il mago Atanus

In questi giorni il paese mio che sta sulla collina è subissato di piccoli volantini, leggieri pezzetti di carta innocente che colpa non hanno di ciò che recano impresso sul dorso.
È la pubblicità di Achille Sidoti, meglio noto in certi ambienti come il mago Atanus. Insomma, uno dei tanti avvoltoi che vivono delle illusioni altrui.
È uscito gratis di prigione, a quanto pare, e quindi vuole tornare a parassitare, come se non bastassero le migliaia di suoi colleghi furfanti e millantatori che infestano questo Paese e sono anche "regolamentati" dalla legge.
Braccia decisamente strappate all'agricoltura, che per le proprie malefatte meriterebbero il carcere a vita e la riprovazione generale, acclamate come star.
Voglio sperare che i miei compaesani e conterranei e compatrioti si siano fatti un po' più furbi, almeno riguardo agli elementi già pubblicamente smascherati quali il sedicente Atanus.
Ma ne dubito: la legge di Barnum è universale, e anche il nostro bravo signor Sidoti troverà modo di portare a casa qualche milioncino alla faccia nostra!
Nell'attesa che tramonti l'era dei furbi, vogliamo ricordarlo così, il buon mago Atanus.
Ma ricordate una cosa, concittadini, compagni e anche camerati: questo buffo ometto dalle esilaranti trovate, simpatico quanto mai, è stato e si propone di continuare ad essere un truffatore imbroglione… dottor professor truffatore imbroglione!

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By Lucio | - 5:00 pm - Categorie: lotto, politica nazionale

Previsioni a posteriori
Ogni tanto si può anche fare. Sì, c'è da ammetterlo: non si può non essere d'accordo con Bossi, in questo caso.
Il riferimento, ovviamente, è alla proposta di sciopero fiscale basata sull'astensione dal partecipare a giochi di fortuna quali quelli di Lotto, Enalotto e Gratta & Vinci.
Le motivazioni di tale adesione, però, sono politiche nel più squisito dei sensi, piuttosto che in quello stretto volgarizzato dagli usi e costumi di molti politici nostrani degli ultimi decenni: ovvero, si tratta di motivazioni legate non tanto a contestazioni verso l'operato del governo (attuale o precedente) quanto all'interesse della cittadinanza.
Il gioco d'azzardo legalizzato, infatti, è senza dubbio tra le più immorali fonti di reddito per lo Stato, una vergogna per qualunque società moderna.
Gli articoli da 718 a 722 del Codice penale qualificano i giochi nei quali ricorre il fine di lucro e la vincita o la perdita è interamente o quasi interamente aleatoria come reati punibili attraverso ammenda e arresto. Secondo tali articoli lo Stato, le ricevitorie e i giornalisti televisivi andrebbero classificati come contravventori professionali e puniti a dovere. Se non fosse che stiamo trattando di entrate rilevanti per la Legge Finanziaria, e pertanto scatta un altro gioco: quello dei due pesi e delle due misure.
Ma lo Stato, se vuole finanziare le proprie attività, ha già in dotazione gli strumenti necessari: tasse, imposte, contributi.
Che poi il popolo sia bue e scelga più o meno volontariamente di farsi fregare i soldi da Lotto, Enalotto e simili, non giustifica. Semmai, si può trattare di abuso della credulità popolare, reato che va ad aggiungersi agli altri per i quali nessuno pagherà mai.

