Beppe Grillo ha lanciato sul suo blog un referendum contro le nuove leggi-vergogna di Berlusconi.
E per la prima volta non si rivolge soltanto ai frequentatori del suo sito e al popolo del Vday, ma anche a “associazioni, movimenti, raggruppamenti politici”.
Credo che Rifondazione Comunista debba fare propria la proposta e rilanciarla a tutta la sinistra.
Possibilmente agganciando quesiti relativi ad altre questioni, come il ritorno al nucleare e le norme sul precariato.
Nella prossima riunione del “comitato di gestione” del PRC avanzerò formalmente la proposta.
L’opposizione si costruisce con quelli che intendono farla sul serio.
Riempiamo l’Italia di banchetti. E’ ora di tornare sulle strade.

Converti in pdf
Politica

15/05/2008

Il Pdci con Ansaldo Patti, la soddisfazione del candidato sindaco

«Mi dispiace di non avere il contributo e la partecipazione di Sinistra Democratica e dei Verdi»

Una candidatura che ha messo d’accordo, finalmente, tutta la sinistra messinese. La corsa a sindaco di Ansaldo Patti si è arricchita ufficialmente del contributo del Pdci, e stamani proprio Ansaldo Patti ha voluto comunicare la sua soddisfazione: «Esprimo pubblicamente il mio compiacimento – si legge in una nota - e il mio apprezzamento per la decisione del Partito dei Comunisti Italiani di concorrere nella lista per il Consiglio comunale con la mia candidatura a sindaco, unitamente a Rifondazione Comunista, al Comitato Pendolari dello Stretto, ai Verdi Ecologisti e alla Autonomie Locali, rafforzando una coalizione che intende non solo attivamente partecipare alla battaglia elettorale, ma che intende altresì costruire un nucleo fatto di partiti e movimenti che anche e a Messina sia in grado di portare avanti le istanze dei cittadini messinesi e più complessivamente di chi fa parte del popolo della sinistra».

«Mi dispiace solo – prosegue Ansaldo Patti – che non si sia riusciti ad avere anche il contributo e la partecipazione di Sinistra Democratica e dei Verdi. Ma si sa che in politica c’è sempre il tempo e il modo per incontrarsi sulle cose da fare e sui modi per incalzare chi gestisce e amministra il potere».
Marcia unita anche a Palazzo dei Leoni, dove il candidato è Santi La Rosa, ex consigliere provinciale.

www.tempostretto.it

Converti in pdf

«E io sarei il conservatore?». Claudio Grassi, coordinatore dell’area Essere comunisti e principale alleato di Paolo Ferrero nella battaglia politica che si è aperta nel Prc dopo la sconfitta elettorale, ci tiene a precisarlo: «Quando nel 1991 lottavo per far nascere Rifondazione comunista ero conservatore? Direi di no, visto che abbiamo dato vita ad una forza politica che è servita proprio a portare avanti quegli elementi di innovazione di cui alcuni oggi si vantano. E non ero conservatore un anno fa, a Carrara, quando insieme con Giordano abbiamo costruito, senza contrapposizioni, un documento di rilancio del partito. Dunque, eviterei di usare, specie nella fase precongressuale e in modo strumentale, le categorie “innovatori e conservatori”». Grassi è senatore uscente ed è, appunto, tra i fondatori del Prc che non ha più lasciato, anche a costo di rompere un lungo sodalizio con Armando Cossutta. Secondo lui, sulla sinistra, «pesa un ciclo di sconfitte del movimento operaio, che risale alla fine degli anni ‘70. Sconfitte dalle quali non ci siamo mai risollevati».

Ma per quanto riguarda il nostro risultato elettorale, ha pesato di più il voto utile, la presenza al governo o ci sono cause più profonde?

Più di tutto ha contato il bilancio del governo. La considero la causa prioritaria della sconfitta elettorale. Una volta battuto Berlusconi, tutte le forze che erano state all’opposizione hanno fatto promesse che però hanno completamente disatteso. Suscitando grande malcontento, una grande delusione. La gente ha pensato: ecco, quando stanno all’opposizione fanno promesse e poi al governo si comportano come gli altri. E noi del Prc abbiamo pagato più degli altri. In diciotto mesi abbiamo votato il rifinanziamento della missione in Afghanistan quando precedentemente avevamo votato contro; Prodi ha dato il via libero alla base di vicenza, quando nel programma si parlava di riduzione delle spese militari. Per non parlare dei temi sociali: basta pensare al protocollo sul welfare.

E come si fa, adesso, a ridare fiducia a militanti ed elettori?

