Tratto da www.sxnet.it
Stavamo sonnecchiando spaparanzati sul divano cercando di interessarci almeno un po’alla campagna elettorale più pallosa degli ultimi 50 anni, quando è apparso il faccione del Weltrons nazionale che ci ha fulminato sulla via di Damasco con una dichiarazione shock:
un operaio che si mette in proprio e a sua volta assume 2 o 3 operai, non è un padrone ma un lavoratore egli stesso.
Ma com’è che non ci avevamo mai pensato?
Balzati in piedi abbiamo radunato tutti i libri di Marx, saggi politici, pubblicazioni, riviste, tessere della FIOM, vecchie tessere del PCI, dell’ARCI, abbonamenti vari, li abbiamo accatastati sul barbeque e li abbiamo dati alle fiamme, mandando in cenere i 4/5 della nostra biblioteca, eliminando ogni traccia della nostra arretratezza culturale.
Mentre le fiamme divoraravano l’ex bagaglio politico, ci è sorto un dubbio: ma se l’operaio in questione per perseguire il personale e sacrosanto diritto al guadagno mette in piedi un organizzazione del lavoro che escluda i lavoratori dipendenti da un’equa redistribuzione, instaurando un clima di vessazioni, negazione di diritti, inapplicazione di regole e disconoscimento della rappresentanza, magari inquinando l’ambiente, il tutto in nome del massimo profitto, a cosa siamo di fronte?
Oh cazzo! siamo di fronte a un padrone!
Troppo tardi, la sinistra è andata in fumo.
Afflitti siamo andati a fare un giretto in centro. Dall’alto di un cartellone elettorale il solito faccione di Weltrons ci ammoniva: non cambiare un governo, cambia l’Italia.
Siamo tornati a casa di corsa e presa carta e penna abbiamo iniziato a scrivere:
Caro Segretario Generale dell’ONU,
nonostante i reiterati tentativi di cambiare governo al Paese, di fronte all’evidenza del nostro fallimento, voglia scambiarci l’Italia con la Polonia. Se potesse spedircela in contrassegno per noi sarebbe più comodo.
Vogliate allegare il manuale d’istruzione per il rimontaggio, compreso quello dei gemelli Nonmiricordoskij.
Nel caso la Polonia fosse già esaurita, ci acconteteremo dell’Uruguay, ma pretendiamo lo sconto del 20%.
Certi che la nostra richiesta verrà accolta favorevolmente, porgiamo distinti saluti
firmato: Elettori del PD