C'è però un'altra cosa che mi fa specie, in questa situazione, ed è che la persona che adesso propugna lo sciopero dal gioco fa parte di quella stessa coalizione che in un passato recente (prima o poi dovrò scrivere qualcosa sull'amemoria storica degli italiani) ha portato a 3 le estrazioni settimanali (col tentativo di renderle giornaliere, bloccato dal niet dei gestori delle ricevitorie), ha aggiunto una ruota, ha incentivato in diversi modi le possibilità di giocare… ha, insomma, in ogni modo, creato terreno fertile per rendere i dipendenti del Lotto ancora più succubi e catturare nuovi giocatori.
Ecco, mi fa specie che in quella sede Lotto ed Enalotto andassero bene, per la CdL, e adesso siano invece deprecabili.
Da un punto di vista oggettivo, sono deprecabili oggi come allora, e bene farebbe il Governo a ridurre la pressione, riportandola ad un livello più sopportabile.
Ogni cittadino che si suicida dopo essersi rovinato, ogni padre di famiglia che finisce sul lastrico, ogni tossicodipendente delle estrazioni… è un'infamia che urla vendetta, ed io mi vergogno di appartenere ad una nazione che si finanzia sul sangue e sulla disperazione, sull'ingenuità e sulla voglia di riscatto.

In ultima analisi, comunque, si tratta di uno sciopero che non è destinato ad avere un grande successo, visto che la maggior parte dei forti giocatori è dipendente e quindi non si asterrà. Va messo in conto anche questo, nelle spese da presentare a certi politici: l'aver trasformato molti cittadini in tossicodipendenti, appositamente per fare da spacciatori.


Se di tutto il testo a colpirvi principalmente sono stati i numeri presenti nel fumetto, probabilmente non parteciperete allo sciopero fiscale.

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Brucia, Barcellona!
Ma anche Brucia Milazzo! e Brucia Tindari, e Patti.
Brucia, Sicilia intera, terra martoriata dai tuoi stessi figli, sacrìficati per loro come ogni volta.

Mai come quest'anno le fiamme han divampato nell'isola e in tutto il Meridione, un caldo tributo di morte e distruzione alla meschinità dell'animo umano.
Meschinità… incapacità a vedere un metro oltre i propri interessi personali, o più semplicemente noncuranza di tutto ciò che sia altro da loro.
Intanto, per causa di individui che non è nemmeno giusto considerare esseri umani, ettari di terreno in tutta Italia ed in special modo a Sud sono andati in fumo, migliaia di animali sono morti carbonizzati (alcuni, pare, proprio per dare vita alle fiamme!), e diverse persone ci hanno lasciato le penne.

Spente ora le fiamme, tutto sembra quasi normale e statico nell'afa dell'agosto siciliano. Come se non fosse già stata offerta la dimostrazione della caducità di quanto abbiamo: alberi che impiegano anni e secoli a diventare giganteschi titani, che crollano in poche ore, immense colonne di fuoco…
Le cause possono essere tante. Uno dei piromani arrestati ha dichiarato di aver agito per spirito di emulazione dopo la visione di alcuni servizi giornalistici… altri per recuperare metri di terreno, o perché certe costruzioni davano loro fastidio… altri ancora per errore di valutazione nel tentativo di bruciare delle frasche. Ma in realtà la maggior parte degli incendi scoppia per un unico motivo: interesse.
I piromani veri, i malati di mente che si divertono ad appiccare gli incendi, son molto rari. E anche le distrazioni non possono influire più di tanto. C'entra, piuttosto, il profilo economico. E una certa legge sempre disattesa nel Meridione che prevede il divieto di destinare le zone devastate da incendi ad usi diversi. Disattesa in quanto un vero censimento delle zone bruciate a tutt'oggi non esiste, anche a causa di un'Amministrazione regionale che non ha mai provveduto o voluto provvedere in tal senso.
E, nel frattempo, i boschi muoiono… gli edifici e i pascoli aumentano…
Basterebbe applicare le leggi che già ci sono. Basterebbe puntare a impedire le cause piuttosto che a limitare gli effetti, basterebbe che i responsabili identificati fossero puniti secondo legge anziché essere lasciati liberi di gironzolare dopo due giorni…
Se davvero si volesse risolvere questa piaga.
Ma, a quanto pare, volontà effettiva non deve esserci, o altrimenti già da anni si sarebbe fatto in modo di affrontarla.
Provo schifo per certi individui. Schifo, rabbia e fastidio, ma non pena.
C'è chi li ritiene psicopatici, malati di mente, perché pur di bruciare il bosco arrivano a cospargere gatti di liquido infiammabile e poi dare loro fuoco e farli scorrazzare ululanti di dolore. Ma non sono folli, sono soltanto pragmatici. Un gatto costa poco, è facile da procurare; un gatto infuocato può percorrere lunghe tratte prima di crollare al suolo, quindi consente un notevole risparmio in termini di tempo.
No, no, sono lucidissimi, di mente, i miserabili individui autori di questi misfatti.
Che la giustizia segua il suo corso, per questi farabutti. Che sia inflessibile, per una volta almeno. che valuti quanto criminale sia uccidere un intero bosco, noncuranti delle vite spezzate, e continuare nonostante tutto a ritenersi nel giusto e ad augurare agli altri a "cu avi ‘a lingua longa" di morire bruciati.
Massima solidarietà, piuttosto, alle vittime ed ai loro parenti, con la speranza che siano gli ultimi caduti di una guerra che non si sembra voler prendere sul serio.

