STELLE D'AGOSTO, di Nino Pino Balotta


Stelle cadenti
lagrime di cielo
nella notte rovente:
gocce stillanti rossi filamenti…
L'opra dei vivi
e fu dei trapassati
nel gocciolare delle ore si dipana
nell'attimo che fugge è lunga pena
(e culla la risacca
le lucciole del mare).

25/07/2007 - 28/07/2007
Programma:

«Quella sera a Barcellona era caldo …»
Nino Pino Balotta a 20 anni dalla scomparsa
I libri, i ricordi, le testimonianze, la voce.

Con interventi di G. Caruso, A. Catalfamo, D. Catalfamo, N. Coppolino, M. Crinò, M. Genovese, A. Ginebri, M. Giuliano, F. Sindoni, N. Sottile Zumbo…

Libreria Gutenberg - BARCELLONA P.G. (ME)
Mercoledì 25 Luglio 2007
Ore 20,00

Nino Pino Balotta

I libri di Nino Pino Balotta in copia originale, documenti e immagini, rimarranno in esposizione presso la libreria dal 25 al 28 luglio.

Libreria Gutenberg
Via S. Sebastiano, 24
BARCELLONA P.G. (ME)
Telefono 090/9707303

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By Lucio | Luglio 19, 2007 - 10:49 pm - Categorie: eroi, regione sicilia, mafia

Poco più di una settimana fa, Enrico Natoli scriveva sul blog del sito Cuntrastamu che ancora oggi le responsabilità non se le prende nessuno. Chi è stato condannato in Cassazione proclama la sua innocenza. Chi è stato prescritto nei processi siede in Senato. Chi sa molte cose tiene la bocca chiusa. Ma tra otto giorni tutti a commemorare, ricordare, spendere fiumi di parole, lanciarsi in analisi. Che paese banale, il nostro…

Sono passati appunto otto giorni e, pur trovandomi sostanzialmente d'accordo con l'intero articolo di Natoli, mi sento comunque in dovere di spendere due parole sull'argomento, rielaborando in misura appena più allargata quanto commentato in quello stesso blog.

Perché ancor oggi vengono ricordati, personaggi come Falcone, Borsellino, Livatino, Impastato ed altri? Perché sono raffigurati tra i paladini della lotta alla mafia? Perché tutti - me compreso - si riempiono la bocca di chiacchiere su di loro?
La risposta che mi sono dato, e vorrei con tutto il cuore che non fosse una risposta corretta, è che di grandi morti, per mano mafiosa, non ce ne sono poi tanti.
Uno spunto di riflessione per questo può venire anche dal film su Giuseppe Impastato "I cento passi". Un bel film, ma non è questo il punto. Il punto è che tale film suggerisce, nella sua chiusa, più di quanto apertamente dica: lo ricordate? Impastato muore, omicidio fatto passare per tentata strage ad opera della stessa vittima… centinaia di manifestanti, molti giovani, che marciano urlando il proprio NO alla mafia, e lo slogan "Peppino è vivo e lotta insieme a noi! Le nostre battaglie non moriranno mai!"…
Peppino Impastato, in metafora, è il grande morto, l'eroe dal finale epico che, ribelle alle tradizioni, ai parenti ed alla stessa propria famiglia, si batte in prima linea e pesantemente contro gli orchi e i tiranni, contro gli oscuri signori del potere.
E poi ci sono i manifestanti, i ribbelli, gli anticonformisti, quelli che credono ma, quelli che sono contro la mafia però. Ci siamo noi, insomma.
Quello che il film suggerisce, nel finale, è che Peppino, contrariamente a quanto gridato dagli slogan, è MORTO. Nella tradizione cristiana, Gesù accetta spontaneamente il martirio e la croce per salvare l'umanità intera. Nella saga di Guerre Stellari, Obi-Wan Kenobi avvisa colui che sta per ucciderlo: "Se mi uccidi diventerò più potente di quanto tu possa immaginare"…
Ma Guerre Stellari è solo un insieme di film, alcuni riusciti altri non. Gesù Cristo, se esistito, non si può dire che sia servito a molto, perché il male dalla Terra non fu tolto. Peppino Impastato è morto e la mafia è viva.

