che arriverebbe inesorabile nel giro di poco tempo. Altre 13 dovrebbero essere realizzate ex novo e pure queste attendono il lasciapassare della Regione, ma avranno capienza ridotta.
La capacità complessiva degli impianti attualmente in servizio è di circa 3 milioni di metri cubi di rifiuti. I siciliani ne producono ogni anno 2,6 milioni e in discarica, in considerazione di una raccolta differenziata che finora ha dato risultati disastrosi, ne arrivano 2,4 milioni.
Le discariche in fase di ampliamento garantiranno, a conclusione dei lavori (cioè fra 10-12 mesi), la capienza di altri 3,5 milioni di metri cubi di rifiuti dunque la possibilità di scongiurare l´emergenza per poco più di un altro anno. Fermo restando che, eccetto un paio di casi, le discariche in ristrutturazione sono tutte pubbliche, serviranno per realizzare i lavori da 50 a 60 milioni di euro. Troppi rispetto a quello che potrà garantire l´Agenzia regionale per i rifiuti. Il fondo europeo di sviluppo regionale 2007-2013 ha previsto 90 milioni però dovranno servire non solo alle discariche ma anche agli impianti di compostaggio e soprattutto alla raccolta differenziata che in Sicilia, in cinque anni non è andata oltre il 6,6 per cento con Palermo inchiodata alla desolante quota del 3,6 per cento.
Sulla concessione dei fondi, poi, l´Unione europea è rigidissima perché, attraverso una specifica procedura, controlla i risultati raggiunti dalla pubblica amministrazione sulla riduzione dei rifiuti prodotti: in assenza di miglioramenti del trend, provvede al taglio dei finanziamenti. La raccolta differenziata giocherà un ruolo decisivo per gli inceneritori dato che i rifiuti destinati alla combustione dovranno essere privati appunto dei materiali riciclabili. Ma i termovalorizzatori, considerato che i bandi di gara per la loro realizzazione non sono stati ancora pubblicati, se tutto va bene saranno pronti fra cinque anni quando le discariche saranno sature.
Per gestire l´immediato, la Regione e le amministrazioni locali non possono che confidare proprio sulle discariche e temendo la saturazione di quelle attualmente in servizio hanno previsto la realizzazione di altri tredici nuovi impianti. Tre dovrebbero ricadere nella provincia di Palermo, due a Trapani e altrettanti a Messina, Agrigento e Catania, uno a Ragusa e uno a Caltanissetta. Ma la loro capienza sarà poca cosa dato che mediamente non andranno oltre i 200 mila metri cubi. Una vasca di Bellolampo, giusto per fare un confronto, di metri cubi ne contiene un milione. E poi c´è il problema dell´impatto che la realizzazione di nuove discariche potrebbe generare sulle popolazioni dei territori dove dovrebbero essere realizzati i nuovi impianti. Per questo la Regione procede con cautela e riservatezza soprattutto nella definizione dei confini territoriali.
(19 settembre 2008)
Si sono avvistati dei cavalli liberi in contrada Santa Venera. I primadetti cavalli scorrazzano in maniera del tutto incontrollata per le vie del prima citato quartiere, lasciando i loro bisogni per strada e rovistando nei cassonetti dell’immondizia, sia di giorno che di notte. Fino ad ora, sono state effettuate delle segnalazioni da parte dei cittadini del quartiere interessato, cercando di attivare il primo cittadino ad un intervento in favore della cittadinanza. Ad essersi interessato all’accaduto, anche il comandante dei vigili di Barcellona, che sta avviando un’indagine per capire chi sia il proprietario, senza però ottenere fino ad oggi nessun risultato.
Si aspettano gli esperti di Scotland Yard.
di Giuseppe Carroccia
In queste ore decisive per i lavoratori dell’Alitalia e per il futuro della nostra compagnia di bandiera, si stanno definendo i rapporti di forza tra le classi nell’Italia del terzo governo Berlusconi e della Terza repubblica, quella coi comunisti fuori dalle istituzioni.
