By Lucio | Giugno 28, 2007 - 10:55 am - Categorie: delinquenza, le meraviglie di barcellona pozzo di gotto, politica locale

Qualche giorno addietro Barcellona Pozzo di Gotto è salita nuovamente agli onori della cronaca, a causa di un articolo sulla delinquenza giovanile, a firma di Leonardo Orlando, che ha meritato addirittura un richiamo sulla prima pagina del quotidiano locale "La Gazzetta del Sud".
Oggetto dell'articolo, tanto per cambiare, un evento di cui noi stessi ci siamo già occupati recentemente (link).

Orlando riferisce per sommi capi la faccenda dell'irruzione nella sede ARCI di Barcellona Pozzo di Gotto da parte di 5 teppisti (noti alle forze dell'ordine) che secondo l'articolo sarebbero già stati identificati (nulla viene detto in merito ad eventuali arresti).
La novità sta nel fatto che - a detta di Orlando - stavolta la notizia di reato da parte della polizia proviene da una fonte innovativa, soprattutto considerando le generali arretratezze del Comune di cui si sta parlando: le prime tracce, in sostanza, sarebbero state raccolte in rete, direttamente dai blog dove vittime e conoscenti delle vittime si sono ritrovati a discutere dell'argomento e passare al rasoio di Occam tutte le soluzioni possibili, dalle prime e più bellicose che possano venire in mente alle ultime più ponderate e pratiche: alle prime, una obiezione difficile da smentire è fornita da chi replica "alzare il livello dello scontro contro degli animali che nn hanno nulla da perdere? che girano quasi sempre armati e in gruppo???? che hanno il beneplacito della città e della polizia?????? ma siete fuori di testa??? […] il fatto che l'arci continui a rimanere aperta ogni notte, e che la dentro si dica ancora no-alla-mafia si dica questo-posto-è-uno-schifo è la cosa che conta.
perché se nn l'avete ancora capito è questo che a quei simpaticoni della pampina dà fastidio… che noi nn la si pensi come loro. scendendo al loro livello facciamo solo il gioco che piace a loro…
".

In proposito, è opportuno rilevare il pensiero ufficialmente espresso tra i commenti di quel certo blog dal circolo ARCI Città Futura:

Noi riteniamo che rispondere con altra violenza a questi episodi non possa essere una soluzione ma porterebbe semplicemente a fare il gioco barbaro dell'abbassamento del livello sociale e civile, già basso, della nostra città, per questo motivo abbiamo deciso di reagire attraverso un comunicato stampa, al quale stiamo chiedendo adesione a tutte le associazioni ed i partiti, da mandare a tutti i giornali affinché nessuno possa più dire "non mi sono accorto"… "non ne sapevo niente"… "ma davvero succedono queste cose a barcellona?".
Inoltre inviteremo tutte le forze presenti a barcellona, dalle scuole alle parrocchie, dalle istituzioni alle forze dell'ordine, dalle associazioni ai singoli, ad un dibattito pubblico e ad una manifestazione pubblica per affermare che questa città non può e non deve rimanere ostaggio di pochi malavitosi, ignoranti e violenti, e che non è più rinviabile l'assunzione di responsabilità da parte di tutti, ognuno per ciò che gli compete, per dare di nuovo la speranza di poter vivere in modo sereno la nostra vita nella nostra città… senza fuggire e senza dover emigrare.

Fra le proposte costruttive, una in particolare comprende una serie di iniziative per "non lasciare che questi episodi cadano nel dimenticatoio (perché riguardano pochi, perché sono marginali): dobbiamo fare in modo che la gente ci sbatta il muso contro ogni giorno, preparare manifesti da attaccare in giro, distribuire il comunicato dappertutto, fare una conferenza stampa grossa in cui si dà pubblica comunicazione di quanto è successo e continua a succedere da troppo tempo nell'indifferenza generale, chiamare le istituzioni locali a risponderne direttamente… dobbiamo far capire che queste cose non succedono solo a chi ha qualche orecchino e i capelli lunghi, ma sono un problema gravissimo che coinvolge tutta la collettività.
purtroppo queste cose possono capitare a chiunque e non solo a barcellona.
da noi sono ancora più odiose perché sono episodi legati direttamente alla mafia, alla mafia grossa (è verissimo che barc è uno dei centri nevralgici per gli affari mafiosi), però queste sono cose che accadono quotidianamente da tante parti e in tante città, gesti che sono espressione di una cultura deviata, del disprezzo per ciò che è "diverso", debole, perché non usa il linguaggio della prevaricazione e della violenza, dell'onore (??????) per risolvere i problemi
e proprio perché questa è purtroppo ormai una cultura dominante, un modello vincente, credo che quello che bisogna fare, una priorità che tutti dobbiamo darci sia creare davvero delle alternative culturali, dei percorsi che comincino ad avvicinare i ragazzi da quando sono ancora alle scuole elementari e medie.
la mia piccola esperienza mi fa dire che organizzare laboratori, incontri continui all'interno delle scuole medie e superiori può in qualche modo scalfire il silenzio […] mettere in piedi un progetto da portare nelle scuole che parli di antimafia, di valori sani, di modi di vita veramente diversi dallo standard pampinoto che ci circonda…
"