Non è certamente un lavoro di breve periodo. Per risalire la china, innanzitutto, abbiamo bisogno di un partito, che oggi invece è in grave difficoltà. Negli ultimi anni è stato gestito male, sono state alimentate le divisioni interne. Ora dobbiamo rilanciarlo e insediarlo nel territorio. In secondo luogo, dobbiamo riconnetterci con la società. E le due cose sono connesse: per tornare in contatto con la società ci serve uno strumento, il partito, minimamente funzionante. Il Cpn di domenica scorsa, in questo senso, costituisce un punto chiaro: abbiamo ribadito che prima di tutto viene Rifondazione. E’ un elemento di chiarezza fondamentale per i compagni e le compagne chiamati ad uno sforzo enorme nei prossimi anni. Si lavorerà per l’unità a sinistra, ma il Prc c’è e resta. Questo è il tema su cui il congresso dovrà decidere. Perché è innegabile che, in campagna elettorale, si sia indicata una strada sulla quale incamminare il partito, alla fine della quale Rifondazione non c’era più.

Perché dite no alla proposta di Diliberto di tornare insieme?

Perché noi siamo impegnati prima di tutto in un’altra impresa, quella di rilanciare il Prc, che si dibatte in una crisi profonda e che, invece, ha grandi potenzialità di espansione. Siamo convinti che senza Rifondazione qualsiasi processo di aggregazione a sinistra sia destinato al fallimento (come dimostrano i fatti).

Ma anche molti esponenti della ex maggioranza dicono di non voler sciogliere Rifondazione.

Beh, quando si dice che il progetto dell’aggregazione darà vita ad un soggetto unico; quando si parla di comunismo come tendenza culturale, io capisco che si vuole partire dal Prc ma per arrivare ad un’altra cosa.

Per voi, invece, cosa significa unità a sinistra?

Per noi unità a sinistra significa che Rifondazione mantiene la sua autonomia, aumenta il proprio radicamento sul territorio, si rafforza e si unisce non solo con partiti, ma anche con associazioni, comitati, singoli, attorno ad iniziative comuni (manifestazioni e mobilitazioni, campagne referendarie e raccolte di firme) che insieme si giudichino necessarie. Mi auguro che al congresso tutti dicano veramente ciò che pensano: le ambiguità sarebbero di impedimento ad una scelta chiara da parte dei compagni e delle compagne.

E i movimenti?

Non sono per ridiscutere l’importanza dei movimenti. Anzi, credo sia necessario ricostruire una relazione con loro. E qui ritorna il tema del governo: non a caso sono stati i primi a criticarci. Pensiamo al movimento per la pace e al fallimento della manifestazione di piazza del Popolo. Abbiamo pagato la nostra incoerenza votando per l’Afghanistan.

Gli operai hanno votato Lega. Come si recupera un simile risultato?

Si recupera ricostruendo la nostra credibilità, oggi piuttosto ridotta. Cioè ritornando, anche fisicamente, a contatto con il mondo del lavoro e praticando, umilmente, ciò che sosteniamo. Soprattutto, costruendo mobilitazioni, lotte, iniziative, attività sul territorio di opposizione al governo Berlusconi e alle sue politiche tese a ridimensionare il sindacato e il contratto nazionale.

Ma come si fa a fare tutto questo stando fuori dal parlamento?

Bisogna fare di necessità virtù. Io non penso che il livello istituzionale sia più importante del radicamento nella società e del rapporto con i movimenti. Però, certo, stando fuori dal parlamento hai poche possibilità di incidere nelle scelte. Non possiamo far altro che investire nella costruzione delle lotte e riorganizzarci per puntare a rientrare presto nelle istituzioni. Ci sono scadenze elettorali a breve (amministrative e europee); ci sono le riforme istituzionali e, soprattutto quella elettorale (ricordo che incombe il referendum). Dobbiamo mettere in piedi iniziative, movimenti di opinione come quelli che ci hanno permesso di bocciare la riforma costituzionale del precedente governo Berlusconi. Oltre che, naturalmente, tenere alta l’attenzione su temi decisivi come il risarcimento sociale o l’immigrazione.

Ma intanto il partito è profondamente lacerato: avete litigato pure nel comitato di gestione…

C’è una discussione. Vedremo quale linea sceglieranno i compagni. In questo senso mi piacerebbe se provassimo a fare un congresso a tesi, invece che a documenti contrapposti. E’ un mio vecchio pallino, che a Venezia fu respinto, causando divisioni che sono, a mio parere, tra le cause dei guai successivi. Siccome non tutto mi divide da Giordano, non vedo perché io non possa votare quelle parti del documento che mi trovano d’accordo e proporre invece una tesi alternativa laddove le opinioni divergono, come sul destino di Rifondazione. Non cambia nulla: la tesi che prende più voti prevale, ma almeno teniamo unito il partito ed evitiamo di spaccarlo in correnti cristallizzate. Lo proporrò nella commissione politica. Anche se, leggendo certe interviste, mi pare che di capire che si voglia andare in un’altra direzione.