Solo la mobilitazione dei lavoratori sta determinando le condizioni per una opposizione efficace e duratura, perché è nella società che le ricette di Tremonti trovano una inevitabile resistenza dai settori sociali colpiti.
Se i lavoratori tornano a lottare il progetto della Confindustria e del governo di eliminare il contratto collettivo può essere rovesciato e Berlusconi può subire una sconfitta paragonabile a quella che subì sulle pensioni nel 94 e sull’articolo 18 nel 2003.
Il nuovo patto per l’Italia che la Cisl di Bonanni sta sostenendo in tutte le possibili articolazioni, persino nel pubblico impiego dove aveva il proprio storico insediamento, prescinde dalle condizioni reali della popolazione, dalla crisi economica, dall’aumento della disoccupazione e della precarietà, dalla recessione, dall’indebitamento delle famiglie, dall’aumento dell’inflazione.
Il rifiuto da parte dei lavoratori Alitalia del contratto Cai, che di fatto aboliva il contratto del trasporto aereo, consegna alla classe operaia nel suo complesso e a Rifondazione Comunista il compito di allargare e unificare subito la lotta, per evitare l’isolamento e la sconfitta.
Dobbiamo evitare che succeda quel che avvenne ai minatori con la Thatcher e ai controllori di volo con Reagan.
I lavoratori Alitalia hanno oltretutto dimostrato che difendendo le loro condizioni salvavano il paese da una rapina a mano armata vista l’inconsistenza del piano industriale presentato dai capitani coraggiosi della cordata Colannino.
C’è un filo rosso che lega tute le vertenze e le lotte che in questo inizio d’autunno stanno movimentando il paese: non si può subire all’infinito.
Così la Cgil sulla spinta della rabbia negli aeroporti ha rifiutato di firmare e sta di fatto riaprendo al suo interno una dialettica politica i cui esiti saranno decisivi per il futuro del paese.
La mobilitazione della giornata del 27 settembre contro la finanziaria del governo va nella giusta direzione, così come sarà fondamentale la riuscita dello sciopero generale del 17 ottobre del sindacalismo di base.
Da qui alla manifestazione dell’11 ottobre dovremo sostenere tutte le lotte che si manifesteranno nel paese perché di fatto sta rinascendo la speranza che con la lotta si può tornare a vincere e a migliorare le proprie condizioni.
Il prossimo appuntamento sarà lo sciopero dell’assemblea nazionale dei ferrovieri del 26 settembre per la riassunzione di Dante De Angelis e degli altri ferrovieri licenziati.
E’ stata convocato dagli rls e rsu durante la riuscitissima manifestazione di solidarietà svoltasi il 5 settembre a Roma a cui hanno partecipato oltre a centinaia di ferrovieri molti e autorevoli esponenti politici tra i quali il segretario del nostro partito.
Sosteniamo questo sciopero con iniziative pubbliche e volantinaggi nelle stazioni per far crescere la solidarietà dei viaggiatori per questa battaglia di civiltà e in difesa del trasporto pubblico.
L’opposizione al governo Berlusconi comincia a muovere i primi passi, altri ne seguiranno.
Quali gambe la sosterranno lo vedremo nel tempo, l’importante è che camminino nella direzione giusta, quella del conflitto di classe e della difesa della democrazia.
Rifondazione Comunista è tornata e farà la sua parte.
Pubblichiamo alcune riflessioni del Compagno Francesco Lipari, del Circolo “Ottobre Rosso”, su temi di stretta attualità
Un popolo, quando è unito, è forte e compatto, invincibile.Lo ha capito bene l’attuale governo, la cui cosa più importante è dividere, in modo subdolo.Tutto è legato da fili che hanno una loro logica intrinseca: bisogna soddisfare i poteri forti, pertanto bisogna tagliare sui servizi pubblici. Ma come fare per evitare che la gente si ribelli? Può capitare che vedendosi tagliare un servizio ci si irriti. Quindi occorre convincere la gente che si sta facendo il loro interesse, indifferentemente al fatto se ciò sia vero.Il ministro Brunetta sa che la pubblica amministrazione è in Italia spesso inefficiente. Perché? Secondo lui per colpa dei fannulloni, cioè persone che impiegate in una pubblica amministrazione si assentano frequentemente oppure oziano facendo fare ai colleghi il doppio lavoro.Ciò è solo una parte della verità. Noi siamo contro i fannulloni. Ma il problema, come al solito, è di fondo. Ciò che contraddistingue la destra dalla sinistra è proprio individuare le cause alla radice del problema (da qui il termine radicale, che invece nel sentire comune viene resa da chi manovra la comunicazione di massa, come “estremista”). Quindi, laddove i principi di fondo sono uguali tra destra e sinistra, diversi sono analisi e soluzioni del problema.La destra utilizza storicamente la strategia di colpire tutti indifferentemente. Giusto, si può obiettare: tutti siamo uguali. E invece no. Lo afferma l’art 3 della nostra Costituzione. Il quale, nel sancire il principio di uguaglianza formale al primo comma, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”, si premura, di seguito a stabilire che, poiché non tutti partono dalle stesse condizioni di vantaggio sociale ed economico, sia “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.Quindi, in parole semplici (ma anche se
Altra strategia: scatenare la guerra tra poveri
Tra lavoratori pubblici e privati; tra immigrati e italiani; tra nord e sud.I clandestini arrivano sulle nostre coste. Per il governo non contano i dolori che ci sono dietro queste persone: conta solo che sono un problema. La gente li vede male, perché molti di loro, non avendo poi di che vivere vengono arruolate in bande criminali e compiono reati. La gente ha paura di loro, quindi perché non scatenare un odio contro di essi?Le prostitute ledono la morale bigotta e perbenista delle persone. Noi siamo contro la prostituzione. Ma in modo radicale: eliminare la tratta di esseri umani. Poniamo un esempio: io sono un cliente che mi reco da una prostituta e faccio qualcosa di sbagliato. In breve tempo verrò rintracciato dal protettore e potrebbe essere uno schifio.Perché non vengono mandati dei poliziotti in borghese a fare ciò e individuare i protettori e arrestarli e tramite loro arrivare al vertice?(?)Non sono sotto gli occhi di tutti le prostitute in città? Non hanno un’anima oltre che un corpo che spesso è vittima dello sfruttamento di esseri umani? Confinarli in un ghetto significa solo fare in modo che questo scempio non sia evidente. Per l’opinione pubblica equivale a dimenticare che esiste questo dramma in molte persone.
La scuola: il “capolavoro”
Tagliare. A qualunque costo. Per poi, chissà, trasformare la scuola in un’azienda a gestione privata. Anche qui, chi di noi è a favore del bullismo? Nessuno, soprattutto noi di Sinistra, che lottiamo contro ogni tipo di sopruso, grande o piccolo. Ma mi spiegate a cosa serve il sette in condotta in scuole dove mancano le aule? E su alunni che vengono difesi a spada tratta da genitori distratti o troppo occupati a stare dietro alla nostra frenetica e disumana società contemporanea dai ritmi insostenibili, dove siamo macchine e i sentimenti vengono relegati solo in gesti adulatori tra genitori e figli del tipo “guai a chi me lo tocca! Mio figlio è il più bravo ragazzo del mondo e la colpa è degli insegnanti”.Quest’ultima frase non sarà passata inosservata al ministro della pubblica distruzione Gelmini che ha pensato bene di dire che gli insegnati, specie del sud, lì dove il disagio sociale è alto, sono degli incompetenti per cui fare dei corsi professionali (bisogna fare contento Bossi).“Non ho mai detto che gli insegnanti del Sud abbassano la qualità della scuola italiana” e “Chi riporta il mio pensiero in questo modo è in grave malafede e vuole creare una polemica che chi conosce il mio pensiero sa che non ha fondamento” ha detto il ministro Gelmini e ha poi aggiunto: “Ho sempre ritenuto che esistono bravi professori sia al Nord che al Sud, ma il Sud ha oggi un deficit strutturale e di progettualità che non è certo imputabile al corpo docente. In occasione di un incontro a Cortina d’Ampezzo, mi sono limitata a segnalare che la scuola nelle regioni meridionali è colpita da una grave crisi. Sfido chiunque a sostenere il contrario“Ovviamente, quando si dicono stronzate e si capisce che fanno troppa puzza, la smentita è un tipico rimedio della politica (in generale).Caro ministro, per tagliare la testa al toro, perché non viene una settimana a fare l’insegnante in una scuola a rischio del sud? Buon lavoro. Non sia troppo severa, altrimenti dovrà cambiare i copertoni alla sua auto tutti i giorni. Ma già, vero, lei è ministro e pure se le distruggessero una macchina al giorno potrebbe ricomprarla. Ma un insegnate non può.Se gli insegnanti del sud, più chi è emigrato al nord, aggiungendo gli immigrati, se ne tornassero a casa, il nord diventerebbe il mezzogiorno d’Italia. Purtroppo non si creerebbe di riflesso il contrario, ahinoi!È ovvio che assetati di punteggi, gli insegnanti del sud non lasciano le scuole del nord. Ma se lo facessero…E poi, il maestro unico: avere un unico insegnante non rischia di plasmare la formazione dell’alunno? Il pluralismo è alla base del nostro ordinamento: pluralità di metodi, opinioni, religioni, che convivono per il perseguimento del bene comune.Inoltre non si rischia, come un tempo, che gli insegnanti curino maggiormente alcune aree disciplinari, tralasciando il resto? Non meno importante: le riforme che investono i cittadini tutti, non vanno discusse, oltre che con le opposizioni, con le parti sociali e con gli interessati? Non è quello che un democratico dovrebbe fare? O la libertà è solo un modo per sciacquarsi la bocca? È un lassativo o la libertà quella di cui si nutrono i nostri ministri?Infine, persone mandate a casa, precari in rivolta, ma in modo “italiano”.Se fossimo stati in Francia, gli insegnanti e i precari, forse, avrebbero messo in ginocchio questo governo anti-lavoratori ed il ministro si sarebbe dimesso con vergogna, come accadrebbe ad un qualsiasi ministro del lavoro di un paese responsabile.È questo che bisogna fare.
Anti-fascismo.
È in corso un’opera di rispolvero del fascismo. Non osiamo immaginare il giorno in cui Berlusconi mettesse piede al Quirinale, cosa direbbe per il 25 aprile. Forse che i ragazzi di Salò avevano le loro “buone” ragioni, che i comunisti, prima e dopo il 25 aprile hanno compiuto delitti sanguinari. Purtroppo per allora i partigiani saranno quasi tutti morti data l’età. Gli storici saranno bollati come comunisti e i revisionisti saranno gli storici di regime.Potrebbero non essere supposizioni, dato le notizie recenti. Alemanno che è nostalgico del “primo fascismo”, Azione giovani dichiara con i propri rappresentanti che “mai si dichiareranno anti-fascisti; Gasparri giustifica i giovani di Salò.Chi è fascista, è libero di esserlo e di esternare il proprio pensiero. Sono i paradossi del sistema democratico. Ma vada via dalle istituzioni imperniate sulla Costituzione repubblicana, fondata sulla Resistenza e sull’antifascismo, perché la loro politica non è di questo sistema politico. Il fascismo potrebbe esistere solo se l’attuale sistema venisse rovesciato con un colpo di stato. Fascismo significa brutalità e violenza sulle persone e sulle strutture democratiche, tra cui il nostro ordinamento.E a chi dichiara che comunismo e fascismo sono sullo stesso piano, diciamo di distinguere tra la pratica dei comunisti in Italia e quella in alcuni altri paesi. Quella pratica “diversa” che fece avvicinare al comunismo importanti personalità come Fromm e Camus, per citarne alcuni. Anche lo statuto di Rifondazione Comunista parla di una prassi nuova, rinnovata nei mezzi.E basti ricordare a lor “signori” che in Italia, la firma dei comunisti è sulla Costituzione. E questo basta.