La ragazza che ha dato voce a questa proposta s'è anche offerta di impegnarsi personalmente nella questione - al contrario di chi magari si limitava a dire "denunciaTE", "alzaTE i bastoni", "stringeTE i denti": "metto a disposizione la mia esperienza per scrivere il progetto, per proporlo alle scuole, per dare una mano nella realizzazione della cosa almeno in una prima fase, poi però dovremmo essere un po' di persone per portarlo avanti.
si tratta ovviamente di percorsi lenti, che danno i loro frutti in tanto tempo ma vi dico che funziona, funziona perché permette di presentare ai ragazzini una realtà veramente contraria alla mafia, alle logiche di prepotenza e violenza.
".
La ragazza, che a differenza di molti pone la propria firma al commento, aggiunge poi una frecciatina (che mi sento di condividere, anche questa, al cento per cento): "pensate bene a chi vanno tutti i soldoni che spendiamo a barcellona per i micci… vale la pena per due canne alimentare i loro affari?? pensate se facessimo uno "sciopero", se nessuno più comprasse niente, sarebbe un buon modo per tagliargli i fondi e iniziare a far diminuire il loro strapotere che si basa anche su sicurezze economiche".

Queste le parti salienti di una discussione su un punto molto difficile quale può essere quello della delinquenza e del teppismo fatto da parte di chi in misura più o meno maggiore vive esperienze di questo tipo ogni giorno della propria vita, in un contesto in cui gente che dovrebbe già stare in galera per altri motivi (o quantomeno agli arresti domiciliari) gira tranquillamente per il paese a provocare danni senza che le forze dell'ordine facciano qualcosa per fermarli… del resto, con quale cuore un agente dovrebbe inimicarsi un delinquente per poi vederlo passeggiare fischiettando il giorno dopo l'arresto?

Tuttavia, chiunque abbia letto la Gazzetta del 23 giugno (qui un blog che ha riportato il contenuto del pezzo, in modo che anche chi non abita nei dintorni possa farsi un'idea di quanto accaduto) non ha letto tutto questo.
Tralasciando gli errori di ordine cronologico (il rapimento di cui si parla a fine articolo è in realtà antecedente all'assalto alla sede del circolo), vogliamo porre rilevanza ad un punto fondamentale: forse anche per questioni di sintesi, sono stati pochi i cenni ai pensieri espressi dai ragazzi nel blog in questione. Pochi e, purtroppo, scelti male. Perché quello usato dal giornalista come conclusione, ovvero "la rabbia si è trasformata in voglia di alzare la testa e resistere, anche con l’uso della forza", isolato dal contesto, rischia di determinare una ulteriore reazione da parte dei 5 volti noti che, dopo essersi visti considerati su un quotidiano anche se senza indicazione dei propri nomi, potrebbero anche pensare che i ragazzi dell'ARCI hanno voglia di fare a botte, vediamo che cosa sono in grado di fare!
Ebbene, non è quello su riportato il pensiero dei ragazzi dell'ARCI, ma un momentaneo sfogo di gente esasperata. Le posizioni assunte, più moderate ma anche più fattibili, sono viceversa quelle citate in questo stesso post qualche riga più su.