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By Lucio | Agosto 27, 2007 - 10:09 am - Categorie: eroi, mafia, le meraviglie di barcellona pozzo di gotto, politica locale

Fonte: Quando nel distretto di Barcellona stava scoppiando la primavera…, articolo di Adolfo Parmaliana.

Nel Distretto di Barcellona P.G. qualche anno addietro sono accaduti dei fatti che hanno fatto pensare al peggio. In maniera inaspettata e non ricorrente abbiamo assistito ad una veemente azione di contrasto del malaffare e della criminalità organizzata, e, ciò che più ha stupito, un'azione di smascheramento dei rapporti "mafia-politica-istituzioni" deviate che ha reso tristi e preoccupati i registi e gli attori di quelle intese.
Qualche anno addietro i Carabinieri di Barcellona contravvenendo a uno stereotipo consolidato "ad usum delphini" nella mentalità dominante, sotto la guida del Capitano Cristaldi e quelli di Terme Vigliatore, ripiegati a Furnari dopo la chiusura annunciata della Caserma dei Carabinieri, sotto la guida del Maresciallo Bertè, decidono di riappropriarsi delle loro prerogative e cominciano a vedere come sono ridotti i torrenti (Termini, Blandino, Mazzarrà, Patrì, Idria, Floripotema) della zona piuttosto che guardare il cielo come facevano i loro predecessori o altri rappresentanti delle Forze dell'Ordine che – pur transitando sui ponti sospesi tra gli argini 12 volte al giorno o guadandone i corsi d'acqua - mai avevano osato guardare oltre il loro naso.
Questi prodi Carabinieri si accorsero che il mare era diventato color rossiccio, lo fotografarono, si preoccuparono di controllare gli scarichi, cosa che avrebbero dovuto fare i Vigili Urbani se non avessero ricevuto ordini di non vedere, e dagli scarichi risalirono agli ignavi disonesti, dediti al crimine ambientale per frodare il pubblico erario e per distruggere le risorse pubbliche naturali, che in maniera fraudolenta scaricano i reflui inquinanti e colorati nel Tirreno.
Questi Carabinieri furono considerati una iattura: si impicciavano negli affari degli altri piuttosto che percorrere la litoranea - come erano soliti fare i funzionari pubblici preposti al campionamento delle acque di mare , i vigili urbani e gli agenti di altre Forze dell'Ordine, insomma tutti coloro che avevano scelto di vivere e lasciar vivere – e guardare le isole Eolie o l'Etna fumante.
Comunque, probabilmente per mia distrazione, non ho mai letto o sentito dell'adozione di qualche provvedimento dell'Autorità Giudiziaria competente per carentia/culpa in vigilando.
Questa è una terra nella quale nessuno paga il dazio.
Ma mica il mare, le spiagge e i torrenti sono proprietà privata e quindi beni da tutelare: ti avanza un carico di pneumatici vecchi o di scorzette? Depositalo nel torrente tanto la prima piena trascinerà tutto a mare.
Questi Carabinieri - che probabilmente avevano letto le considerazioni dell'allora Ministro Castelli sul livello di illegalità nella zona così espresse "… quanto sia difficile ed oneroso perseguire questo tipo di illegalità" e "…. se si considera che detto ufficio ha dovuto fare i conti con lunghi periodi di mancanza di personale, con un forte indice di avvicendamento dei sostituti ed opera in una realtà caratterizzata da un forte indice di illegalità" - avevano deciso di confutare questa idea balzana del Ministro lumbard e quindi avevano stabilito di non dormire mai, di vedere, agire e scrivere sempre. hanno cominciato a controllare il territorio giorno e notte, a denunciare chi rubava le pentole, chi si allacciava in maniera fraudolenta alla rete idrica per rubare acqua al Comune, hanno fatto insorgere sofferenze biliari e gastriche ad amministratori protetti dichiarando la loro disponibilità ad accompagnarli a Gazzi, hanno scoperto certificati medici falsi per documentare falsi incidenti stradali per poi frodare il Comune, hanno scoperto capannoni abusivi costruiti in pieno centro abitato, a ridosso delle civili abitazioni, con le autorizzazioni rilasciate dai Sindaci riconoscenti per le protezioni istituzionali ed extra-istituzionali ricevute, hanno scoperto truffe ordite ai danni dell'erario pubblico, hanno scoperto l'assessore alla guida dell'auto del Comune in area extraterritoriale per il disbrigo delle pratiche della propria famiglia, hanno scoperto il meccanismo di affidamento della refezione scolastica e dello smaltimento dei rifiuti "senza gara" con ordinanze, determine e affidamenti amicali.
