By Carmelo | Dicembre 31, 2007 - 3:33 pm - Categorie: politica locale

L’anno che si sta per chiudere ha portato tante ed importanti novità nella vita politica del nostro partito ed in quella della nostra Città. Ci sono state le elezioni comunali, segnate da una sfilza di liste messe in campo dalla destra, forse per sopperire la mancanza di contenuto politico, accompagnate da una macchina elettorale che ha dimostrato tutta la propria arroganza, a cominciare dall’attacchinaggio selvaggio che non ha risparmiato nessuno spazio cittadino, nenache quello riservato agli annunci mortuari. Le elezioni sono state vinte in maniera schiacciante dalla destra di Nania, e starà a noi, come partito di opposizione, costruire una seria e credibile alternativa a questo tipo di gestione del comune; il “libro dei sogni” dei cugini Nania è già stato disatteso, mentre tutte le promesse clientelari costruite sulla fitta rete messa in campo dagli uomini del sindaco già si stanno sciogliendo come neve al sole, disilludendo chi aveva affidato il proprio voto e quello dei propri familiari a qualche assessore uscente o qualche nuovo rampante consigliere disposto a tutto pur di entrare in consiglio comunale. Bisogna ripartire da qui, dal ridefinire delle regole chiare al fine di spezzare tutte le clientele presenti che mortificano i cittadini (o forse sarebbe il caso di chiamare “sudditi”), spinti dal bisogno a riprodurre un sistema che sistematicamente mortifica la dignità delle persone.

C’è bisogno di trasparenza: vogliamo che il comune diventi trasparente ai suoi cittadini.

C’è bisogno di partecipazione: i cittadini devono essere parte attiva delle scelte del comune lungo tutto il corso dell’anno, non solo ogni cinque anni, solo per rinnovare il consiglio, la giunta ed il sindaco. Strumenti come il bilancio partecipativo, consultazioni assembleari sui problemi che riguardano più da vicino la cittadinanza dovrebbero sostituire gli accordi sottobanco, gli inciuci tra le varie parti, la separazione tra politica e cittadinanza.

Bisogna dare risposta ai problemi inerenti il lavoro, che stanno portando ad una nuova emigrazione interna di nostri concittadini verso il nord, con politiche del lavoro volte alla lotta della precarietà e disoccupazione; politiche di inclusione sociale per la comunità extracomunitaria; diritti civili ed una cultura dell’accoglienza del diverso contro il razzismo e l’esclusione; vicinanza e lotta accanto ai nuovi poveri ed a fianco a chi si occupa da tempo del problema, come i preti impegnati in prima linea a diffondere concretamente il messaggio evangelico originario; questi sono tutti punti che noi porteremo avanti per il nuovo anno.

una riflessione ultima la faccio sul mio partito, il circolo “Ottobre Rosso”. Siamo cresciuti molto, quest’anno, e non solo di numero, ma di qualità analitica ed organizzativa. Cresceremo ancora. Più volte ho sentito dire ai vari compagni di “sentirsi orgogliosi” del proprio circolo, cosa che mi riempie di gioia per il lavoro fatto in quest’anno da segretario insieme a voi tutti. Ebbene, io sono orgoglioso di condividere le varie lotte con dei compagni come voi, che sono stati presenti sempre e non si sono mai tirati indietro di fronte a tutte le difficoltà che abbiamo avuto in passato, credendo veramente nei nostri comuni ideali. Io sono orgoglioso di tutti voi!

Auguri e felice anno nuovo all’insegna della lotta e dell’allegria!

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Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello.
Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?"
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?"
"È vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole."
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie!". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò.