Questa, per quanto disillusa, la mia riflessione.
La mafia, potente quanto mai, non riuscirebbe a uccidere una intera città a colpi di tritolo.
Certo, lentamente, giorno dopo giorno, tutte le città dominate dalla mafia muoiono, e la mia Barcellona PG è fra queste.
Una pecora mezza accasciata che bruca come niente fosse, mentre le mosche le mangiano gli occhi…
Falcone, Borsellino, Livatino, Impastato… son tutti morti giovani. chi più, chi meno. Gli altri, i finti oppositori, quelli che hanno come concetto di lotta alla mafia semplicemente il "fare una manifestazione"… no.
Semplicemente, ai mafiosi non dànno fastidio, quindi li lasciano a fare rumore, a far pensare che se ci sono le manifestazioni tutto sommato allora non è vero che non c'è libertà, e magari marciano assieme a loro, a testa alta, a urlare con sdegno il proprio NO ALLA MAFIA!

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Chiacchiere e tabacchiere di legno, come si dice da queste parti, ché in realtà altro che emergenza idrica… aveva ragione il maestro del film "Meri per sempre": in Sicilia l'acqua c'è! Solo che, timida, sta nascosta. Vicino casa mia però, così come in altre parti della città dev'essersi presa un po' di coraggio, tant'è che sono già due settimane che zampilla allegra dai tombini creando minitorrenti che rinfrescano il marciapiedi. Certo, più che di eau de la fonte si tratta di eau de la fogne, ma tant'è… l'importante è che sia acqua.
Mica da tutte le parti si può pretendere che le cose vadano come ad Agrigento, no?

Che succede ad Agrigento? Succede che sotto un capoluogo di provincia dove quando va bene l'erogazione idrica avviene per un paio d'ore ogni due giorni, a breve distanza dal centro abitato le vene sotterranee sono cariche di un'acqua dalle "caratteristiche perfette, una oligominerale adatta al consumo di tutta la famiglia"…
Proprio per questo la Regione Siciliana di Cuffaro, tirando un sospiro di sollievo, ha finalmente deciso di dare il via alla migliore captazione di questo tesoro: concedendo alla Nestlè il permesso di raggiungere nell'arco di un quinquennio la produzione di 250 milioni di litri… dagli attuali 16.500 pezzi l’ora agli oltre 46 mila pezzi previsti e pianificati… (fonte: La Repubblica).
Il tutto in barba alle proteste, ai blocchi, alle interrogazioni parlamentari sollevate giustamente da parte del comune in cui le falde acquifere si trovano, Santo Stefano Quisquinna, preoccupato che le estrazioni in massa della multinazionale diano come effetto il totale prosciugamento delle riserve.
Cn un'interrogazione il deputato di Sinistra Democratica Angelo Lomaglio ha perciò denunciato al ministro dell'Ambiente la dimostrata "pericolosità dei prelevamenti acquiferi perché costituirebbe un'ulteriore diminuzione della riserva, già notevolmente danneggiata, ed arrecherebbe non pochi problemi alla popolazione locale che non sarebbe più in grado di approvvigionarsi e sarebbe costretta ad acquistare l'acqua".

Ricapitolando, quindi, nei pressi di una città che muore di sete esiste una riserva di acqua - la cui esistenza era peraltro nota ed ignorata da decenni - che potrebbe, se usata con criterio, risolvere molti problemi.
Ma siccome noi siamo per il progresso e la liberalizzazione allora la soluzione non può che essere l'affidarne lo sfruttamento ad una multinazionale (è notorio che le multinazionali lavorino sempre e solo nell'interesse del popolo), che in cambio sarà tanto gentile da offrire a tutta l'isola le bottiglie al prezzo speciale di 33 centesimi cadauna.
33 monete…
Mi ricorda qualcosa, ma non riesco a definire bene…

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GC Barcellona - Lapide di Antonino SbotoDal sito di Rita Atria:
[…] Ai primi di maggio del 1999 venne ritrovato il cadavere di un ragazzo in uno scenario da incubo: al giovane, Antonino Sboto, era stato sparato alla nuca un colpo di pistola a bruciapelo ed entrambe le mani gli erano state orridamente mozzate. Si disse che la mafia aveva emblematicamente condannato un povero ladruncolo che aveva tentato di svaligiare le case sbagliate: sarebbe servito da lezione a tutti. Un'informativa dei carabinieri denunciò che quel ragazzo, insieme ad altri, si era reso responsabile, qualche giorno prima, di un furto ai danni di tale Pietro Arnò, noto compare del boss Gullotti e noto pregiudicato, oltre che in passato presidente della locale squadra di calcio. Vennero anche arrestati i due presunti killer ma poi il processo finì nel nulla, fra assoluzioni e archiviazioni.

Ancora oggi quel tremendo delitto è senza colpevoli [continua]


Era un piccio come tanti
in un paese come tanti
e non aveva santi
per tirare avanti
era un povero
diavolo
caduto in un inferno
alla fine di un secolo
cattivo come tanti,
banale come tanti,
diviso tra l'accidia dei pezzenti,
la perfidia dei vincenti,
la rabbia dei perdenti
e la noia dei potenti.