Insomma questi Carabinieri hanno portato un bel po' di lavoro alla Procura della Repubblica denunciando reati e presunti autori sia di giorno che di notte, dal lunedì a domenica sera, sia a Luglio che a Febbraio.
Insomma nell'area delimitata dai torrenti Mela ed Elicona si respirava un'aria di primavera, fresca e pulita.
Poi, come d'incanto, come per voler del regno celeste, la primavera regredì e si ritornò al solito grigiore invernale, anzi, peggio, è tornata a spirare una sorta di aria stantia di piena restaurazione.
Sembra la scena di uno di quei film sulla mafia quando tutto sembra deporre per una vittoria dello Stato e a un tratto interviene il grande vecchio, il padre storico dei mafiosi barcellonesi, che con fare pacioso assicura quei giovani rappresentanti dello Stato che si battevano per fare pulizia invitandoli a dedicarsi ad altro con la frase di occasione "Voi non vi preoccupate con il Colonnello ci parlo io".
Il resto è storia trita e ritrita dei nostri giorni: a Terme Vigliatore il Presidente Ciampi scioglie il Consiglio Comunale e rimuove Sindaco e Giunta Comunale per infiltrazione della criminalità organizzata, il Prefetto Scammacca, su sollecitazione del Sen. Sinisi dispone l'accesso al Comune di Barcellona P.G. per verificare la regolarità della gestione amministrativa, il Capitano Cristaldi e il Maresciallo Bertè, nel mentre divenuto Tenente, sono stati applicati ad altre Funzioni in altre realtà lontane dalla Sicilia, il PM De Feis, presso la Procura della Repubblica di Barcellona P.G., è stato trasferito presso altri Uffici Giudiziari.
Si direbbe normale avvicendamento.
Ai non addetti qualche dubbio permane.
Alcuni ancora non si spiegano perchè, contemporaneamente, 3 Servitori dello Stato, appartenenti a 2 Istituzioni diverse, come per incanto, dopo aver ristabilito la vigenza di alcune regole fondamentali del sistema democratico, dopo aver documentato che l'illegalità e la mafia possono essere sconfitte, quando ancora l'ambiente necessitava di una cura di mantenimento, siano stati applicati ad altri uffici.
Visto il silenzio generale su questa vicenda sia dell'opinione pubblica che del sistema politico al governo e all'opposizione nonché degli organi di informazione, si deve ritenere che ai più questo avvicendamento sia apparso come una promozione per i risultati conseguiti.
I Ministri Parisi, Amato e Mastella hanno elementi e strumenti per spiegare l'arcano qualora esso vi fosse.
Noi restiamo qui, in questa terra pirandelliana, con molti sogni, con poche speranze, con tanta amarezza e con molta sfiducia.
Comunque, le finali dei tornei importanti non possono finire in parità, occorre giocare i tempi supplementari e poi magari sperare nel golden goal.
Mi pare che l'arbitro (a meno che non sia venduto come purtroppo a volte accade) stia fischiando l'inizio dei supplementari.
Ora chi ha fiato e lecitina (per evitare problemi circolatori) potrà vincere la partita.
In questo momento tanti gaglioffi sono impegnati a far dimenticare quei segnali di primavera, a garantire la pax tra affaristi/politicanti/fiancheggiatori/rappresentanti istituzionali deviati. In autunno, sulle rive dello Stretto si potrebbe anche verificare un rialzo termico: un autunno caldo.
Forse alcuni rappresentanti istituzionali - non sempre ligi al loro dovere e con qualche scheletro nell'armadio - piuttosto che soffrire per la preoccupazione di essere smascherati potrebbero ricordarsi che c'è sempre la scappatoia delle dimissioni. In fondo anche Garibaldi, dopo aver conquistato il Regno delle due Sicilie, capì che era tempo di ripiegare in esilio a Caprera.
Un ultimo pensiero voglio dedicarlo ai Ministri Amato e Mastella e al Presidente Napolitano ai quali vorrei raccontare qual è il livello di illegalità dominante in Sicilia e quali sono le complicità istituzionali che sorreggono un sistema mafioso che resiste imperterrito ai Governi di Centrodestra e di Centrosinistra.
Si racconta che nell'antichità un vate siciliano salì sulla sommità di un colle e rivolgendosi ai conigli, agli asini ed alle tartarughe che lo circondavano così declamava "Audite, audite o Voi Organi dello Stato chiamati ad assicurare legalità, democrazia e libertà, audite cosa accade nel Val del Longano" e poi così finiva "Svegliatevi, Svegliatevi o Voi membri dell'Antimafia che pagati siete per scoprire mafie e collusioni e non per apparire nelle televisioni".