fonte: Web Senza Barriere

Il titolo, e la favoletta che avete appena letto, fanno riferimento ad una recente riflessione avvenuta a fasi alterne con diversi abitanti della zona, tutti più o meno ragazzi, sui cambiamenti sociali e geografici degli ultimi anni, sulle vecchie e nuove tendenze della gioventù barcellonese e dei dintorni.
Abbiamo ricordato come fino a pochi anni fa uno dei principali e più economici luoghi di ritrovo fosse piazza Duomo (da alcuni erroneamente nota come piazza San Sebastiano, che invece si trova di fronte all'Oasi, ma non divaghiamo) e più specificamente i muretti attorno la basilica minore. Non era malaccio: comodo per chi uscendo da scuola aveva ancora tempo da perdere prima di tornare a casa o prendere il bus, vantaggioso per chi abita nelle vicinanze, con a portata di mano bar, edicole, banche, sale da gioco, pizzeria, alimentari, etc.
Eppure, adesso, la piazza Duomo è quasi sempre deserta.
Chi sia della zona forse potrà avere in mente il Rio Bar e i due angoli che lo circondano: per diverso tempo affollatissimo, è tuttora frequentato ma meno di un tempo.
Per la gioia dei milazzesi, poi, come non citare la scalinata del Borgo, meta secolare di centinaia di giovani abitanti della città del Longano?
Dopo essermi tenuto lontano dal posto per l'intera estate, mi è ultimamente capitato di farci tappa, nei fine settimana, per scoprire che l'epidemia di latitanza ha invaso anche il Borgo di Milazzo.

Ecco quali sono stati gli oggetti delle discussioni, tutti ruotanti attorno ad uno principale, ovvero una certa domanda, che non è tanto il "Dove sono andati tutti?" quanto "Perché?"…
Beh, a questa domanda ho provato a dare nell'ultima delle discussioni una risposta, che nello specifico faceva riferimento al Borgo ma che può essere estesa anche agli altri fatti, e tale risposta, in forma di domanda retorica rivolta ai miei interlocutori, è: "Per caso, tra i motivi che vi hanno spinto a disertare quel posto, ha avuto abbastanza peso la presenza negli ultimi periodi di teppisti che si divertono a provocare la gente tranquilla anche in maniera abbastanza pesante? e con la correlata presenza frequente di pattuglie?". La risposta è stata prevedibilmente positiva.

Insomma, trattasi della solita questione: un gruppo, peraltro sparuto, di individui che riesce a spostare masse di persone senza nemmeno applicarcisi troppo.
Teppistelli, strane creature, contemporaneamente sociali ed antisociali: cercano la compagnia degli altri (ché da soli si divertono poco) ma la cercano per divertirsi a discapito di costoro.
Creature semplici, in fondo: rompono le scatole, magari ogni tanto dànno qualche buffetto in faccia o ti fischiano alle spalle, ti fanno lo sgambetto quando passi anche se non ti conoscono… nulla di eclatante, per lo più. Eppure è forse qui il sottile piacere che si prova a comportarsi da teppistello: vedere quanto un singolo martino resiste alle tue piccole provocazioni prima di sbottare e darti il pretesto per pestarlo.
Questo è l'aggancio con la favoletta di apertura: il metaforico lupo, se davvero avesse fame, si limiterebbe a saltare addosso all'agnello. Non lo fa, invece: cerca un pretesto, il motivo per aggredire dandosi ragione e autorevolezza.
Il lupo. E accanto noi, le pecorelle…

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By ilfastidio | Dicembre 18, 2007 - 8:33 pm - Categorie: educazione civica, cronaca, delinquenza

Poco più di un mese fa, 4 idioti Barcellonesi (ma come mi hanno fatto notare qualche giorno fa, l’idiota non ha casa nè patria) hanno cercato di fare i furbetti del quartiere! Non so e forse non sapremo mai se c’hanno pensato a lungo oppure si sono messi in macchina e sono partiti, fatto sta, che insieme sono andati al Famila Store (ex supermercato Abate) nei pressi del casello autostradale di Barcellona e qui hanno rubato un’autovettura parcheggiata, per arrivare nella vicina Terme Vigliatore per perpetrare una rapina ai danni di un discount! Somma totale della rapina €.720,00 (e per essere un discount era già una gran somma, visti i prezzi bassi). Lasciando perdere l’ironia, i 4 subito dopo la rapina erano riusciti a scappare, ma mentre 2 si dileguavano per vie e viuzze, gli altri due venivano arrestati in serata stessi. Da intercettazioni ambientali, la polizia riusciva a trovare gli altri 2 e ieri sono stati arrestati! Ma c’è dell’altro…per questi ultimi due l’accusa è ben più grave! Oltre la rapina, infatti i due imbecilli Giuseppe Calabrese di anni 24 anni e Giovanni Sofia un anno più piccolo, avevano deciso di “vendicare” l’offesa e nel mese di gennaio volevano ammazzare il poliziotto che li aveva “sgamati” e poi arrestati! Gli avvocati Tommaso Calderone e Maria Grazia Pino, da quello che ho letto, hanno rifiutato l’incarico per la difesa dei due in solidarietà dell’agente di Polizia e delle istituzioni. Ogni tanto un gesto degno di plauso da parte di qualche avvocato! Per il resto non saprei cos’altro aggiungere, davvero! Ripeto il titolo perchè mi piace: “cu nasci pampina….mori pampina“, puttroppu!

