Tratto da www.sxnet.it

Stavamo sonnecchiando spaparanzati sul divano cercando di interessarci almeno un po’alla campagna elettorale più pallosa degli ultimi 50 anni, quando è apparso il faccione del Weltrons nazionale che ci ha fulminato sulla via di Damasco con una dichiarazione shock:

un operaio che si mette in proprio e a sua volta assume 2 o 3 operai, non è un padrone ma un lavoratore egli stesso.
Ma com’è che non ci avevamo mai pensato?
Balzati in piedi abbiamo radunato tutti i libri di Marx, saggi politici, pubblicazioni, riviste, tessere della FIOM, vecchie tessere del PCI, dell’ARCI, abbonamenti vari, li abbiamo accatastati sul barbeque e li abbiamo dati alle fiamme, mandando in cenere i 4/5 della nostra biblioteca, eliminando ogni traccia della nostra arretratezza culturale.
Mentre le fiamme divoraravano l’ex bagaglio politico, ci è sorto un dubbio: ma se l’operaio in questione per perseguire il personale e sacrosanto diritto al guadagno mette in piedi un organizzazione del lavoro che escluda i lavoratori dipendenti da un’equa redistribuzione, instaurando un clima di vessazioni, negazione di diritti, inapplicazione di regole e disconoscimento della rappresentanza, magari inquinando l’ambiente, il tutto in nome del massimo profitto, a cosa siamo di fronte?
Oh cazzo! siamo di fronte a un padrone!
Troppo tardi, la sinistra è andata in fumo.

Afflitti siamo andati a fare un giretto in centro. Dall’alto di un cartellone elettorale il solito faccione di Weltrons ci ammoniva: non cambiare un governo, cambia l’Italia.
Siamo tornati a casa di corsa e presa carta e penna abbiamo iniziato a scrivere:
Caro Segretario Generale dell’ONU,
nonostante i reiterati tentativi di cambiare governo al Paese, di fronte all’evidenza del nostro fallimento, voglia scambiarci l’Italia con la Polonia. Se potesse spedircela in contrassegno per noi sarebbe più comodo.
Vogliate allegare il manuale d’istruzione per il rimontaggio, compreso quello dei gemelli Nonmiricordoskij.
Nel caso la Polonia fosse già esaurita, ci acconteteremo dell’Uruguay, ma pretendiamo lo sconto del 20%.
Certi che la nostra richiesta verrà accolta favorevolmente, porgiamo distinti saluti
                                                                                  firmato: Elettori del PD
 

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Riportiamo qui di seguito una testimonianza di come sia bella Barcellona vista con gli occhi dell'estraneo, di come anche le più piccole cose possano apparire meravigliose per il semplice fatto che non ci siamo abituati.

Quest'anno, come progettavamo da tempo, a giugno, Lucia ed io, siamo andati a trovare Marta e Tommaso, che, ormai da diversi anni, vivono a Barcellona.
L'ospitalità e le indicazioni dei nostri amici ci hanno permesso di scoprire, attraverso uno prospettiva non solo "turistica", una città vitale, accogliente e bella, che riesce a guardare sia al passato che al futuro […] percorrendo le sue vie e i suoi quartieri, apprezzando anche tutte quelle proposte che rendono Barcellona una città vivibile e a misura d'uomo.
Siamo rimasti molto colpiti, ad esempio, da una recente iniziativa del Comune di Barcellona che, da marzo, ha istituito un nuovo e alternativo sistema di trasporto pubblico: il Bicing. Questa installazione consente di utilizzare una bicicletta in modo veramente immediato e semplice. L'utente può recarsi ad una delle 100 stazioni e passando semplicemente una tessera magnetica sul lettore di ciascuna postazione, prelevare la bicicletta. Per la riconsegna, il sistema è ancora più semplice: basta posizionare la bici sulla rastrelliera e attendere alcuni secondi perché venga bloccata in maniera definitiva.
A questa struttura possono accedere tutti i residenti della città, previa iscrizione (costo annuale 24 euro), tramite internet e lasciando il proprio numero di conto corrente. Una volta ottenuta la card, è possibile utilizzare la bicicletta in modo del tutto gratuito per la prima mezz'ora, pagando 30 centesimi le mezz'ore successive, fino ad un massimo di due ore. Oltre, il costo diventa di 3 euro ogni 30 min. , ma si accumula una penalità. Dopo il terzo richiamo la card viene bloccata.
Questo ingegnoso sistema fa sì che, nella prassi quotidiana, l'utente cerchi di cambiare bicicletta ogni 30 min., garantendo quindi un efficiente distribuzione dei mezzi. Le stazioni non distano mai più di 5 min. l'una dall'altra e coprono in maniera capillare tutta la zona del centro.
Tramite il sito ufficiale (www.bicing.com) sono reperibili tutte le informazioni (stazioni, percorsi e collegamenti con altri mezzi pubblici) ed è possibile controllare il proprio conto.
Una delle cose che più ci ha colpiti è stata l'eterogeneità degli utilizzatori del Bicing: tutti sembrano utilizzarlo con adeguato rispetto: il rischio di blocco della card costituisce un buon disincentivo alla trasgressione delle regole; finora, inoltre, non si sono riscontrati particolari danneggiamenti alle strutture.
Il sistema prevede altresì il continuo ricollocamento delle biciclette nelle varie stazioni e un servizio di manutenzione quotidiano.
Degno di nota, infine, il fatto che questo innovativo progetto sia stato introdotto in una realtà urbana con un sistema di mobilità già di per sé completo ed efficiente.

Bello, vero? Ci siamo quasi commossi, leggendo. Per chi volesse approfondire, il post originale e con tanto di filmato si trova sul sito Energia per Tutti.

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