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Quanto calma appare la città, di questi tempi.
Par quasi che teppisti e mafiosi siano definitivamente scomparsi, sciolti nell'afa di luglio-agosto.
Ma, ovviamente, così non è, e testimoni di questo sono i nostri vicini di Milazzo e Tonnarella, costretti a sciropparsi al nostro posto i delinquentelli della zona.
Gaudeamus, igitur, il breve momento di ristoro che ci è stato consegnato, e prepariamoci al peggio, alla fine delle vacanze, al ritorno al paese della gioventù bruciata.

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By Lucio | Agosto 15, 2007 - 4:33 pm - Categorie: politica locale

I sostenitori delle dittature capitalistiche hanno cercato di tacitare la nostra voce di libertà bolscevica inoculando all'interno del calcolatore elettronico dello scrivente un virus che ha provocato ingenti danni, costringendo a giorni bui di disagio e impossibilità di accedere in maniera attiva e passiva al mondo dell'informazione proletaria. A dare man forte a chi ci vuol male, il provider ha recentemente negato per lungo periodo la connessione ad internet al suddetto scrivente, pertanto solo adesso che il nemico è stato debellato, ed a sprezzo degli inviti dell'Opposizione - di cui il Governo è ostaggio - ad andare a mare anziché fare politica, abbiamo il piacere di annunciare alla cittadinanza barcellonese ed agli utenti extracittadini la regolare ripresa in corso della libera informazione comunista.