fonte: BarcellonaCity

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Si vede il cemento che mette l'uomo per erigere ponti e strade. Ma la natura incombe su di lui.

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By Carmelo | - 11:45 am - Categorie: politica nazionale

C’era da aspettarselo. Dopo le sparate di D’Alema contro le unioni civili perché, a detta del nostro ministro degli esteri “turbano il comune sentire religioso”, dopo che la senatrice del Partito Democratico Paola Binetti ha dichiarato che “l’omosessualità è una devianza della personalità”, ed ha invocato a tal proposito la venuta sul senato dello “spirito santo”, dopo aver votato contro la legge che garantiva gli omosessuali dalle discriminazioni, il comune di Roma ha votato insieme ad Alleanza Nazionale, Forza Italia ed altri partiti di destra, contro la proposta di istituire nella Città Eterna un registro delle unioni civili.

Il partito Democratico si dimostra quindi ancora una volta cedevole al vaticano, di cui raccoglie anche, come nel caso della senatrice Binetti, famosa per una sua battuta sul cilicio, molti esponenti vicini al vaticano ed all’Opus Dei. Ancora una volta, il partito democratico si trova più in sintonia con la destra, che non con i suoi “Alleati” di sinistra, che ancora una volta evidenziano come il nostro paese, per ingerenze straniere come quelle americane (vedi base di Vicenza) e per ingerenze “Interne” come quelle del Vaticano, sia uno stato a sovranità limitata. Riusciremo mai a liberarci da tale soggezione?

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By Lucio | Dicembre 15, 2007 - 3:18 pm - Categorie: messina, politica locale

Doppiopetto in primo piano, Storace ha scelto la città di MeSsIna come prima tappa promozionale del suo tour siciliano. Sono stati anche presentati i comitati comunali di Barcellona Pozzo di Gotto, di Milazzo e naturalmente di Messina.
Al di là di facili battute e giochi di parole, a livello politico non è una novità l'orientamento prevalente della provincia falcata… resta da vedere che cosa stia dietro tutto questo (Forza Italia, per esempio) e a che cosa porterà nel bene o nel male: per esempio che finalmente quando cadrà il governo attuale e tornerà Berlusconi al potere potremo contestare che la maggioranza è ostaggio della destra radicale, che ci sono i fascisti al potere, che eccetera eccetera… piccole soddisfazioni, ma di questi tempi (e nei prossimi, temo) bisogna sapersi accontentare.

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By Redazione | - 1:58 pm - Categorie: sindacati, cronaca, politica nazionale, commemorazioni, lavoro

Si marcia dietro uno striscione rosso listato a lutto. I sindacati.
Ma dov'erano quando gli operai denunciavano, ben prima della tragedia, il mancato rispetto dei loro diritti?
Qualche voce urla: - "parassiti, andate a lavorare!"; e non ha tutti i torti.
Un padre disperato fende l'aria con un giornale. La prima pagina è come un pugnale che ha trafitto il suo cuore e adesso la brandisce minacciosamente perché ferisca anche chi gli ha fatto questo.
Non chiede giustizia, la dà per scontata.
Non sa che in Italia è più facile che tra una proroga e l'altra, un rinvio ed un'insufficienza di prove, si arrivi solo ad un nulla di fatto.
O forse lo sa, ma non vuol crederlo adesso, adesso che Bruno non c'è e che il Natale sarà un posto vuoto a tavola e una casa in silenzio.

fonte: Festina Lente

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By Lucio | Dicembre 11, 2007 - 11:42 pm - Categorie: cronaca, delinquenza