Era un piccio come tanti,
giocava a un gioco troppo grande
e s'era già bruciato troppe carte,
aveva solo un'Arte
di cui non si parla in giro molto fieri
ma ci campava
e la applicava
spesso e volentieri.
Il Grande Libro della Storia
non lo annovera
tra le sue pagine,
del Popolo dei Buoni
si trovava oltre il margine
e in quello dei cattivi
non aveva il buon temperamento
adatto
a incutere timore,
ad ottenere rispetto.
Vite come la sua
non destano interesse
ai giornali
nazionali
ed alle televisioni,
non dànno certezze,
non aumentano gli ascolti
e, alla fine dei conti,
non era altro che un ladro,
solo un ladro di polli…

BRACCIA
RUBATE ALL'AGRICOLTURA
QUESTO UN TEMPO, ORA
SOLO BRACCIA RUBATE…
BRACCIA RUBATE ED UN REGIME DI PAURA!

Era un piccio come tanti,
solo un ladro di polli,
forse un'erba cattiva,
uno zircone fra i gioielli,
ma era un uomo come tutti,
in fondo, un povero cristo,
un bastardo siciliano,
un teròne, un sanguemisto,
uno che il sol dell'avvenire certamente non lo ha visto,
tra tutti i soli sorti e declinati all'orizzonte,
uno che nasce e già lo sa
che non farà
una bella morte.

Era un piccio come tanti,
ed un giorno come tanti
ce ne sono stati al mondo,
camminava
e forse lo sapeva
di essere già morto;
lo presero
e lo portarono in un posto
di quelli
tranquilli,
forse in sottofondo
solo il cri-cri dei grilli
(colonna
sonora
di una lunga ora di paura).
Lo lasciarono così,
alla jena e all'avvoltoio,
e la sua morte atroce ci ha indignati.
Il giorno appresso giù nel dimenticatoio…

BRACCIA
RUBATE ALL'AGRICOLTURA
QUESTO UN TEMPO, ORA
SOLO BRACCIA RUBATE…
BRACCIA RUBATE ED UN REGIME DI PAURA!

Recita la Bibbia,
non so bene dove:
se la tua mano
ti è motivo
di scandalo,
tagliala
e gettala altrove!

Un'usanza che ha un'antica tradizione,
dunque,
lungo questa strada
colorata di sangue
che qualcuno chiama Storia.
Lo uccisero,
e per qualche giorno
tirò una brutta aria,

ma poi la vita deve continuare,
e non puoi essere triste sotto tutto questo sole

e tu di che hai paura?
era un ladro come tanti,
braccia rubate all'agricoltura. Non ci toccano, noialtri…

finché stiamo al nostro posto.

Il sangue che impressiona se ne andrà col tempo!
svanirà, col primo colpo di maltempo,
quel chiaro simbolo di avvertimento.
Non resterà che un pallido ricordo,
e un monito:
STA' ATTENTO!…

BRACCIA
RUBATE ALL'AGRICOLTURA
QUESTO UN TEMPO, ORA
SOLO BRACCIA RUBATE…
BRACCIA RUBATE ED UN REGIME DI PAURA!

Non l'ho mai conosciuto,
perciò non piango,
non mi rotolo nel fango
finché sono stanco,
a dire il vero non ricordo manco
la sua faccia.
Però ci penso:
non avere più le braccia…
non poter stringere la mano ad un amico, ad un fratello…
non strofinarmi gli occhi al mio risveglio,
non essere capace di mangiare,
di guidare,
non poter accarezzare,
aver bisogno di una mano pure per pisciare…

è lo sfregio peggiore,
un abuso di potere
da chi abusa per mestiere.
Che razza di animale
uccide i suoi fratelli
per un punto d'onore,
per un furto di polli?
Già lo so:
l'uomo,
magari quello stesso a cui bacio la mano!
e ce ne sono
per cui la legge è più uguale…
e più non resta il tempo
che per un ammonimento,
sta' attento:
BRACCIA RUBATE, chiaro simbolo di avvertimento!

BRACCIA
RUBATE ALL'AGRICOLTURA
QUESTO UN TEMPO, ORA
SOLO BRACCIA RUBATE…
BRACCIA RUBATE ED UN REGIME DI PAURA!
BRACCIA
RUBATE ALL'AGRICOLTURA
STA' ATTENTO:
BRACCIA RUBATE…
CHIARO SIMBOLO DI AVVERTIMENTO!

