Care compagni…
Cari compagni…
Cari lettori di questo blog che passate da queste parti a leggerci anche se avete idee diverse o che magari passate per sbaglio e non avete intenzione di fermarvi a leggere fine in fondo…
voi tutti, leggete, per favore, ciò che seguirà questa introduzione.
Quanto segue non è cosa che riguardi i comunisti o i fascisti, i centristi radicali o gli anarchici o apartitici o grilliani.
Quanto segue riguarda chiunque sia un lavoratore o sia stato un lavoratore, chiunque direttamente o indirettamente sa che cosa significhi procurarsi il denaro per arrivare alla fine del mese e che adesso sta rischiando ancora una nuova fregatura, per i giochi di potere di chi dimora nei Piani Alti e per l'inadeguata informazione sui diritti che ogni lavoratore ha a disposizione.
Oggi, alle ore 17:00, nell'Aula Magna del liceo "Luigi Valli", si terrà un convegno sull'Accordo Governo-Sindacati, durante il quale tutti i partecipanti avranno possibilità di esprimere il proprio parere votando al seggio elettorale.
Noi riteniamo che sia importante, molto importante, votare no.
Di seguito, i motivi che ci spingono a pensarla così. Se non vi convincono, agite comunque secondo la vostra coscienza. Se vi siete convinti, però, fate uno sforzo: alzatevi dalla sedia in cui vi trovate e andate a votare. Un voto solo può essere quello che fa la differenza.
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Il protocollo di intesa sulla previdenza ed il precariato non va bene.
Va cambiato.
Il dissenso del PRC è forte
L'allargamento della platea dei lavori usuranti o pesanti, la diminuzione delle finestre per chi si pensiona con 40 anni di contributi, l'impegno a garantire una pensione non inferiore al 60% del salario per chi si pensiona a 63 anni con 35 di contributi… non sono misure sufficienti ad attenuare il nostro giudizio sull'accordo.
L'accordo calpesta il programma elettorale dell'Unione, delude le attese dei lavoratori, i pensionati, i precari, crea una profonda sfiducia…
- Non cancella la legge 30 e conferma la precarietà.
- Non cancella lo scalone come si attendevano i lavoratori.
- Non rivaluta le pensioni logorate dal costo della vita e si limita ad aumentare di 80 centesimi al giorno le pensioni di quanti hanno un reddito inferiore a 650 euro al mese e compiuto 64 anni.
- Non stabilisce il diritto al minimo di pensione nemmeno per quanti avranno maturato 15 anni di contributi.
- Incentiva il lavoro straordinario che viene esentato dagli oneri contributivi.
- Non prevede l'unificazione degli Enti previdenziali.
- Non contiene misure per recuperare i 35 miliardi di crediti che l'INPS vanta dalle aziende né per combattere l'evasione contributiva che sfiora i 40 miliardi l'anno.
- Ignora molti privilegi presenti nel sistema pensionistico e le conseguenti pensioni d'oro.
- Non cancella la commistione tra previdenza e assistenza.
L'ACCORDO SI PUÒ E SI DEVE MODIFICARE
Per farlo ci sono le risorse, l'INPS chiuderà il bilancio 2007 con un attivo di almeno 4 miliardi.
RIFONDAZIONE COMUNISTA PRESENTERÀ IN PARLAMENTO PRECISE PROPOSTE PER:
- Sconfiggere il lavoro precario:
- Cancellazione dello Staff-leasing ed il lavoro a chiamata.
- Riduzione della possibilità di accendere contratti a termine e la loro non ripetibilità.
- Misure per combattere il lavoro straordinario.
- Approvazione della legge di riforma del mercato del lavoro firmata da 100 parlamentari.
- Una previdenza certa e solidale mediante:
- Un significativo aumento delle pensioni minime ed una rivalutazione delle pensioni logorate dal costo della vita.
- Assicurazione della certezza che si andrà in pensione con non meno del 60% del salario e prevedere in ogni caso un minimo di pensione.
- Effettiva messa in atto del sistema delle quote, eliminando il vincolo dell'età e degli anni di contributi.
- Salvaguardia del diritto delle lavoratrici alla pensione di vecchiaia a 60 anni.
- Riconoscimento del diritto soggettivo ai benefici previsti per i lavori usuranti e pesanti cancellando il limite di 5.000 riconosciute all'anno.
Lavoratori, pensionati, precari.
Fate sentire la vostra voce partecipando in massa al referendum indetto da CGIL, CISL, UIL.
Fate sentire ancora più forte la vostra voce partecipando alla manifestazione a Roma il 20 ottobre.
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