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By ilfastidio | Agosto 7, 2007 - 8:05 pm - Categorie: le meraviglie di barcellona pozzo di gotto, politica locale

Soffiai con tutto il fiato che avevo nei polmoni…soffiai così forte da far cadere la candelina accanto al numero sulla panna bianca della torta. Era il ’96, il mio ventesimo compleanno, ed io ero già in giro per l’Italia. Iniziai con Reggio Calabria, poi fu la volta di Palermo, Taranto, Pescara, Como per ritrovarmi in ultimo dinuovo a Palermo. Da quel giorno sono passati poco più di undici anni ed ogni volta che ritorno a casa è sempre la stessa cosa (se non peggio). Non sono mai stato legato a Barcellona - questo è vero – però, volente o nolente è la mia città, il posto dove sono nato e cresciuto, dove sono nati e cresciuti i miei genitori, i miei fratelli ed i mie amici.

Che fare dunque? Vorrei fare qualcosa per non far morire quel poco che ci resta, per non far “seccare” l’arbusto verde delle generazioni che verranno dopo la mia. Ci sarebbero così tante cose da fare che non saprei da dove iniziare, ma accolgo l’invito dell’amico Lucio e provo a cimentarmi in questa cosa qui.

Iniziamo:

Settore urbanistico: in passato ci si lamentava dell’ex sindaco Speciale, perché non faceva altro che cambiare i segnali stradali ed asfaltare strade…ma con tutta onestà credo che almeno “il preside” ci abbia provato a fare qualcosa, il sindaco Nania, nemmeno questo! Inoltre non esiste un impianto semaforico decente e gli incroci sono regolati dal “buon cuore” degli automobilisti. Avete mai visto autobus in città, se non quello che va dalla stazione ferroviaria alla fermata AST sul ponte Longano? Io no e vi giuro che sarei il primo ad utilizzarli visto che in centro difficilmente riesco a trovare un parcheggio. Forse un giorno vedremo anche quelli…Vigili Urbani a Barcellona? Le strisce blu sono arrivate da poco, solo in via Roma da quel che ne so o almeno io le ho viste soltanto lì, ma probabilmente sono cose che non interessano nessuno.

Litorale di ponente: la gente ci INVIDIA un litolare così imponente…una costa così bella e lunga che fosse a Rimini sarebbe piena di lidi e chioschi, spiagge attrezzate, parco giochi per i bimbi e meno bimbi, tavoli di ping-pong e piste ciclabili, ma siccome siamo a Barcellona Pozzo di Gotto, sulla costa tirrenica, allora abbiamo quello che ci tocca! Una lunga spiaggia che va dal “Tono” di Milazzo a Marinello, ai piedi del Tindari incontaminata, piena di sporcizia, siringhe, catrame e rifiuti vari. Senza contare tutto quello che si trova nella prima superficie della ghiaia, cicche di sigarette, bucce di frutta varia, bustine di plastica e l’orribile “catrame” appunto, che macchia tutto quel che tocca. D’altronde il litorale è ingabbiato tra la raffineria di Milazzo ed i depuratori, perennemente guasti, di Milazzo e Spine Sante, quindi non c’è da stupirsi della scia di sporcizia che si vede quasi a ridosso del bagnasciuga. Le docce a forma di pesce usate dalla gente per lavarsi dopo un tuffo a mare per non asciugarsi con l’acqua salata addosso sono una figata senza eguali (dipende dai gusti). Qui, però, si sfiora il paradosso, la bizzarria di un’isola sempre a contare gli sprechi, cosicchè noto che l’acqua stringata e striminzita che arriva in certi momenti della giornata in città, non è altro che una cattiva gestione dell’acquedotto comunale che infatti non nota gli sprechi di acqua che avvengono sulla litoranea a ridosso tra la strada e la spiaggia, dove, i rubinetti delle docce restano aperti “a fiume” fino a quando non arriva qualcuno a chiudere il rubinetto. Basterebbe sostituire le vecchie rubinetterie con delle più recenti pulsantiere a scatto che dopo un po’ bloccano il flusso dell’acqua, ma ovviamente la nostra amministrazione non ha interessi (forse) ad adottare un rimedio funzionale per una miglioria del servizio idrico. Qualche anno fa era stata promulgata una gara d’appalto per privatizzare tratti di spiaggia e far nascere lidi, per mantenere la spiaggia pulita ed avere dei punti di ristoro, più o meno vicini, sul lungo tratto Barcellonese. Risultato? E’ nato solo un lido (un buon inizio vero?).