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Un altro professore è stato aggredito verbalmente e fisicamente, dal genitore di un ragazzo che dovrà ripetere la seconda media. E stavolta la solita trama è ambientata nella ridente città di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), giorno 15 giugno 2007, con protagonista un insegnante di educazione musicale dell'istituto "Ugo Foscolo".
L'uomo, ancora traumatizzato dai pugni, dalle minacce e dagli insulti ricevuti, ha presentato denuncia solo pochi giorni fa: "Considero quell'uomo un poveraccio, ma l'ho denunciato per una questione di principio: la scuola fa parte delle istituzioni e cose del genere non possono accadere. Dal punto di vista fisico sto bene, ma da quello psicologico provo un profondo disagio. Non so se a settembre tornerò a scuola, ho timore […] Sono molto provato. Non capisco perché questa persona se la sia presa con me e con il collega di inglese. Il consiglio è composto anche da altri insegnanti, perché ha aggredito me? Forse perchè do fastidio. Questa aggressione è solo la punta dell'iceberg. In questa scuola ci sono molte cose che non vanno!".
L'aggressione era stata preceduta da un avvertimento: "Quello lì la pagherà cara!", aveva detto in giro il genitore del ragazzo respinto. E, infatti, dopo un inutile tentativo di mediazione, l'insegnante ha ricevuto una serie di pugni e calci: "Ho cercato di ricondurre alla ragione una persona che mi è sembrata esasperata in maniera eccessiva e spropositata, anche perché temevo e temo ancora di più oggi delle ritorsioni".

Il docente ha poi aggiunto di avere avuto diversi dissapori con il dirigente scolastico, di cui è stato vicario per un breve periodo: "Ci sono delle querele in corso; in istituto sono accadute cose che ho anche denunciato per iscritto all'ex provveditorato agli studi fin dal dicembre del 2005, ma mai nessuno s'è preso la briga di controllare […] Siamo in un quartiere, Sant'Antonio, ritenuto difficile: per otto volte dei vandali hanno causato dei danni all'interno della struttura, i distributori automatici delle bibite sono stati danneggiati più volte. Nessuno però vigila, controlla se i progetti vengono portati avanti, se gli impegni per organizzare laboratori vengono mantenuti. L'aggressione che ho subito è dovuta anche a tutto questo".

Il presidente della Ugo Foscolo - Giuseppe Giunta - oltre a informare le autorità scolastiche provinciali e regionali, si è rivolto alla procura della Repubblica.
Questo pestaggio - grave in se - rappresenta un caso di delinquenza non unico né per la scuola media di S. Antonio né rispetto ad altri istituti del paese. Già in passato si sono presentate infatti minacce anche pesanti a carico di docenti, alcuni dei quali hanno subito l'incendio della propria auto..


È difficile trovare le parole adatte per commentare simili episodi.
Fare il professore, oggi, è più che in passato una missione, dove tocca fare i conti con l'ostruzionismo da parte di colleghi, superiori e istituzioni, il menefreghismo arrogante da parte di molti allievi, le altrettanto arroganti pretese da parte dei genitori di questi ultimi, la generale sfiducia e disillusione che cerca di prevaricare qualunque entusiasmo.
C'è chi capisce - costretto a capire - che fare il professore è soltanto un mestiere, c'è chi molla il campo a gente con più pelo sullo stomaco o semplicemente disinteressata da ciò che ha attorno e dagli stessi ragazzi a cui dovrebbe insegnare…
Il fatto è che questa non è una società meritocratica.
Il fatto è che oggi come oggi quasi nessuno è bocciato.
Il fatto è che molti dei promossi hanno difficoltà a leggere e far di conto perché dovevano essere seguiti meglio ed eventualmente bocciati quando ancora frequentavano le elementari…
che si crede di fare un favore ai ragazzi mandandoli avanti nonostante le evidenti lacune, e invece li si danneggia…
che una volta i professori erano troppo maneschi ma adesso sono completamente disarmati…

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By Redazione | - 1:40 pm - Categorie: politica locale

15 giugno 2007: Durante le scorse settimane il rieletto sindaco Nania ha avanzato la proposta di concedere il ruolo di Difensore Civico all’opposizione, nello specifico al "movimento Città Aperta", che a suo dire rappresenta "l'opposizione più seria e coerente". Rifondazione Comunista – Sinistra Europea contesta questa investitura dall'alto, che si permette di distinguere un'opposizione "buona" da una "cattiva". Secondo Rifondazione Comunista – Sinistra Europea l'apertura al movimento Città Aperta rappresenta un tentativo di legittimazione del proprio operato: legittimazione che si chiede a quel movimento antimafia che tanto si era battuto per lo scioglimento del comune amministrato dallo stesso sindaco…