Credere, obbedire, combattere, onore, fedeltà, famiglia, morale, ein reich, ein folk, ein fuehrer… i valori del nazifascismo, grosso modo, sono questi.
Alcuni di questi valori sono anche scritti su volantini che in questi giorni di rinnovamento stanno invadendo un po' tutti i paesi d'Italia.
Condivisibili o no, sono dei punti di vista, e come tali vanno rispettati.
Ci sono poi altri "valori" del nazifascimo, un po' meno sbandierati ma un po' più deprecabili: valori che in nome di un presunto ideale pensiero unico insegnano a lottare contro i pensieri diversi, per cui una pacifica convivenza con soggetti che abbiano idee fuori da un certo schema è possibile solo se sanno stare al loro posto.

Ideali di questo genere si sono abbattuti recentemente, in veste di calci e pugni, nei confronti di un giovane di Barcellona P.G. (che, posso garantire personalmente, è un bravo ragazzo) recentemente trasferitosi in Sardegna: nello specifico, si tratta di una classica aggressione squadrista dove almeno 3 individui, forse 4, lo hanno attaccato alle spalle e, dileggiandolo per il suo colore politico (è iscritto a Rifondazione Comunista, nella nostra città), hanno continuato a colpirlo quando era a terra. Vantandosene, ovviamente. Di caratteristico rispetto al solito c'è che la squadra non ha esitato a colpire anche la ragazza, andando quindi contro un presunto vecchio motto secondo cui le donne non andrebbero colpite neanche con un fiore. Ma, a quanto pare, questo non vale per tutte le donne.

Che altro aggiungere? a parte l'amarezza per quanto accaduto, la rabbia per la sicura impunità degli autori del misfatto, la consapevolezza che fatti come questi sono accaduti in Sardegna come potrebbero accadere a Barcellona e che sono probabilmente destinati a ripetersi, perché la strada della violenza è una tra le più comode da intraprendere per chi ha voglia di imporsi…

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By Redazione | Dicembre 10, 2007 - 2:40 pm - Categorie: filmati, politica locale

Per gentile connessione della Parisi Production

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By Carmelo | Dicembre 9, 2007 - 1:44 pm - Categorie: politica nazionale

In questi giorni ha fatto discutere molto il nome ed il nuovo simbolo che dovrebbe riunire sotto la propria insegna i partiti della cosiddetta Sinistra, cioè Sinistra Democratica, Comunisti Italiani, Verdi e Rifondazione Comunista. A mio modo di vedere bisognerebbe fare subito un pò di chiarezza a tal proposito: il nome, La Sinistra e L’Arcobaleno, è un nome provvisorio, così come il simbolo, è un primo segno grafico della confederazione della Sinistra. Preciso ciò: confederazione, non partito unico della Sinistra; i vari partiti restano e saranno rappresentati da questa confederazione, ma rimangono ognuno coi propri simboli e la propria storia. Dico questo perchè non vorrei passasse il messaggio che i partiti si “sciolgono” dentro questa confederazione, per formare un partito unico della Sinistra. idea, quest’ultima, presente anche in importanti esponenti dei vari partiti, ma fino ad ora rimasta minoranza. Come in tutte le organizzazioni democratiche, i vari partiti stanno studiando, discutendo al proprio interno, come attuare il percorso che porti all’unità politica senza abiure e senza far scomparire le differenze tra le varie forze politiche. Da precisare che il nuovo simbolo lo sceglieranno le varie federazioni locali se adottarlo o meno.

A mio parere, la costruzione di una federazione della Sinistra è necessaria, non solo per un discorso di semplificazione politica, ma anche perchè c’è bisogno di una forte Sinistra in grado di incidere sui processi reali in corso. Il paradosso italiano ci ha consegnato per anni un popolo di sinistra spesso diviso e disorientato, cosa a mio avviso molto negativa. Tuttavia io sono e rimarrò COMUNISTA, senza rinnegamenti, e proprio per questo voglio che la specificità di chi è comunista continui a vivere, attraverso questo percorso unitario, invece di portare avanti frazionismi identitari con ipoteche su simboli e nostalgie, cosa che ci porterebbe sì ad una lenta ed inevitabile agonia.

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