Converti in pdf

Come avete vissuto le elezioni 2008? avete notato qualcosa che non vi è piaciuto, qualcosa di irregolare, qualche forzatura? conoscete gente “costretta” a votare qualcuno perchè altrimenti perdeva il posto di lavoro? Avete notato gente strana muoversi per i seggi? oppure conoscete gente che ha votato qualcuno perchè gli aveva promesso il lavoro, favori e cose così? raccontateci le vostre storie, anche in forma anonima, di come si svolgono le elezioni a barcellona pg, e non solo.

Converti in pdf

In concomitanza con la visita a Terme Vigliatore dell’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, candidato alla regione Sicilia nella lista “la Sinistra - l’Arcobaleno” Filippo Giunta, facendosi interprete dello stato di esasperazione degli abitanti del Comune, in particolare della frazione San Biagio, dove quotidianamente si rischia la vita a causa di una viabilità realizzata illegalmente, ha deciso di organizzare una forma di protesta al fine di segnalare, ancora una volta, l’inerzia di tutte le Istituzioni competenti, considerato che a nulla sono servite interrogazioni parlamentari, petizioni popolari e denunce alla procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto.

La presenza di Cuffaro in questo territorio viene considerata incompatibile rispetto alla crisi istituzionale in cui versa il Comune di Terme Vigliatore, commissariato dal 2001.
L’obiettivo principale ed esclusivo di una simile forma di protesta estrema è quello di tutelare il superiore interesse collettivo della comunità (la vita, la sicurezza) richiamando l’attenzione delle autorità istituzionali preposte a tutelare la sicurezza dei cittadini, il territorio e a far rispettare le leggi.

8/4/2008

Converti in pdf

Cari cittadine e cittadini,le prossime elezioni sono molto importanti, in quanto segneranno la storia del nostro paese per i prossimi anni. A fronteggiarsi non sono semplicemente degli schieramenti contrapposti, ma dei modi di vedere, praticare la politica del tutto differenti.  E questo lo si vede da alcuni fatti di cronaca recente.uno riguarda noi da vicino, che denunciammo lo scempio compiuto l’anno scorso, quel fenomeno che la stampa ha chiamato “manifesto selvaggio”: manifesti dappertutto, a discapito di una città stufa ed indignata che aspettava paziente la fine delle elezioni, e che si sta ripresentando ancora oggi, visto che non sono stati disposti gli spazi pubblici per i manifesti, come in ogni altra città civile. L’altro fatto riguarda l’assessore al lavoro regionale, Formica, che qualche giorno fa ha sbloccato 250 milioni di euro per finanziare enti di formazione, che sono vicini a tutti i partiti di governo regionale (udc, An, Forza Italia, Mpa).  Forse, per vedere sbloccati dei finanziamenti, bisogna aspettare sempre le elezioni! Forse dovremmo proporre a questi politici di fare elezioni più spesso. Peccato  che invece di pensare alla formazione ed all’inserimento lavorativo vero, si pensa ad accontentare gli amici, che gestiranno queste entrate e formeranno codazzi di clientele e voti. È tempo di bilanci a Barcellona. È tempo di bilanci per quanto riguarda la gestione familiare che si è imposta in questi anni in questo comprensorio; per quanto tempo Barcellona ha avuto il suo “senatore”? E cosa ne ha goduto la Città, i Barcellonesi di ciò? Vorrei citare solo un dato: Barcellona è passata nel giro di cinque anni da 50 mila abitanti a 41 mila: sono tutti fuggiti dalla “città delle meraviglie” illustrata nel libretto del sindaco alle scorse elezioni? Ora si dice, “Barcellona vuole il suo deputato regionale”, come c’è scritto sui cassonetti: io aggiungerei “lo vuole senza precedenti penali”.  Infine vorrei dire una cosa sui giovani: ci si riempie spesso la bocca dei giovani, che bisogna dare spazio ai giovani; poi però, se qualche giovane vuole impegnarsi sul serio, fare politica sul territorio, viene “smontato” proprio perché giovane! Forse, gli unici giovani che vanno a genio, sono quelli che non hanno il problema del lavoro e di pagarsi le tasse universitarie, i libri e tutto il resto, i figli di papà; i diretti eredi di questa classe dirigente nostrana. 

