Tratto dal Sito http://www.enricodigiacomo.it/

Far trasferire poliziotti scomodi, chiedere l’intervento di politici di spicco, organizzare campagne mediatiche. Tutto per scagionare Raffaele Sollecito, lo studente di Giovinazzo, in carcere con l’accusa di aver ucciso, con la fidanzata americana Amanda Knox e Rudy Guede, la studentessa inglese Meredith Kercher. È il piano messo a punto nei mesi scorsi dalla famiglia Sollecito e ora rivelato dalle intercettazioni telefoniche depositate l’altro ieri con i quattordici faldoni che raccolgono l’intera inchiesta sul delitto di Perugia. Le registrazioni delle conversazioni telefoniche tra il padre di Raffaele, Francesco Sollecito, noto cardiologo pugliese, il fratello Giuseppe, la cognata Sara, la seconda moglie Mara e la figlia Vanessa ricostruiscono l’incessante attività della famiglia per trovare l’appoggio di personaggi influenti. Spinto dalla convinzione che la Squadra Mobile perugina e il pm Giuliano Mignini abbiano indagato in modo errato, l’intero clan familiare di Raffaele Sollecito si mobilita per scagionare il giovane. Non solo con l’intervento di pool di avvocati e di consulenti medico-legali ma anche attraverso amicizie politiche. Ad esempio Vanessa, la sorella di Raffaele, confida al padre di aver la possibilità di raggiungere il senatore Domenico Formisano dell’Italia dei Valori. “Il senatore - dice - mi ha contattato per chiedermi un intervento a favore di una persona. Sono contenta perché così sarà in debito con me e potrò andare a Napoli a parlargli”. Si rivela ingenua, Vanessa, anche se è un tenente dei carabinieri. Al padre che la invita alla prudenza ricordandogli che ha il telefono sotto controllo lei risponde: “Ma io non sono intercettata”. Un altro politico di spicco a cui si rivolge la famiglia Sollecito, anche grazie alla zia Sara, militante di Alleanza Nazionale, è Domenico Nania, ora vicepresidente del Senato, che, secondo i parenti di Raffaele, potrebbe interessare alla vicenda addirittura l’onorevole Renato Schifani. Anche la scelta di Giulia Bongiorno come avvocato è dettata dalla stessa logica. Mara, la matrigna di Raffaele, la definisce “la signora Trentapalle” e sottolinea: “Lei sa come comportarsi in certe situazioni”. Tutta questa attività naturalmente viene riferita a Raffaele durante i colloqui in carcere, anche questi intercettati. Che cosa vogliono i familiari di Sollecito da questi politici appare chiaro da altre intercettazioni: pressioni sui giudici della Corte di Cassazione affinché accolgano il ricorso presentato dagli avvocati del ragazzo e interventi per togliere l’inchiesta ad alcuni investigatori scomodi. Nel mirino della famiglia ci sono soprattutto il commissario Monica Napoleoni, responsabile della Sezione Omicidi, e Giacinto Profazio, capo della Squadra Mobile, che sono di volta in volta definiti “maiali, figli di p., bastardi”. “Dobbiamo trovare qualcuno che possa intervenire in qualsiasi maniera - si legge nelle intercettazioni - Bisogna far sì che la polizia non faccia altre nefandezze”. Tutti si dicono convinti che la polizia perugina sia capace di alterare le prove, costruendone addirittura di false. E per questo contattano giornalisti e televisioni finendo per portare a Telenorba un filmato girato nel momento successivo alla scoperta dell’omicidio che dovrebbe, secondo loro, rivelare l’inefficienza della polizia scientifica. È una decisione invece che si rivela fatale per la famiglia Sollecito: l’intero clan finisce indagato per violazione della privacy, diffamazione e pubblicazione arbitraria di atti giudiziari e pubblicazione di immagini raccapriccianti. E ora alla Procura di Perugia pensano di inviare ai colleghi di Firenze, competenti per territorio, il nuovo fascicolo.

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By Carmelo | - 12:24 am - Categorie: cronaca, comunicati stampa

Tratto dal sito  http://falcee.blogs.it/

Tremonti e Sacconi ci prendono per i fondelli con la carita’ a 1.2 milioni di pensionati poveri la “tessera” di 40 eurini al mese che non bastano neanche per un cappuccino ed un cornetto, fissano l’inflazione “programmata” da loro al 1.7 %, ironia della sorte  ad una festa dei loro amici della cisl qualcuno non e’ d’accordo e partono fischi e contestazione alla presidenza della riunione estiva, pronta la risposta di Sacconi “andate a fanculo” e di Bonanni ” chi contesta e’ fuori dalla cisl..

