Come già sapete, non mi intendo molto di sport, e spesso evito di parlare di cose di cui non mi intendo molto per non fare figuracce. L'argomento, però ha la sua importanza per molte persone da queste parti, ed ho dunque preferito limitarmi a dare un minimo accenno al fatto che i problemi di discriminazione nei confronti delle squadre di calcetto locali continuano, perché le soluzioni avviate dal Comune possono avere efficacia verso alcuni sport e verso alcune squadre, ma per il resto sembrano piuttosto delle prese per i fondelli (il corsivo indica un eufemismo): "Alle società di Calcio a 5 - si legge nell'articolo di Antonino Genovese - è stato proposto il campo di Fondaconuovo, che però ha il piccolo inconveniente di avere la superficie in asfalto, pericolosissimo soprattutto per i giovanissimi giocatori che sono ancora in fase di crescita, ma anche per gli atleti più grandi, che rischiano seri infortuni anche per banali cadute o contrasti di gioco… per non parlare del sovraccarico disumano cui sarebbero soggette le articolazioni".
Insomma, come spesso succede, piuttosto che soluzioni si organizzano toppe. E le toppe, si sa, da un lato riparano al buco e dall'altro indeboliscono il tutto. In questo caso, ai giovani interessati a questo gioco resta, rifiutando l'ipotesi di Fondaconuovo, l'alternativa di affrontare le spese di un campetto privato per gli allenamenti (che costa 50 euro l'ora). Il calcetto non è una necessità? Vero. Come qualunque altro sport, però: utili tutti, ma nessuno indispensabile. Anche se a quanto pare a Barcellona Pozzo di Gotto il Comune la pensa altrimenti.
Con questo concludo, e rimando gli interessati alla lettura dell'articolo completo su BarcellonaPG.it

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Non mi intendo molto di sport, e spesso evito di parlare di cose di cui non mi intendo molto per non fare figuracce. L'argomento, però ha la sua importanza per molte persone da queste parti, ed ho dunque preferito dare voce direttamente a chi ha espresso le proprie posizioni in proposito, limitandomi a limare certi punti per renderli scorrevoli ed intervenendo draconiamente a censurare un orientamento che non sento mio e che non sente più suo ormai nemmeno l'autore stesso di certe frasi. Ad ogni modo, le mie fonti sono pubblicamente consultabili in modo integrale rispettivamente sul blog di Maurollo e sul forum di Barcellona PG sezione basket

ho riscoperto la voglia di giocare a calcio a 5, ho ricostruito un altro sogno, quest'anno il sogno di chiama A.S.D. Barcellona Pozzo di Gotto, una società nata con l'obiettivo di coinvolgere giovani e creare un movimento vero e proprio nel settore.

Ma il comune di Barcellona Pozzo di Gotto vuole spezzare il sogno. Perché? Nessuno lo sa. Negli ultimi 4 anni ho disputato allenamenti e partite presso il Palalberti, unica struttura degna di essere chiamata impianto sportivo nella nostra "fiorente" città. Quest'anno questo non sarà più possibile con molte probabilità. Motivo? Semplice, l'unico sport riconosciuto dagli addetti agli impianti sportivi e da chi conta all'interno del comune è il Basket. Ma non è giusto che per far tornare a sognare chi ama il basket a pagare siano le 5 società che non avranno a disposizione una struttura adatta per svolgere il proprio sport.

Fino a qualche mese fa era impensabile, considerando la mia fazione politica, che io mi esponessi in prima persona contro il comune di Barcellona Pozzo di Gotto. Non perché a priori accettavo e condividevo ogni azione del nostro primo cittadino e della sua schiera di collaboratori, ma perché valutando ritenevo che il suo operato fosse abbastanza accettabile. Ma adesso qualcosa è cambiato: il comune di Barcellona Pozzo di Gotto ha deciso che il calcio a 5 deve essere debellato.

Perchè dico questo? Semplice, perché non c'è altra spiegazione all'opera di boicottaggio che il nostro stimatissimo comune sta svolgendo nei confronti di quello che, tesserati alla mano, sta diventando uno degli sport più praticati in città.