Contro tutto questo noi continueremo a batterci.

——————————————

Comizio di Lucano Accetta che non si è potuto realizzare a causa di problemi “tecnici”. Questo è quanto Luciano aveva in mente di dire: mi sembra corretto nei suoi confronti far circolare ugualmente il suo pensiero.

Converti in pdf

Dopo Fausto Bertinotti, è la volta di Franco Giordano a Messina…Comizio in Piazza Cairoli, alle ore 11:00 insieme al segretario Provinciale Filippo Giunta, candidato alla Regione Sicilia nelle liste de “la Sinistra, l’Arcobaleno”…

Non mancare…

 

“La questione morale è anche questo: un comportamento di coerenza e un impegno per creare un altro tipo di sistema che chiuda gli spazi a politici opportunisti e trasformisti. Politici, che una volta arrivati al potere, non hanno interesse a chiudere i rubinetti del clientelismo”.

Filippo Giunta

Converti in pdf

«Il vero cancro, il vero centro degli affari, in Sicilia, è dentro Palazzo dei Normanni». Così Filippo Giunta, candidato alla Regionali per la Sinistra Arcobaleno, esordisce in una serie di considerazioni sulle elezioni e sui contenuti da portare avanti. «Quando noi della “Sinistra Arcobaleno” parliamo di sanità o di altri settori di interesse pubblico, diciamo fuori la politica dagli ospedali. Ed ancora, fuori la politica dalla gestione degli ATO. Bisogna sciogliere tutti gli enti inutili.
«In questa tornata elettorale - prosegue Giunta - siamo di fronte ad una contraddizione che gli elettori, con il loro voto, devono necessariamente risolvere. Veltroni, alle elezioni politiche, è alleato con Di Pietro e con il Partito Radicale della Bonino e di Pannella. Ha scelto volutamente di non allearsi con la “Sinistra Arcobaleno”. Eppure, in Sicilia, siamo alleati con il Partito Democratico. La candidata alla presidenza della Regione Anna Finocchiaro ha voluto questa alleanza con la Sinistra e con Rita Borsellino. Se la Finocchiaro sarà in grado di rompere certi meccanismi affaristico-clientelari è perché c’è una forza coesa, che ha le carte in regole nella lotta contro i poteri mafiosi e criminali, che è la “Sinistra Arcobaleno”. Posso dire con dati di fatto, e vorrei che ciò venisse smentito, che il Partito della Rifondazione Comunista, in provincia di Messina, è stato quello che ha condotto con maggiore coerenza la lotta contro le clientele e contro la cattiva amministrazione. Aggiungo che segnali inquietanti arrivano nei confronti dei nostri dirigenti locali. Mi riferisco alla recente aggressione al Circolo di Giardini Naxos. Così come qualche mese addietro, nel Comune di Naso, l’aggressione al compagno Maurizio Fazio».
La priorità per la Sinistra Arcobaleno «è spezzare i carrozzoni inutili. Bisogna necessariamente fare uscire la politica da tutti i settori della società. Senza questi interventi, ritengo non ci possa essere alcuna prospettiva di sviluppo e di occupazione». Poi Giunta affronta la cosiddetta “questione morale”: «Per quanto mi riguarda, a prescindere dal voto del 13-14 aprile, ritengo che si possa svolgere un ruolo positivo, pur stando alla opposizione. Perché una opposizione seria e coerente diventa un pilastro per la democrazia e per il funzionamento dell’attività amministrativa.
La questione morale è anche questo: un comportamento di coerenza e un impegno per creare un altro tipo di sistema che chiuda gli spazi a politici opportunisti e trasformisti. Politici, che una volta arrivati al potere, non hanno interesse a chiudere i rubinetti del clientelismo e a sciogliere enti inutili. Anzi proprio questi enti inutili servono ad alimentare il loro potere».
«Autorevoli politologi - continua Giunta - dicono che c’è il rischio concreto di un accordo tra Veltroni e Berlusconi. Ed io ci credo. Anzitutto, abbiamo assistito alla corsa, sia del Pd che del Pdl, alla sponsorizzazione degli industriali. Non si sa chi è più fascista tra Ciarrapico (Pdl) e Calearo (Pd). Comunque, si registra questo spostamento a destra del Partito Democratico. O quantomeno a destra perché Veltroni ha voluto prendere le distanze dalla Sinistra». Per questo, secondo il candidato della Sinistra Arcobaleno, «è venuto il momento di fare una scelta di parte» e «il 13-14 aprile si impone un voto a favore della “Sinistra Arcobaleno” per uscire da una certa confusione».
La conclusione Giunta la riserva ai legami tra mafia e politica: «Provo disagio a commentare la candidatura di Totò Cuffaro, capolista al Senato nell’Udc. In Sicilia mi pare di capire che chi collude con la mafia fa carriera politica. Certamente non possiamo mettere sullo stesso piano uomini politici che hanno rischiato la vita con chi collude con la mafia. Noi della “Sinistra Arcobaleno” dobbiamo dare un esempio. Lo dobbiamo dare soprattutto ai giovani, ancorché ai lavoratori, a chi non arriva a fine mese, a chi non riesce a pagare le bollette del telefono, della luce, dell’acqua, del gas». Nell’ambito di una “operazione trasparenza”, Giunta rende pubblica la sua dichiarazione dei redditi: «Dichiaro pubblicamente che il mio reddito proviene dall’attiva scolastica (circa 1500 €uro). Non ho società per azioni, cooperative o altre fonti di reddito. In ogni caso metto a disposizione di chiunque, anche di un alto funzionario, l’accesso alla mia situazione patrimoniale. Estesa anche ai conti bancari. Sarebbe opportuno che altri candidati, in questa campagna elettorale, dichiarassero se ci sono di mezzo cooperative o altri proventi. Anche da qui passa la questione morale».