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"L'intesa raggiunta va contro la salute dei siciliani e contro le direttive dell'UE sul ciclo dei rifiuti ed ha il sapore amaro della beffa". Queste le parole di Rita Borsellino sull'esito dell'incontro a Roma tra governo nazionale e regionale.
"Nel 2003 Cuffaro avrebbe dovuto raggiungere il 35 per cento di raccolta differenziata previsto dal decreto Ronchi. Oggi, nel 2007, siamo fermi a circa il 6 per cento. Autorizzare gli impianti sulla base della promessa di incrementare la raccolta differenziata è come accettare una cambiale in bianco sulla pelle dei cittadini da chi ha dimostrato coi fatti di non essere credibile".
Puntare l'attenzione sui termovalorizzatori, sostenendo che siano più efficaci per la soluzione al problema dei rifiuti in confronto ai normali inceneritori è fuorviante: è vero che sono dotati di sistemi di controllo e riduzione delle emissioni compatibili con le esigenze di tutela ambientale, ed è vero che sono molto diffusi in diversi Paesi industrializzati.
Ciò che è vero ma che non è stato preso nella giusta considerazione durante le discussioni tra Prodi e Cuffaro è che l'energia ottenuta dalla combustione dei rifiuti è poca, che anche i termovalorizzatori producono tossine e che gli altri Paesi industrializzati di cui sopra hanno come obiettivo la riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti, privilegiando prevenzione, riciclo e riuso.
Insomma, il termovalorizzatore - che sarebbe più corretto chiamare inceneritore con recupero energetico - è un passo avanti rispetto alla situazione attuale, ma non la sposta di molto e comunque la allontana rispetto a quella davvero auspicabile.

La realtà dei fatti come al solito è che temi di una certa portata, lontani più di tre metri dalla propria persona, sono importanti per un numero troppo ristretto di individui. Astrattamente, tutti potranno dire che - sì - mafia, emigrazione e inquinamento sono problemi gravi da affrontare e risolvere prima che sia troppo tardi.
Il concreto è un altro paio di maniche!
In concreto contano sempre le stesse cose: avere un lavoro che aiuti ad arrivare alla fine del mese, non intromettersi in affari più grandi di noi o semplicemente che non ci riguardano (salvo il pettegolezzo, almeno), trasferirsi in un'altra città se proprio quella dove siamo non ci piace…
Tutto questo per dire che l'emergenza rifiuti in Sicilia potrebbe anche arrivare a livelli ben peggiori di quelli della Napoli degli ultimi giorni, prima che la massa si renda davvero conto della portata del problema. Peraltro, incentivare la raccolta differenziata in ambienti in cui - si dice - tutte le strade portano alla discarica è un'impresa al tempo stesso impossibile ed inutile.

Data per valida tale premessa, una soluzione al problema dei rifiuti che prescinda dagli inceneritori e che faccia davvero pendere l'ago della bilancia in favore del riciclaggio impone che il singolo cittadino - il quale non sente il beneficio collettivo o quantomeno non considera che ad esso debba corrispondere un proprio sacrificio pur minimo - debba trarre anche un vantaggio personale dallo sforzo di separare la carta dalla plastica, il vetro dai medicinali scaduti, etc.
Non perché i vantaggi collettivi non esistano: ragionando a contrario, basta considerare come l'assenza di una seria politica ambientale abbia provocato la rovina di mari e coste (cito appena un esempio: la spiaggia di Marchesana è scomparsa da tempo, così come la strada che la costeggiava, ed in tutta la zona regna il classico aroma di fogna e decomposizione), l'allontanamento dei turisti dalla zona (in tal senso la costruzione dell'aeroporto tra Barcellona e Milazzo rischia di essere l'ennesima cattedrale nel deserto: gli eventuali turisti atterreranno e, non trovando nulla, partiranno alla volta di Taormina), spingendo anche all'emigrazione (fatta eccezione per il recente Marius, che comunque chiude abbastanza presto, non esistono locali notturni in tutta la città e negli ultimi anni molte attività di ogni genere hanno chiuso i battenti in favore di lidi più redditizi) e così via.
È però evidente che questi dati di fatto non bastano, o che forse non sono messi in relazione con le cause, e sebbene una presa di coscienza collettiva sia auspicabile è abbastanza improbabile che essa avvenga senza un graduale processo di miglioramento delle condizioni ambientali in risposta ad una serie di provvedimenti sul piano locale.