Come no!  Sono milioni gli operai e i pensionati che sono alla fame grazie alle misure prese dai governi che si sono alternati in questi anni, misure che hanno favorito i profitti dei padroni nelle aziende grandi e piccole, misure che hanno garantito nello stesso tempo privilegi a politici e sindacalisti compiacenti e complici, non vi beate troppo pero’ “stiamo lavorando per voi”…per mandare definitivamente baracca e burattini del sistema  nel posto che gli compete: al macero.

Non basteranno i 30 euro per sviare gli operai e gli altri strati bassi dei lavoratori dalla lotta per l’emancipazione dalla loro condizione complessiva di schiavitu’.

E A ben vedere non si tratta nemmeno (come sostengono i falliti dell’arcobaleno a cui sono scomparse le sedie) di frammentarieta’ delle lotte , leghismo cui sono affetti gli operai che non li hanno capiti, di battaglie dai posti di lavoro e nei quartieri delle citta’ c’e’ ne sono, e aumenteranno nei prossimi mesi , cio’ che si fa’ strada  e’ sempre piu’ l’esigenza di costruire la nostra forza politica indipendente operaia con influenza di massa, nelle stesse lotte di resistenza economiche… allora si che i vari Sacconi e Bonanni e i loro tutori di governo e opposizione ombra sentiranno la stipsi al culo…

La geniale miseria di Tremonti
di Galapagos su Il Manifesto del 20/06/2008

L’effetto più evidente della globalizzazione è riscontrabile nell’ampliamento della forbice tra ricchi e poveri: sempre più ricchi i già ricchi, sempre più indigenti, i poveri. Nei paesi industrializzati, lo indicano chiaramente le statistiche, mediamente una cittadino su sette vive al di sotto della soglia di povertà. Certo, si tratta di una povertà relativa, almeno se confrontata con quella dei paesi che molti si ostinano a chiamare del «Terzo mondo». Anche se relativa, però, è pur sempre povertà. E come tale provoca sofferenze, anche psicologiche, e privazioni materiali. Per contrastare l’emarginazione, molti paesi anziché ricorrere a politiche di integrazione, preferiscono la soluzione più antica del mondo: la carità.

Nel paese più ricco e potente del mondo - gli Stati uniti - l’obolo si chiama «Food stamp»: è un buono acquisto da 100 dollari al mese destinato, come contributo all’acquisto di cibo, ai molto poveri. Attualmente ne sono «elargiti» 26 milioni. Visto che la popolazione Usa supera i 300 milioni, questo significa che circa 12 cittadini su 100 hanno bisogno di un obolo mensile per poter sopravvivere. Recentemente ci sono state molte proteste: l’aumento dei generi alimentari ha reso insufficiente la somma elargita: 100 dollari al mese, poco più di 70 euro al mese. Ovvero 1.200 dollari l’anno, l’equivalente di 850 euro. Secondo molti esperti, sarebbe necessario raddoppiare l’importo del food stamp. Ma servirebbero troppi soldi, rispondono gli uomini di Bush. In realtà quei 100 dollari al mese moltiplicati per i cittadini che li percepiscono comportano una spesa inferiore ai 30 miliardi di dollari l’anno. Non pochi, ma nulla se confrontato con la spesa per la difesa (600 miliardi l’anno) e la spesa pubblica complessiva che supera i 4 mila miliardi di dollari.

 Tremonti che è uomo di mondo e conosce molto bene la realtà statunitense ha fatto una pensata: importare in Italia il food stamp. Un assegno (probabilmente una carta di credito prepagata) che sarà elargita a 1,2 milioni di molto poveri. La pensata geniale è di associare questo obolo alla Robin Hood tax, un tassa che colpirà le imprese più «odiate» dagli italiani: compagnie petrolifere, banche e assicurazioni. Però, importando dagli Usa il buono pasto per i poveri, il governo Berlusconi è stato un po’ stitico: non 75 euro al mese come negli Usa, ma appena 40. Come dire 1,33 euro al giorno, neppure un cappucino e cornetto. E questo nonostante la platea dei beneficiari sia molto più limitata: 1,2 milioni di cittadini molto poveri, secondo i calcoli del governo. Che ha aggiunto: i soldi potranno essere utilizzati per acquistare da mangiare o per pagare le bollette. C’è da dubitare che con 480 euro l’anno (per una spesa complessiva che supererà di poco i 500 milioni di euro) si possano pagare molte bollette di luce, gas, riscaldamento, telefono e nettezza urbana, abbonamento alla tv.