 

Tratta dal sito www.rifondazionemessina.it

 

Converti in pdf

FRANCESCO MANCUSO–
Continua la guerra delle cifre. I sondaggi impazzano. Secondo alcuni Berlusconi ha una corazzata imbattibile, vincerebbe anche in Russia, alle presidenziali contro Putin. Altri sono possibilisti, Veltroni è indietro ma il vantaggio si assottiglia sempre più. Si lamentano i partitini, che stando sotto l’uno per cento, spesso e volentieri vengono inseriti in quella “odiosa” voce: altri. Si lamentano perché vorrebbero che perfino i sondaggi rispettassero la par condicio, “dobbiamo essere citati anche noi”, chiedono ad un seccato Renato Mannheimer, che già ha il suo bel da fare con gli ospiti di Vespa. Proprio di questo si è lamentato nella puntata di ieri il sondaggista di ‘Porta a Porta’, alla quale ha partecipato anche il candidato premier della Sinistra – Arcobaleno, Fausto Bertinotti. Tutto questo discutere su cifre verosimili, alla fine, qualcosa di concludente lo ha portato. Ieri è passato un messaggio ben preciso: che , a prescindere dai sondaggi, l’unico modo per togliere i senatori al Pdl di Berlusconi è votare al Senato per la Sinistra Arcobaleno, come ha precisato lo stesso Bertinotti. Il superamento della soglia dell’otto per cento su base regionale, consentirebbe alla Sinistra di conquistare seggi al Senato, ma il dato, quello importante, che ciascun elettore con il cuore a sinistra dovrebbe tenere presente, è che i seggi tolti al Cavaliere, potrebbero rendere impossibile la vittoria al Senato della coalizione delle destre con la Lega. Dunque, come sostiene lo stesso Bertinotti “l’appello al ‘voto utile’ al Pd per arginare la destra è un imbroglio”. “Noi abbiamo rispettato la scelta del Pd di andare da solo – ricorda Bertinotti - ma allora il confronto sia sui programmi e non un tentativo distorto di annientare la sinistra”. Ribadendo che “il vero voto utile è un voto per la Sinistra Arcobaleno: un voto per la sinistra - ha sottolineato - sarebbe in grado anche, successivamente, di condizionare le scelte del Pd e spostarne il baricentro più a sinistra”.
Facciamo un esempio chiaro ed esplicativo: l’Emilia Romagna. Se la Sinistra – Arcobaleno resterà sotto la soglia dell’8 per cento, Pdl più Lega Nord conquisteranno nove senatori. Ma se, invece, si superasse la soglia di sbarramento dell’8 per cento, i seggi per il centrodestra sarebbero sette, due in meno. Persino l’ultimo sondaggio di Crespi Ricerche, non certo vicino alla sinistra, dice chiaramente che la formazione di Fausto Bertinotti potrebbe superare lo sbarramento necessario per entrare a palazzo Madama, proprio in Emilia Romagna. E i seggi non li sottrarrebbe al Pd, che avrebbe il premio di maggioranza regionale, ma, appunto, al Pdl.

26/03/2008

Tratto dal sito www.rossodisera.info

Converti in pdf
By Carmelo | Marzo 25, 2008 - 4:52 pm - Categorie: favole, Ottobre Rosso,