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Qualche giorno fa a Barcellona una donna è stata massacrata dal marito alcolizzato che - preso da una gelosia morbosa amplificata proprio dagli effetti dell'etanolo - ha picchiato con calci e pugni in faccia la povera mal capitata che lavorava nell'orto di famiglia, e solo l'intervento dei loro figli ha evitato che il loro padre la uccidesse… portatala all'ospedale con il viso completamente tumefatto e altre complicazioni, hanno poi denunciato definitivamente l'uomo (a quanto pare non nuovo a casi di violenza sulla moglie), che è stato arrestato dai carabinieri.

È proprio fra le mura domestiche, luogo simbolo di tutela e di affetti, che avviene la maggior parte delle violenze sulle donne, come documentato dalle fonti più varie nazionali ed internazionali. La violenza, che a volte arriva al "femminicidio", raramente è denunciata, per vari motivi: spesso perchè avviene in famiglia, con l'inganno delle tradizioni patriarcali nel quale si giustifica la subordinanza della donna all'uomo; altro motivo non meno importante è la mancanza, ancora oggi, di una reale tutela delle donne che denunciano.

Ricordiamo che la violenza a domicilio colpisce anche minori, ma almeno questa realtà sta diventando finalmente sempre più conosciuta; cosa che invece è ancora oggi un tabù, una realtà di cui nessuno parla, sono le violenze sui disabili ed anziani, che sono ancora più deboli proprio per la loro condizione fisica.
Molto spesso si lasciano maltrattare perché non si accettano, presi dalla disperazione per l'impegno che necessitano e le cure che si accollano proprio sui familiari, dato che la società non offre sempre assistenza ed aiuti sanitari alle famiglie e ai soggetti che ne necessitano.

Tornando a Barcellona, non esistono in questo paese centri antiviolenza, di ascolto e di accoglienza per casi come quelli su descritti, e si tratta di un fenomeno grave, un problema che è per lo più sommerso per via delle implicazioni che una denuncia comporta: il lungo ed estenuante percorso legale, le spese ingenti, un isolamento ancora più grande…
Rifondazione quindi con un comunicato stampa chiede all'amministrazione, e più precisamente all'assessorato dei diritti e delle pari opportunità, la creazione di un Osservatorio antiviolenza permanente, ed in proposito si farà promotrice di una petizione popolare con raccolta di firme per sollecitarne la realizzazione.

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Nei giorni scorsi, gli abitanti di Barcellona non hanno avuto problemi a trovare l'associazione fra i tre elementi che dànno il nome a questo articolo: una chiesa, un prete e un camposanto sono stati infatti oggetto di differenti forme di furto.

Diverse zone del locale cimitero sono rimaste al buio a seguito della sottrazione di cavi elettrici in rame, e secondo una prima stima dei danni ci vorrà parecchio in termini sia di tempo che di denaro perché tutto ritorni in ordine.

Un prete di 82 anni, del quale non è stata rivelata l'identità, è stato ipnotizzato, raggirato e derubato da due sconosciuti che lo hanno alleggerito dei risparmi che custodiva in banca, quasi 20.000 euro, soldi prelevati allo sportello e consegnati ai malfattori.
"Non mi sono reso conto di nulla e nulla ricordo", ha raccontato il parroco ai carabinieri di Barcellona, impegnati nelle indagini giudiziarie coordinate dal sostituto procuratore Olindo Canali, per tentare di identificare e arrestare i responsabili.
Pare che l'uomo sia stato avvicinato nella mattinata di giovedì scorso da due individui che con un pretesto lo hanno agganciato per poi convincerlo, con metodi ancora sconosciuti, a prelevare il denaro in banca per donarlo in beneficenza.

In chiusura, nel fine settimana i soliti ignoti si sono introdotti in una chiesa per danneggiare una statua della Madonna e sottrarre quanto fosse possibile da rivendere.


Non stiamo in questo momento a puntare il dito sulla povertà che dovrebbe contraddistinguere la Chiesa e i suoi sacerdoti, né sul concetto che i morti se ne fregano di stare al buio oppure no, tanto più che nella tomba la luce non arriva.
I fatti sono che nel giro di pochi giorni s'è svolta una serie di furti, anche ingenti, e la domanda che mi ronza di più nella testa per ora è: a chi saranno andati questi soldi?
Difficile si tratti di novelli Robin Hood che rubano ai ricchi (e ai morti) per dare ai poveri.
Difficile che si tratti perlomeno di disperati morti di fame che si arrabattano come meglio possono, cosa che al limite potrebbe anche essere guardata dal popolo con simpatia quale nuova riproposizione del povero che trionfa sul ricco.
Piuttosto, siccome piove sempre sul bagnato, è meno romantico ma più probabile che si sia arricchito qualcuno che è già ricco di suo.

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