Se infatti fino a ieri credevo che il motivo per il quale noi "poveri" calcettisti non possiamo più giocare in una struttura regolare fosse l'esclusiva offerta al Basket, ieri sera mi sono ricreduto: dopo aver sentito dire dal comune che non ci sono i custodi dopo le 20 e che lo spostamento continuo dei canestri provoca l'usura del parquet, ho fatto una scoperta davvero sconcertante: trovatomi casualmente nelle zone di Zigari intorno alle 21 e 40, ho notato le luci al Palalberti aperte, e mi son detto: "cavolo com'è possibile che a quest'ora ci sia qualcuno ad allenarsi?". Così decido di avvicinarmi ed è a questo punto che la scoperta è ancora più clamorosa: i canestri sono smontati, ad allenarsi non sono i "soliti" cestisti, bensì la squadra di pallamano locale, che senza nulla togliere, credo non facciano alcuna differente attività rispetto a noi.

Detto questo, non ci resta che aprire una vera e propria interrogazione al nostro comune, e cercare il giusto trattamento da parte delle istituzioni.

Non ho mai preteso di giocare nel PalAlberti perché mi ritengo un campione degno di grandi palcoscenici: pretendo di giocare in una struttura indoor come il mio sport di regola richiede. Se poi ci sono delle deroghe questo non vuol dire che l'eccezione deve diventare regola.

Sono venuto a conoscenza in questi giorni di dettagli importanti che riguardano il Basket: a differenza di quanto ci è sempre stato fatto credere dalle istituzioni (ufficio impianti sportivi ndr) nessuno e sottolineo _nessuno_ all'interno della società di Basket ha mai ostacolato la presenza di altre attività sportive nelle ore successive ai loro allenamenti (il Basket lascia il parquet alle 20:15). Ragion per cui mi viene facile pensare che pur di togliersi la "patata bollente" dalle mani, qualche furbetto ha ritenuto che scagliare i "calcettisti" contro il Basket sarebbe stata la soluzione più rapida e meno dolorosa.

Altro punto che mi sembra doveroso specificare riguarda l'affittare strutture private per svolgere allenamenti e partite.
La mia società si propone come obiettivo l'aggregazione sociale e lo sport dilettantistico.
Ciò non vuol dire andare a divertirsi il sabato con gli amici. Vuol dire avere un settore giovanile, coinvolgere ragazzi e dar loro qualcosa da fare per toglierli dalla strada, creare un movimento sportivo. Significa quindi dover fare allenare due squadre giovanili, oltre alla prima squadra. Se la proposta fattami dal Comune è di rimborsarmi 50 euro settimanali direi che questo più che un contributo per l'attività sportiva mi sembra elemosina: con questa cifra riesco infatti a coprire un'ora di allenamento alla settimana, e dubito che fare sport a livello agonistico significhi fare un ora alla settimana di allenamento.

Detto questo, non mi resta che rivolgermi direttamente al nostro amatissimo Comune, all'interno del quale mi sembra doveroso dire che c'è qualcuno che sta cercando di prendere davvero in considerazione il nostro problema, affinché i 250.000 euro stanziati per la costruzione del palatenda, e tanto sbandierati nel periodo elettorale, non restino nel cassetto delle opere irrealizzate.

Nessuno di noi vuole il PalAlberti, vogliamo solo poter fare sport come ogni onesto cittadino ne ha diritto.

Non sono mai stato abituato ad arrendermi nella mia vita. Ho sempre creduto che una soluzione al problema da qualche parte, anche se nascosta, deve esserci. Ma visti gli ultimi risvolti sto quasi per perdere la speranza. Speranza di poter fare qualcosa di interessante e di bello per la nostra ormai decadente città. Non avevo in mente di cambiare il mondo o di trasformare Barcellona Pozzo di Gotto in una metropoli. Avevo soltanto voglia di fare sport: fare calcio a 5, aggregare ragazzi nati tra il ‘91 e il ‘94 e dar loro un incentivo a non stare per le strade in cerca di altri svaghi. Avevo voglia di creare un movimento di persone che impegnassero le loro giornate mettendo passione in un progetto che, seppur piccolo di suo, avrebbe coinvolto un centinaio di persone tra tesserati, genitori, parenti e altro.