Il proverbio dice: «A caval donato non si guarda in bocca». D’altra parte anche il centro sinistra non era stato molto generoso con i molto poveri. La tecnica era stata sempre quella della regalia a quelli che con una brutto termine sono definiti «incapienti». Forse qualcuno si vergognerà nel ricevere la carta di credito prepagata, ma sicuramente saranno in molti a benedirla. Tutto bene, allora? Non proprio. Quello che proprio non va è l’ideologia del provvedimento di stampo liberista. Per i poveri la cosa necessaria sono i servizi. Ma sul fronte di questi trasferimenti il governo è pronto ad abbattere la mannaia in primo luogo sui fondi agli enti locali. E vedrete che i 400 euro l’anno non copriranno gli aumenti che a livello locale saranno approvati per far fronte ai tagli.

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 www.repubblica.it

ROMA - Aumentano i prezzi, calano i consumi e così i prodotti ortofrutticoli restano nei campi, destinati al macero. Il mercato di frutta e verdura si sta avvitando su se stesso con il paradosso di creare un’agricoltura che non raccoglie più. L’allarme è della Cia, la Confederazione italiana agricoltori, che ha fornito dati preoccupanti: la spesa costa ai consumatori oltre cento euro in più al mese rispetto a pochi anni fa, la produzione è calata, i costi sono aumentati di oltre il 6% per gli agricoltori italiani che stanno diventando i più poveri d’Europa. Ciliege, albicocche, carote, fave, fiori. Tonnellate di produzione di primissima scelta lasciate a marcire. E senza contare le produzioni contingentate imposte dalla Ue (come il discusso sistema delle quote latte). Dinamiche di mercato che ogni anno fanno sì che 1,5 milioni di tonnellate di prodotti alimentari vadano al macero, 4 miliardi di euro in fumo.

A farne le spese per primi sono gli agricoltori, dice la Cia. In certi periodi dell’anno per alcuni prodotti “non c’è prezzo”, cioè l’offerta è talmente bassa che non copre i costi di raccolta. E’ il caso per esempio delle ciliege di Forlì, prodotto di primissima scelta ma che arriva sul mercato tutto assieme. Così gli agricoltori sono costretti a venderle per meno di 90 centesimi al chilo per la trasformazione in marmellate, quando va bene, e a buttarle quando va male. Almeno costeranno poco sui banchi dei mercati, si potrebbe pensare. E invece no perché per i consumatori costano fino a 5 euro al chilo. Com’è possibile? Sono i danni di una filiera che deve scontare speculazioni internazionali, rincari delle materie prime e un’infinità di passaggi. E così il destino delle ciliege di Forlì è lo stesso delle carote e delle fave del Lazio (le prime vengono “rinterrate”, le seconde piacciono - chissà perché - solo il primo maggio) e dei fiori di Pescia. Il 2005 e il 2006 sono stati gli anni peggiori per l’agricoltura che non raccoglie, spiegano alla Cia, con tonnellate di prodotti finiti al macero (finocchi in Abruzzo, meloni in Sicilia, uva in Puglia).

Questa maledetta filiera fa male a tutti. I numeri presentati nei giorni scorsi dalla Cia nella seconda Conferenza economica sono espliciti. Dal 2000 al 2007 la spesa alimentare per gli italiani è rincarata del 28% (da 379 a 485 euro al mese) nonostante i consumi siano diminuiti del 12,4%. Il calo negli acquisti ha coinvolto tutti i settori: pane (-10,9%), carne (-14,5%), frutta e verdura (-7,7%). Ma i rincari ci sono anche per gli agricoltori che in otto anni hanno avuto i costi triplicati e un calo dei redditi del 18,2%, il più alto della Ue. Solo nel 2007 i costi produttivi (mangimi, sementi, antiparassitari, gasolio che incide per il 42% nelle aziende) sono saliti del 6,1% e i redditi scesi del 2%. Sempre colpa della filiera che allunga la catena e comprime i profitti: l’incidenza dell’agricoltura sul prezzo finale è inferiore a un terzo, il resto è da addebitare a passaggi che provocano aumenti fino a venti volte. Va bene solo al pollame: il consumo di carne bianca è salito nel 2007, dopo la psicosi da aviaria, del 5,7% con un fatturato di 5,3 miliardi.