Ho saputo che a Portorosa, da poco, è stato aperto un Hilton Hotel. Ho voglia di vederlo, anche per fare una passeggiata e così mi decido e parto in macchina. Superato il depuratore di Spine Sante mi accorgo che la strada è interrotta (ormai da una decina d’anni, ovvero da quando il mare ha deciso di riappropriarsi di ciò che era suo). Continuo su una strada “di fortuna” sterrata, giro a destra, poi dritto, passando accanto ad abitazioni. Scorgo alcune persone nel loro giardino. Ho i finestrini chiusi per via della polvere, ma la puzza di marcio entra lo stesso nell’abitacolo dell’auto e mi chiedo come faccia quella gente a vivere lì. Vado a destra in direzione del mare, ci sono quasi, per un pelo non ci finisco dentro, visto che il guard-rail allo sbocco non c’è, di fatto non c’è nemmeno una strada, quindi eventualmente non saprei nemmeno come giustificare la mia presenza nel niente. Finalmente sono riuscito a districarmi nel labirinto polveroso per ritornare sulla litoranea lasciata poco prima. C’è un cratere di un paio di metri di circonferenza che potrebbe inghiottirmi con tutta la macchina sul ciglio della strada, ma continuo. Vedo il “cupolone” di Marchesana ed ovviamente penso quello che pensano in molti passando da li. Prima o poi ti vedremo in mare ed allora vedremo chi pagherà per quest’altra cazzata! Comunque continuo per la mia strada, costeggio un bar, un ristorante e via via mi lascio alle spalle quel che ho appena visto. Mi ricordo intanto che anni fa su questa strada c’erano i manifesti di un’imminente apertura di un Acqua park, con tanto di pubblicità sulle televisioni locali. Tutto organizzato, sono arrivati anche i primi pull-man con i turisti, ma con loro immenso stupore hanno scoperto che (allora) l’acqua park più vicino era quello di Zambrone. Arrivo a Portorosa. Non ho più voglia di andare all’Hilton Hotel. Guardo l’area dove una volta c’era la discoteca “Genesi”  ricordo di un passato, nemmeno troppo lontano. Ricordi e basta, di ragazzi che volevano un futuro migliore e che invece, chi più e chi meno, si sono o si stanno adagiando a tutto quello che ci propinano per buono ogni giorno!

A tal proposito sentivo proprio stamattina in radio che gli Italiani si stanno abituando a convivere con i disservizi e le anomalie del sistema, i ritardi dei treni e della posta, i bagagli smarriti negli aeroporti e le interminabili code sulle autostrade, la malasanità, i cinesi, l’assenteismo e chi più ne ha più ne metta. Ma siamo sicuri che tutto questo sia irreversibile? Cioè io mi chiedo se davvero ognuno di noi è capace (quando lo è) di lamentarsi dell’aumento delle tasse, di quello che non funziona e non fa mai un’autocritica ovvero non riesce a capire che una disfunzione nella società è anche colpa sua? La settimana scorsa ho letto sul Corriere che la Sicilia è la regione con più sprechi soprattutto dovuti ai rimborsi… Rimborsi di chè?Mah! Mi rendo conto che il discorso era iniziato dalla mia città e che inevitabilmente si è protratto in altri campi, ma sarebbe stato riduttivo accennare quel che non funziona a Barcellona, senza dire che le cose in Italia in generale non vanno affatto bene, anzi.

E se c’avessimo avuto noi come sindaco una Rossana Di Bello ad esempio? (n.d.r. ex sindaco di Taranto). Vabbè lasciamo perdere, questo è un altro discorso ancora…ognuno si pianga le proprie disgrazie e contempli su quel che succede nel quotidiano perché si vota (solo o per fortuna) ogni 5 anni. 

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