ConclusioniQuesti discorsi accomunano parte della chiesa, seppure con i dovuti distinguo. Ho ascoltato discorsi simili, che scavano nel problema, in omelie domenicali. Persino un prete, un francescano tutt’altro che comunista, scagliarsi contro il neoliberismo! Perché le oscillazioni in borsa incidono su chi vive con meno di un dollaro al giorno, cioè qualche miliardo (miliardo) di personeParte della chiesa fa un analisi radicale del problema, come noi. Non vogliamo strumentalizzare la chiesa dicendo che è formata da comunisti. Ma il fatto che questa analisi fa parte del dibattito di cattolici che amano il bene sociale, deve fare riflettere.Non è ideologia, quindi, ma idee.Occorre farle vivere, circolare.La cultura è carta straccia? Facciamo nei nostri Circoli dei cineforum, delle biblioteche, delle mostre dei concerti anche di musica colta. Creiamo cultura e facciamo vivere cultura! Non lasciamola a loro.
Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc
Rifondazione comunista e io in particolare salutiamo positivamente l’iniziativa organizzata dalle associazioni dei consI.umatori che si svolgerà domani 18 settembre in numerose piazze italiane al fine di tutelare il potere d’acquisto delle famiglie, dei pensionati e dei lavoratori.
Lo facciamo in nome della lotta al carovita, agli aumenti indiscriminati di prezzi e tariffe, mutui e affitti, libri scolastici e di tutti i generi di prima necessità, una lotta necessaria e importantissima che le associazioni dei consumatori promuovono da tempo e che ci vede in prima fila, come Rifondazione comunista, già da settimane.
–
Ufficio stampa Prc
Roma, 17 settembre 2008
di Omar Minniti
La manifestazione nazionale dell’11 ottobre, sarà il primo vero appuntamento unitario della sinistra dopo il ritorno al governo di Berlusconi. Reduci da una pesante sconfitta elettorale, che le ha viste escluse dal Parlamento, le forze comuniste, ambientaliste e progressiste ora sono chiamate a ricostruire la propria azione nella società in condizioni inedite, all’opposizione di un governo con pesanti spinte autoritarie. Ma anche in alternativa rispetto all’opzione moderata e neo-centrista del Pd.
Fallita miseramente l’esperienza dell’“Arcobaleno”, il Prc, il Pdci, i Verdi, Sd e tutte le forze politiche e sociali che si collocano a sinistra del partito di Veltroni e D’Alema, devono tornare nelle piazze per denunciare le politiche aggressive del centrodestra, sostenute da Confindustria, e un disegno volto a restaurare un modello di società ferocemente classista e razzista. E’ ciò che emerge dai primi provvedimenti emanati da Berlusconi: nuove leggi “ad personam” (come il lodo Alfano), smantellamento del patrimonio pubblico nazionale (vedi il caso Alitalia), repressione verso i soggetti più deboli, pesanti attacchi ai diritti dei lavoratori e tagli agli investimenti per il Meridione. Tutto ciò, senza che tra i banchi dell’opposizione parlamentare (fatta qualche eccezione per Di Pietro) si levi un sussulto di orgoglio.
In questo contesto, è necessario che la sinistra in tutte le sue articolazioni – partiti, movimenti, associazioni, sigle sindacali, singoli – faccia sentire la propria voce, smentendo categoricamente le illazioni di chi la spaccia come scomparsa dalla società. E’ necessario far convergere tutti gli sforzi in direzione dell’11 ottobre, per costruire un’iniziativa di massa, unitaria e combattiva, arricchendo la piattaforma nazionale con le istanze provenienti dai territori.
Chi siamo
Rifondazione Comunista
circolo "Ottobre Rosso"
Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
vicolo I Mandanici, 4
tel.: 3489028462
Ultimi post
- Caso Ausonia: gettiamo luce sull’oscurità delle logge massoniche
- Perché il Pd non attacca Berlusconi?
- “Fermiamo il Ponte sullo Stretto”- Campagna di raccolta firme per fermare il ponte e stornare le risorse verso la messa in sicurezza dell’area dello stretto promossa da Liberazione
- Oggi pomeriggio sono andato a fare la spesa
- Passi e parole
Meta
Memoranda
IM Online

Powered by IM Online