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Tratto dal sito http://milano.blogosfere.it

 Il caldo africano di ieri pomeriggio alle 18 non ha fermato le centinaia di manifestanti che hanno raccolto l’invito del blog di Nando Dalla Chiesa per ritrovarsi davanti al Palazzo di Giustizia per protestare contro la cosiddetta legge “salva-premier”.

La legge incriminata prevederebbe la sospensione dei processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 “che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado”. La sospensione sarà immediata al momento dell’entrata in vigore della legge e durerà un anno. Il corso della prescrizione, durante la sospensione del procedimento o del processo penale, resta sospeso.

Siccome nel provvedimento rientrerebbe il processo Mills, in cui proprio il Presidente del Consiglio è implicato, la legge è stata subito tacciata come l’ennesima legge “ad personam”. In questo processo, che si tiene proprio al Palazzo di Giustizia di Milano, Silvio Berlusconi è accusato di corruzione: infatti nel 1997 avrebbe inviato 600.000 dollari all’avvocato David Mills come ricompensa per non aver rivelato in due processi, in cui aveva testimoniato, le informazioni che possedeva sulle società estere del gruppo. Sia Berlusconi sia Mills hanno respinto le accuse.

Altro punto caldo il discorso delle intercettazioni: Blogosfere Politica e Società riporta il ddl, approvato all’unanimità dal Cdm: si vietano le intercettazioni per reati le cui pene sono inferiori a 10 anni ed è prevista una deroga per i reati contro la pubblica amministrazione, come corruzione e concussione. 

Si parla anche di un ritorno del lodo Schifani, in cui si garantirebbe l’immunità alle prime cinque cariche dello Stato e i giudici della Consulta. L’immunità, rinunciabile e temporanea, decadrà con la carica anche in caso di elezione successiva. come scrive Blogosfere Politica e Società. Il primo lodo Schifani fu dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale nel 2004 perchè violava il principio di uguaglianza e il diritto alla difesa. All’estero, come riporta sempre Blogosfere Politica e Società, ci avrebbero visto lungo: The Economist infatti, come riporta Vistidalontano, ammira la spregiudicatezza del Cav.: Silvio Berlusconi è perseverante“, attacca il settimanale che anni fa giudicò il Cavaliere non adatto a guidare l’Italia, “due mesi dopo aver vinto le elezioni, inizia ad occuparsi del sistema giudiziario duramente come durante il suo ultimo mandato dal 2001 al 2006“. Secondo primafattiepoiopinioni, Veltroni risks to be too nice to Berlusconi e Tiziano Treu non ha dubbi: il PD è stato troppo ingenuo

Ed è proprio contro il Pd che si scatenano le ire funeste dei presenti al comizio.

Infatti il Pd avrebbe recentemente parlato di una manifestazione contro questi provvedimenti, ma ad ottobre. E secondo Nando dalla Chiesa, nominato portavoce del neonato

Comitato Milanese per la Legalità, reagire ad ottobre sarebbe troppo tardi, come scrive nel suo blog:

La scadenza veltroniana di ottobre (o novembre?), devo dire la verità, un po’ mi inquieta[…]Siamo ridotti a dovere mettere in preventivo due mesi di estate, e poi le feste di partito di settembre prima di potere reagire e dare battaglia politica sui temi più urgenti? Amici, se siamo conciati così, ce ne meritiamo dieci, non uno, di B. “E perché mai ottobre? Perché l’opposizione dovrebbe attendere più di tre mesi a manifestare quando il capo del governo annuncia, qui e ora, che non consentirà ai magistrati della Repubblica di esercitare un controllo di legalità sul proprio operato? Sembra, qui a sinistra, di vivere in un mondo alla moviola, dove tutto succede lentamente, dove i ritmi della vita vengono artificialmente imbrigliati in un tempo che non scorre mai. No, occorre reagire subito. Perché nessuno pensi di avere davanti un popolo di sinistra (di centro-sinistra…) al cloroformio, balbettante, vergognoso della sua identità, così come lo hanno rappresentato per mesi gli stati maggiori del Pd. Quegli stati maggiori che, ancora pochi giorni fa, ancora poche ore prima del fatidico annuncio veltroniano della “piazza” autunnale, giuravano che non si sarebbe mai -orrore!-tornati al 2001.