Ma le alte sfere hanno deciso che questo progetto, come quello di altre società già da tempo esistenti sul territorio, non è un progetto importante.

Lo ammetto, nessuno avrebbe potuto speculare su questa piccola creatura appena nata, nessuno ha deciso di investire fior di quattrini in questo progetto, portato avanti da persone comuni come me, che si è affidata a imprenditori che nel loro piccolo ci hanno aiutato ad affrontare la stagione che sta per arrivare.

Purtroppo il progetto era diverso. Adesso non abbiamo un campo dove allenarci. Non abbiamo una struttura che ci consenta di far allenare i ragazzi e che ci consenta di allenare noi stessi. Non esiste a Barcellona una struttura capace di contenere quel centinaio di persone che avrebbero voluto seguire i loro ragazzi durante la stagione.
O meglio, la struttura c'è ma è stata riservata solo all'élite.
Solo a chi ha speso i milioni.
Noi non li spendiamo perché non li abbiamo. Evidentemente al comune non importa di incentivare la crescita di quello che dovrebbe essere visto come portatore di valori di aggregazione e socialità, di rigore, disciplina e impegno.
A Barcellona conta solo il dio denaro…


È giusto che ogni sport abbia uno stadio dove essere giocato, ci vuole rispetto per tutti gli sport che ci sono a Barcellona.

la F.I.G.C. ha messo come regolamento che le partite devono essere disputate sul parquet o su campo di erba sintetica. diritto e dovere di giocare in un attrezzatura valida…

Tutti hanno diritto ad usufruire di una struttura comunale, soprattutto se ci sono gli spazi per poterlo fare. Non credo sia logico venirmi a dire che i canestri non si possono smontare e invece questo avviene sistematicamente per fare allenare la squadra di pallamano.
Mi verrebbe da pensare che a rovinare il parquet siano piuttosto le manifestazioni di ogni genere e tipo che si svolgono in quel palazzetto, come ingressi di comici in macchina, gare di ballo senza appositi tappeti di protezione, feste scolastiche e quant'altro. Di certo non lo rovina chi ci si allena con le scarpe adatte.
Per quanto riguarda l'usura dovuta allo smontaggio dei canestri, devo dire che mi ero quasi convinto di questo, ma smontare i canestri ogni sera per fare allenare la pallamano cosa ha di diverso dal farlo per fare allenare il calcio a 5?

In questo momento esiste il problema degli impianti tipo il Palaberti o l'Aja Scarpaci, ci sono parecchie squadre a Barcellona che hanno l'esigenza di avere un luogo chiuso per poter fare allenamenti etc. etc..

Ma la colpa è del Comune e non del Basket: l'amministrazione parla da almeno due anni di Palatenda, e fino ad ora non s'è visto nulla. Un Palatenda, anche in affitto, da piazzare in contrada Manno oppure al parcheggio della vecchia stazione o in altri posti idonei, potrebbe raprpesentare un provvedimento tampone, ma non certo definitivo.

Il calcio a 5 è nato nelle palestre; qualcuno ha detto che le scarpe da calcetto sono più dure ma che se si chiamano "scarpe da parquet" non sarà solo perché "fa figo", e un pallone di 400 grammi che rotola fa meno danni di un pallone di 700 grammi che rimbalza, inoltre il peso della struttura canestro pesa più di una porta, 10 giocatori di 1,75 m che corrono usurano meno il parquet di 10 giocatori di 2 metri che gli saltano sopra in continuazione.
Il problema dell'usura del parquet è un'idiozia, anzi tenendo montati i canestri per meno tempo si evita che il loro peso usuri maggiormente il parquet nella zona adiacente al campo da gioco…
A Manno non ci sarà nessuna tensostruttura (purtroppo) ma un campo in erba sintetica a cielo aperto (purtroppo) (si denota ancora una volta l'inxxxxxxxx dei funzionari comunali). Chiudo portando l'esempio del palazzetto di Piazzale Botteghelle a Reggio Calabria nel quale giocano Serie A di Calcio a 5 e hockey, più altre squadre di basket e pallavolo di serie minori. È dimostrato che è possibile l'utilizzazione degli impianti sportivi per più squadre, anche di alta categoria…basta avere i funzionari giusti…

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