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By Redazione | Giugno 12, 2007 - 9:34 pm - Categorie: politica locale

I recenti fatti di violenza (link1 e link2) in varie parti della città sono solo gli ultimi segnali in ordine cronologico di un aumento della delinquenza che ha accompagnato Barcellona nel corso degli ultimi anni.
Contro, occorrono provvedimenti efficaci e assolutamente non rinviabili, prima che il paese si svuoti del tutto e i pochi rimasti si trovino in balìa di balordi e mafiosi.

Su la testa!

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By Lucio | Giugno 10, 2007 - 5:10 pm - Categorie: le meraviglie di barcellona pozzo di gotto, proposte, politica locale

Gazzetta del Sud - 09/06/2007, articolo di Leonardo Orlando sui manifesti selvaggi TNÈ bastato poco - una presa di posizione precisa durante un comizio a cui purtroppo non hanno assistito in tanti, qualche volantino piazzato nei giorni scorsi - perché il più piccolo e scassato partito di tutta Barcellona si meritasse una menzione positiva all'interno del quotidiano "La Gazzetta del Sud" in un articolo firmato da Leonardo Orlando.
Più della citazione, però, possiamo dire di andar fieri del fatto che finalmente qualcosa si sta muovendo, e che nonostante la nostra forza politica ridotta - in un Comune dove l'opposizione al governo di Nania-bis è composta in massima parte dai suoi ex-alleati - siamo riusciti a far sentire la nostra voce.

Questo articolo, dunque, non è un inutile autoincensamento. Del resto, se pur tra i partiti nessun altro ha fatto sentire la propria voce in merito all'osceno spettacolo di cartelli stradali ricoperti di mini-adesivi elettorali, di cassonetti per l'immondizia che ti ricordano chi devi ringraziare per le tasse sui rifiuti solidi urbani, di bacheche espressamente riservate agli annunci mortuari ma invase da manifesti delle principali coalizioni della città, di case sommerse fino al tetto dai medesimi, almeno a livello di rete virtuale possiamo considerare che altre voci si son levate a protestare, come quella di Barcellona Blog o del sito di BarcellonaPG nella settimana n. 159 del 4 giugno 2007.

Ci sembra però giusto rivendicare, assieme ai suindicati ed a quanti altri hanno manifestato pubblicamente il proprio sdegno esortando i diretti responsabili a prendere gli adeguati provvedimenti, la paternità dell'iniziativa, perché altri non se ne approprino dichiarando di essere disposti ad attivarsi per ripulire la città dallo schifo in cui è stata ridotta. Perché il punto è che l'associazione che si è venuta a creare per ovviare al tutto ha preso il nome di "Io amo Barcellona Pozzo di Gotto", e questo ci ha creato non poche perplessità: come può qualcuno dichiarare di amare la propria città, quando è stato proprio per sua mano che la città è stata deturpata?
Lodevole, sì il fatto che almeno abbiano deciso di rimediare. Forse meno, se anziché al nome dell'associazione pensiamo ad una certa notizia pubblicata sempre sulla Gazzetta, in cui si accenna all'apertura di un'inchiesta da parte del pm Olindo Canali per danneggiamento, tramite cui si mira a stabilire le responsabilità dei candidati ritratti.
Insomma, anche tenuto conto di quest'ultimo fattore, riteniamo piuttosto che un nome adatto per la nuova associazione sarebbe potuto essere "Scusate il disturbo"; meno patriottico, forse, ma più realistico.

Per tutta questa serie di motivi, quindi, abbiamo scelto come frase di chiusura per quest'articolo le parole di una canzone della BandaBassotti:

Amo la mia città: quella del Pasquino che se la ride di voi!…

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By Lucio | Giugno 4, 2007 - 11:09 pm - Categorie: delinquenza, le meraviglie di barcellona pozzo di gotto
Prefazione

Sarà la primavera in arrivo, o forse anche a Barcellona Pozzo di Gotto come a Roma c'è droga nell'aria e i suoi effetti si fanno sentire.
Ieri, per esempio, mi trovavo in piazza a perdere un po’ di tempo, contemplando quanto fosse insolitamente piena e ripensando a un periodo di meno di dieci anni fa, di qualche secolo fa, quando la gente ancora non aveva così paura e fastidio a frequentarla.
Solo, provavo un po' di fastidio io, ad ascoltare una conversazione in cui una ragazza che conosco parlava di quelle solite frivolezze: questa si è messa con quello, quella si è messa con quest'altro, io quasi quasi mi metterei con quel tipo lì. Frivolezze, insomma. Se non fosse che i maschi oggetto del discorso erano parte di un gruppo che infesta la città e la tranquillità dei suoi abitanti. Gente capace magari di irrompere in un luogo di ritrovo e devastarlo per il puro piacere di dimostrare che può farlo, gente che si diverte ad umiliare altra gente. Gente descritta come se si trattasse di un gruppo di romanticoni sensibili ed attaccati ai valori tradizionali. Ed io ero lì a domandarmi se fosse il caso di vomitare di fronte a tutti oppure no…

Oggetto

Dopo i fatti di cui ci siamo occupati recentemente, altre segnalazioni di casi inquietanti giungono dalla Città del Longano.

La prima di queste risale al primo giorno di giugno, allorché dei pregiudicati (con precedenti per spaccio di droga) si sono introdotti di straforo ad una festa di fine anno organizzata dagli istituti di scuola media superiore all'interno di un garage in un edificio in costruzione, nella zona industriale di via San Teodoro.
La serata si è così conclusa anzitempo con l'intervento dei carabinieri, che hanno però accertato anche la mancanza delle autorizzazioni necessarie per la festa, comminando perciò sanzioni amministrative verso gli organizzatori. I pregiudicati, invece, avevano a quanto pare fatto in tempo ad allontanarsi in tranquillità

L'ultima (in ordine di tempo, ma siamo certi che i bravi ragazzi troveranno modi nuovi per farsi sentire) risale a ieri, 3 giugno 2007.
Il luogo corrisponde alla pubblica piazza Duomo, quella antestante la Basilica di San Sebastiano.
Il fatto riguarda un pestaggio fra almeno due ragazzi, che tra urla, accuse, minacce e botte reciproche hanno attirato l'attenzione di tutti quelli che frequentavano la piazza medesima. Risultato principale del pestaggio è stato lo svuotarsi della piazza: non tanto perché indignata o spaventata la gente andava via, quanto perché in fondo ci piace vedere queste scene, assaporare a breve distanza il gusto della lotta per il possesso, sentirsi un po' come ad assistere ad una versione reale del Fight Club. Ignoro le motivazioni di coloro che si son resi protagonisti dello spettacolo, non so se almeno uno dei due avesse davvero delle ragioni… ho anche ipotizzato sul momento che si potesse trattare di una sceneggiata fatta apposta per attirare pubblico approfittando di uno dei rari momenti in cui è a disposizione.
Ma, tutto sommato, non mi interessa. Non è un mondo che mi attira, e non mi piace nemmeno fare da spettatore agli incontri di lotta libera di strada.

Postfazione

Quando è iniziato il pestaggio, ero in piazza San Sebastiano, a meno di cento metri di distanza, indeciso se vomitare oppure no mentre ascoltavo un certo discorso tenuto principalmente da una certa ragazza. Ed è incredibile quanto alle volte la realtà sia capace di calcare la mano. Ero lì che provavo ad immaginare come si sarebbero comportate certe fanciulle ad osservare i propri partner dare spettacolo, mettersi in bella vista, mostrare la propria maschia violenza… ed ecco a pochi passi un assaggio delle mie fantasticherie del momento.
Per la cronaca, le ragazze - conscie della presenza di alcuni particolari soggetti su indicati - son subito scattate verso il ring, comportamento che ho comunque deciso di non imitare.
Ho preferito piuttosto restare a domandarmi che cosa si possa trovare di affascinante o romantico in qualcuno che ha come ideale di divertimento quello di far soffrire, di mortificare, di offendere gli altri. Di distruggere, di disprezzare, di sentirsi e manifestarsi superiore. Oh, certo, tutti zuccherini con le proprie fidanzate. Ma che cuore hanno queste fidanzate, capaci di provare attrazione verso elementi del genere?
Per quale motivo dare credito a esseri tanto abbietti? In momenti come questi, se dovessi giudicare il tutto dall'uno, potrei considerare perso per sempre il mio rispetto nei confronti del mondo femminile. Fortunatamente, preferisco evitare di giudicare il tutto dall'uno. Preferisco pensare che OCHE di questo genere siano la minoranza, ragazzine che un giorno o l'altro cresceranno, o che semplicemente non comprenderanno mai con che persone hanno a che fare.
Una cosa che so è che potrò avere timore per questi teppisti e per le azioni che sono capaci di compiere senza battere ciglio, ma che non avranno il mio rispetto. Non loro, non le femmine che stanno loro appresso.

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