Tutti davanti al Palazzo di Giustizia per chiedere l’uguaglianza davanti alla legge e il ripudio di qualsiasi legge promulgata dal governo per i soli interessi di un singolo, che “ha l’ossessione dei magistrati”.

 

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By reverendo production | Giugno 24, 2008 - 11:55 pm - Categorie: Autonomia energetica

Edificio fatto da rifiutiA Conegliano (Treviso) è nato il primo edificio interamente ecologico ed eco-compatibile d’Italia. Si tratta della nuova sede di Savno - Servizi Ambientali Veneto Nord Orientale – il consorzio che da 7 anni si occupa della gestione di tutti i servizi di igiene ambientale – in particolare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti – di 35 Comuni della provincia di Treviso.

L’edificio è stato progettato secondo i criteri della più moderna bioarchitettura e realizzato in ogni sua parte, dalle fondamenta fino al tetto, utilizzando rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata.
Acciaio per la struttura portante, PET dalle bottiglie di plastica per lo strato isolante termo acustico, fibra di cellulosa ricavata dai quotidiani per l’isolamento dei pavimenti, e pannelli in legno-cemento per il tamponamento, provenienti dagli scarti delle segherie.
Materiali riciclati e riciclabili quindi, dotati di certificato bio-ecologico.
Ma non solo: la struttura vanta soluzioni impiantistiche all’avanguardia per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili.
In primis l’edificio è stata studiato in modo tale che limitasse qualsiasi dispersione di calore.
Secondo, il 70% dell’energia sarà fornito da energia geotermica.
Terzo, l’edificio è dotato di un tetto verde, in grado di proteggere dalle escursioni termiche, trattenere le polveri sottili dell’aria e conservare l’umidità.
Infine, è stato predisposto un impianto per la raccolta dell’acqua piovana, per innaffiare piante e come scarico dei servizi.

Iniziativa lodevole, che deve chiaramente presupporre l’intelligenza delle persone, e una lungimiranza che purtroppo in Italia è ancora molto poco diffusa. Leggo che il prezzo della struttura è circa il 20% in più rispetto ad un normale edificio, ma chiaramente chi ci ha investito ha ben capito che utilizzando energie rinnovabili, e soluzioni di ottimizzazione energetica, si rientra dell’investimento e si inizia a risparmiare dopo pochi anni! Questi sono gli investitori di cui l’Italia ha bisogno! Gente con mente aperta, gente sensibile a tematiche importanti e al risparmio energetico!
In più, vogliamo parlare dell’utilizzo di materiale proveniente da raccolta riciclata? Il Presidente di Savno, Riccardo Szumski, è una persona avanti anni luce! Ben vengano personaggi come lui! Noi, con una Esco alle spalle, capiamo bene quanto sia dura far capire alla gente che se non si inquina si risparmia anche!! Concetto incredibile ma vero…

Giulia Bruno

Sito :\http://www.yeslife.it/Un-edificio-dai-rifiuti

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“Incredibile a dirsi - spiega Di Pietro - ma oggi il Senato ha negato l’autorizzazione ad arrestare un parlamentare che ha dato false generalita’ per essere candidato ed eletto e questa autorizzazione e’ stata negata anche grazie al comportamento del Pd, che ha detto che bisogna arrestare solo per reati gravi. Ora, io credo che sia molto piu’ grave un parlamentare che da’ false generalita’ di un immigrato clandestino che da’ false generalita’. Se puo’ essere arrestato il clandestino, allora puo’ essere arrestato anche l’altro”. Il leader dell’Idv spiega inoltre che “ancora piu’ grave e’ il comportamento degli esponenti del Pd, che oggi hanno detto di essere in linea di principio d’accordo nel concedere l’immunita’, anzi io dico impunita’, a Berlusconi. Qui si pone un problema delicatissimo di alleanze. Il Pd dica se vuole fare da ruota di scorta e da supporto a Berlusconi. Perche’ - conclude - negare ai magistrati di fare il proprio dovere di fronte a parlamentari che danno false generalita’ e essere disponibili a concedere l’immunita’, questa e’ una scelta di campo che il Pd e i suoi dirigenti devono spiegare agli elettori”.

Tratto da www.repubblica.it

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By Carmelo | Giugno 20, 2008 - 2:22 pm - Categorie: