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15/05/2008 |
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Il Pdci con Ansaldo Patti, la soddisfazione del candidato sindaco «Mi dispiace di non avere il contributo e la partecipazione di Sinistra Democratica e dei Verdi» Una candidatura che ha messo d’accordo, finalmente, tutta la sinistra messinese. La corsa a sindaco di Ansaldo Patti si è arricchita ufficialmente del contributo del Pdci, e stamani proprio Ansaldo Patti ha voluto comunicare la sua soddisfazione: «Esprimo pubblicamente il mio compiacimento – si legge in una nota - e il mio apprezzamento per la decisione del Partito dei Comunisti Italiani di concorrere nella lista per il Consiglio comunale con la mia candidatura a sindaco, unitamente a Rifondazione Comunista, al Comitato Pendolari dello Stretto, ai Verdi Ecologisti e alla Autonomie Locali, rafforzando una coalizione che intende non solo attivamente partecipare alla battaglia elettorale, ma che intende altresì costruire un nucleo fatto di partiti e movimenti che anche e a Messina sia in grado di portare avanti le istanze dei cittadini messinesi e più complessivamente di chi fa parte del popolo della sinistra». «Mi dispiace solo – prosegue Ansaldo Patti – che non si sia riusciti ad avere anche il contributo e la partecipazione di Sinistra Democratica e dei Verdi. Ma si sa che in politica c’è sempre il tempo e il modo per incontrarsi sulle cose da fare e sui modi per incalzare chi gestisce e amministra il potere». |
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Giorni caldi questi ultimi al consiglio comunale di Barcellona, dove si sta per eleggere il difensore civico. Secondo gli ultimi pronostici, e le ultime votazioni, la maggioranza consiliare sarebbe orientata a concentrare i voti sull’avvocato Domenico Floramo, in quota Partito Democratico. Domenico Floramo, si penserà, come espressione dell’opposizione alla gestione Nania. Ma Orazio Calamuneri, che amici di partito ed avversari (spesso le due cose coincidono) lo accusano di diversi difetti, tranne quello di dire le cose come stanno, ha steso un documento in cui si denuncia che il difensore civico “in quota” dell’opposizione è stato deciso a tavolino dall’On. Rinaldi, su cui aleggia da sempre l’ombra del potente parente, quel Francantonio Genovese che decide anche fuori dalla “sua” Messina. L’on. Rinaldi, in accordo coi Nania, da quanto si evince dal documento di Calamuneri, si sarebbe accordato, senza nenache consultare (non si dice la base, visto che il partito democratico è un partito “moderno”, e non perde tempo con tesserati, simpatizzanti, e semplici militanti…) i consiglieri di opposizione che oggi fanno parte del Pd. Questo è un segnale da parte di chi fa politica come baratto di posti, contrattazione diretta per il potere, senza intaccare minimamente lo stato di cose.Per loro gli elettori sono solo “carne da voto”, da consultare solo per le scadenze elettorali, la trasparenza una barzelletta da raccontare ai più. Ma cos’è il partito democratico di Barcellona? una “succursale” del partito di Messina?e, domanda ancora più inquietante, chi farà opposizione alla giunta Nania, se si preferiscono gli accordi, le convergenze, la spartizione dei posti, a discapito di tutto il resto?
Pubblichiamo il comunicato dei compagni del Pdci di Messina, a proposito della commemorazione di ieri nella città dello stretto.
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25 Aprile. Invito ad ammainare la bandiera comunista, richiesta di documenti di riconoscimento e perquisizioni ai compagni da parte delle forze dell’ordine
La cerimonia di commemorazione della liberazione d’Italia dal nazifascismo, che si è svolta oggi 25 Aprile 2008 davanti al Municipio di Messina,è stata appannata, oltre che dalla svogliata partecipazione di cittadini ed istituzioni, anche da un atteggiamento della DIGOS e dalle forze dell’ordine che potrebbe far pensare a disposizioni e prospettive antidemocratiche del nascente governo di destra.
L’invito ad ammainare la bandiera comunista, ma anche – cosa a nostro avviso più grave- il fermo con la richiesta di documenti di riconoscimento e la perquisizione dei compagni che pacificamente distribuivano volantini, sono comportamenti discretamente intimidatori nei confronti dei militanti comunisti – unica componente politica presente alla manifestazione con proprie bandiere – e li riteniamo inaccettabili e funzionali allo svuotamento di significato della Resistenza partigiana e dei suoi valori, che molti a Messina e nel Paese vorrebbero dimenticare o sotterrare sotto una coltre di ignoranza e disinformazione.
I Comunisti Messinesi presidieranno democraticamente quella memoria e quei valori per arginare la marea montante di autoritarismo ed anticomunismo, e per difendere la costituzione e la democrazia nata dall’antifascismo.
Come avete vissuto le elezioni 2008? avete notato qualcosa che non vi è piaciuto, qualcosa di irregolare, qualche forzatura? conoscete gente “costretta” a votare qualcuno perchè altrimenti perdeva il posto di lavoro? Avete notato gente strana muoversi per i seggi? oppure conoscete gente che ha votato qualcuno perchè gli aveva promesso il lavoro, favori e cose così? raccontateci le vostre storie, anche in forma anonima, di come si svolgono le elezioni a barcellona pg, e non solo.
Vorrei fare questa riflessione, ancora scioccato dal risultato elettorale che ho di fronte. Per la prima volta nella storia della Repubblica, non ci saranno i comunisti in parlamento. Due partiti, hanno totalizzato insieme l’80% dei voti. L’Udc entra alla camera con 34 deputati. La Destra totalizza il 2,4%. E noi, che abbiamo unito 4 partiti, nella speranza di un buon risultato, ci ritroviamo adesso fuori dal parlamento, senza neanche un rappresentante. Non va neanche meglio in Sicilia, dove la nostra lista si è fermata poco sopra il 3%, la Finocchiaro al 31, e nuovo presidente di regione è Raffaele Lombardo, gemello siamese di Cuffaro. Evidentemente, c’è da ricominciare tutto da capo. Ma proprio tutto. Qui bisogna fare una sorta di azzeramento, ripartire proprio dall’assunzione di responsabilità di chi ci ha condotto in questa situazione, e fare contemporaneamente una seria analisi di quello che è successo in questi due anni, dove Rifondazione Comunista è passata dal suo “Solo” 7.5% al senato allo striminzito 3.1% di oggi, insieme alle altre forze della sinistra. Cosa si è sbagliato?chi si assumerà la responsabilità del tracollo? e chi, soprattutto, si assumerà il compito ingrato di ricostruire?Come nelle migliori tradizioni, infatti, la nostra parte politica contempla elementi che gioiscono delle vittorie e scanzano le sconfitte. “abbiamo vinto - avete perso”, insomma. E non è un gran guadagno per l’analisi politica. intanto, però, proviamo a ricostruire una Nuova Rifondazione…
In concomitanza con la visita a Terme Vigliatore dell’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, candidato alla regione Sicilia nella lista “la Sinistra - l’Arcobaleno” Filippo Giunta, facendosi interprete dello stato di esasperazione degli abitanti del Comune, in particolare della frazione San Biagio, dove quotidianamente si rischia la vita a causa di una viabilità realizzata illegalmente, ha deciso di organizzare una forma di protesta al fine di segnalare, ancora una volta, l’inerzia di tutte le Istituzioni competenti, considerato che a nulla sono servite interrogazioni parlamentari, petizioni popolari e denunce alla procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto.
La presenza di Cuffaro in questo territorio viene considerata incompatibile rispetto alla crisi istituzionale in cui versa il Comune di Terme Vigliatore, commissariato dal 2001.
L’obiettivo principale ed esclusivo di una simile forma di protesta estrema è quello di tutelare il superiore interesse collettivo della comunità (la vita, la sicurezza) richiamando l’attenzione delle autorità istituzionali preposte a tutelare la sicurezza dei cittadini, il territorio e a far rispettare le leggi.
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8/4/2008 |
Dopo Fausto Bertinotti, è la volta di Franco Giordano a Messina…Comizio in Piazza Cairoli, alle ore 11:00 insieme al segretario Provinciale Filippo Giunta, candidato alla Regione Sicilia nelle liste de “la Sinistra, l’Arcobaleno”…
Non mancare…
“La questione morale è anche questo: un comportamento di coerenza e un impegno per creare un altro tipo di sistema che chiuda gli spazi a politici opportunisti e trasformisti. Politici, che una volta arrivati al potere, non hanno interesse a chiudere i rubinetti del clientelismo”.
Filippo Giunta
«Il vero cancro, il vero centro degli affari, in Sicilia, è dentro Palazzo dei Normanni». Così Filippo Giunta, candidato alla Regionali per la Sinistra Arcobaleno, esordisce in una serie di considerazioni sulle elezioni e sui contenuti da portare avanti. «Quando noi della “Sinistra Arcobaleno” parliamo di sanità o di altri settori di interesse pubblico, diciamo fuori la politica dagli ospedali. Ed ancora, fuori la politica dalla gestione degli ATO. Bisogna sciogliere tutti gli enti inutili.
«In questa tornata elettorale - prosegue Giunta - siamo di fronte ad una contraddizione che gli elettori, con il loro voto, devono necessariamente risolvere. Veltroni, alle elezioni politiche, è alleato con Di Pietro e con il Partito Radicale della Bonino e di Pannella. Ha scelto volutamente di non allearsi con la “Sinistra Arcobaleno”. Eppure, in Sicilia, siamo alleati con il Partito Democratico. La candidata alla presidenza della Regione Anna Finocchiaro ha voluto questa alleanza con la Sinistra e con Rita Borsellino. Se la Finocchiaro sarà in grado di rompere certi meccanismi affaristico-clientelari è perché c’è una forza coesa, che ha le carte in regole nella lotta contro i poteri mafiosi e criminali, che è la “Sinistra Arcobaleno”. Posso dire con dati di fatto, e vorrei che ciò venisse smentito, che il Partito della Rifondazione Comunista, in provincia di Messina, è stato quello che ha condotto con maggiore coerenza la lotta contro le clientele e contro la cattiva amministrazione. Aggiungo che segnali inquietanti arrivano nei confronti dei nostri dirigenti locali. Mi riferisco alla recente aggressione al Circolo di Giardini Naxos. Così come qualche mese addietro, nel Comune di Naso, l’aggressione al compagno Maurizio Fazio».
La priorità per la Sinistra Arcobaleno «è spezzare i carrozzoni inutili. Bisogna necessariamente fare uscire la politica da tutti i settori della società. Senza questi interventi, ritengo non ci possa essere alcuna prospettiva di sviluppo e di occupazione». Poi Giunta affronta la cosiddetta “questione morale”: «Per quanto mi riguarda, a prescindere dal voto del 13-14 aprile, ritengo che si possa svolgere un ruolo positivo, pur stando alla opposizione. Perché una opposizione seria e coerente diventa un pilastro per la democrazia e per il funzionamento dell’attività amministrativa.
La questione morale è anche questo: un comportamento di coerenza e un impegno per creare un altro tipo di sistema che chiuda gli spazi a politici opportunisti e trasformisti. Politici, che una volta arrivati al potere, non hanno interesse a chiudere i rubinetti del clientelismo e a sciogliere enti inutili. Anzi proprio questi enti inutili servono ad alimentare il loro potere».
«Autorevoli politologi - continua Giunta - dicono che c’è il rischio concreto di un accordo tra Veltroni e Berlusconi. Ed io ci credo. Anzitutto, abbiamo assistito alla corsa, sia del Pd che del Pdl, alla sponsorizzazione degli industriali. Non si sa chi è più fascista tra Ciarrapico (Pdl) e Calearo (Pd). Comunque, si registra questo spostamento a destra del Partito Democratico. O quantomeno a destra perché Veltroni ha voluto prendere le distanze dalla Sinistra». Per questo, secondo il candidato della Sinistra Arcobaleno, «è venuto il momento di fare una scelta di parte» e «il 13-14 aprile si impone un voto a favore della “Sinistra Arcobaleno” per uscire da una certa confusione».
La conclusione Giunta la riserva ai legami tra mafia e politica: «Provo disagio a commentare la candidatura di Totò Cuffaro, capolista al Senato nell’Udc. In Sicilia mi pare di capire che chi collude con la mafia fa carriera politica. Certamente non possiamo mettere sullo stesso piano uomini politici che hanno rischiato la vita con chi collude con la mafia. Noi della “Sinistra Arcobaleno” dobbiamo dare un esempio. Lo dobbiamo dare soprattutto ai giovani, ancorché ai lavoratori, a chi non arriva a fine mese, a chi non riesce a pagare le bollette del telefono, della luce, dell’acqua, del gas». Nell’ambito di una “operazione trasparenza”, Giunta rende pubblica la sua dichiarazione dei redditi: «Dichiaro pubblicamente che il mio reddito proviene dall’attiva scolastica (circa 1500 €uro). Non ho società per azioni, cooperative o altre fonti di reddito. In ogni caso metto a disposizione di chiunque, anche di un alto funzionario, l’accesso alla mia situazione patrimoniale. Estesa anche ai conti bancari. Sarebbe opportuno che altri candidati, in questa campagna elettorale, dichiarassero se ci sono di mezzo cooperative o altri proventi. Anche da qui passa la questione morale».
Tratta dal sito www.rifondazionemessina.it
Pubblichiamo un post apparso sul multiblog siculo “i siciliani” (www.siciliani.splinder.com) su peppino buzzanca, risalente al 2006.
Vado in giro in moto in una delle giornate più belle che questo periodo primaverile possa regalarci e scorgo da sotto la visiera del casco le faccione dei politici nostrani candidati alla Regione, in vista delle elezioni che si terranno il 28 maggio p.v.
Uno in particolare mi colpisce e mi fa pensare, ovvero il mio compaesano Peppino Buzzanca (nel riquadro). Non sapete chi è Peppino Buzzanca? Piccola cronostoria della vicenda che lo ha interessato nel recente passato politico:
7 agosto 1995 Giuseppe Buzzanca, dietologo, amico e commilitone prima nel Msi e poi in An del compaesano Domenico Nania, pure lui di Barcellona Pozzo di Gotto, eletto dalla destra alla presidenza della Provincia di Messina, si fa accompagnare dall’autista di servizio, come dicevamo con moglie e bagagli, dalla sua città fino in Puglia (quattrocentocinquanta chilometri) per imbarcarsi su una nave di lusso per una navigazione di porto in porto nel Mediterraneo: «Ci vediamo al ritorno». «Buona vacanza, signor presidente». Un piacerino come tanti altri, pensa il presidente. Ma sì, ha letto da qualche parte che quel bacchettone moralista di Silvius Magnago ha rinunciato all’auto blu (cui aveva diritto) appena smesso di fare il presidente della Provincia di Bolzano e della Svp per tornare al volante, lui, a 78 anni e con una gamba sola. E sa che il suo partito, nei decenni d’opposizione prima di entrare nelle stanze dei bottoni, faceva l’iradiddio contro l’abuso delle macchine di servizio. Ma che sarà mai un piacerino… Macché: lo denunciano e lo condannano (…). Ma Buzzanca è un osso duro. E dà inizio a una accanitissima battaglia di ricorsi e controricorsi, commi e cavilli, per restare imbullonato al suo trono presidenziale e non pregiudicare il trasloco su quello di sindaco di Messina. Trasloco già concordato col primo cittadino uscente, il forzista Salvatore Leonardi: tu dai la tua poltrona a me, io do la mia poltrona a te. Le opposizione gridano allo scandalo, dicono che non è il caso che la Casa delle Libertà candidi a guidare Messina alle elezioni del 25 maggio 2003 un uomo già condannato per peculato d’uso in primo e in secondo grado (…). L’articolo 59 del Testo unico dell’ordinamento degli enti locali infatti non lascia spazio a equivoci: “Non possono essere candidati alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali e non possono comunque ricoprire le cariche di presidente della Provincia, sindaco, assessore e consigliere” coloro che “hanno riportato condanna definitiva per i delitti previsti dagli articoli 314 (peculato)…”. Chiaro? Eh no, dicono gli amici di Peppino: la sentenza dev’esser appunto definitiva! E lo candidano lo stesso. Ma non basta. Per andare sul velluto, il nostro Buzzanca come ultimo atto lancia un fantastico bando di concorso per assumere alla Provincia centocinquanta persone. E i soldi? Bah… E il patto di stabilità? Bah… E gli appelli del governo a non fare nuove assunzioni? Bah… Venticinquemila sono i giovani che fanno la domanda. Per scoprire, subito dopo le elezioni che premiano sia Buzzanca in Comune sia Leonardi alla Provincia, che era una truffa: non ci sono soldi, concorsi annullati (…). Verdetto in Cassazione: condanna confermata. Che fa Buzzanca: se ne va? Macché: ricorre contro la rimozione (…). A novembre finalmente il sindaco, dichiarato decaduto, viene rimosso e deve lasciare il posto al commissario. E’ finita? Macché: ricorre contro la rimozione in Cassazione (…). Consulto nella Casa delle Libertà: che fare? Idea: se la legge dà fastidio, si cambia. Detto fatto, al primo Consiglio dei ministri utile, giovedì scorso, la nuova regoletta è pronta: ineleggibilità e decadenza valgono solo per il “peculato di appropriazione” (quando ti impossessi di una cosa per sempre) e non per il “peculato d’uso” costato caro al sindaco messinese!
e questa persona continua a candidarsi????
Si narra che un giorno qualcuno disse ad Aristotele che la filosofia era inutile, che non serviva a nulla; il filosofo macedone per risposta prese un foglio ed invitò il proprio interlocutore a scrivere il perchè la filosofia fosse inutile. Il risultato fu che l’interlocutore usò l’argomentare filosofico per descrivere l’inutilità della filosofia.
Eccoci qua, allora, a raccontare di gente che predica bene e razzola male. Si diceva quant’erano brutti i partiti, perchè c’erano delle candidature scelte dall’alto e, un mio amico vicino ai meetup di Messina criticava la scelta di presentare una lista per le regionali Degli “Amici” di Beppe Grillo e, soprattuto mi diceva di come Nessuno abbia avuto voce in capitolo per la scelta della candidata alla presidenza della regione. Nessuno, a parte L’Imperatore Beppe, che ha controllato la lista ed ha dato mandato ai suoi proseliti di crescere e moltiplicarsi, elettoralmente, così come ordinato. Ma si sa, i partiti tradizionali sono lo schifo peggiore, irriformabili, quindi meglio affidarsi ai pochi illuminati che possono guidarci verso nuovi orizzonti. E cosa c’è di meglio di un bollino di garanzia? un bollino, si sa, è la garanzia migliore della qualità di una lista: lo diceva anche la pubblicità, che le banane migliori sono quelle col bollino blù, e noi siamo sempre più Repubblica delle banane e sempre più bisognosi di bollini. E così la Carismatica è diventata la candidata di quel movimento del “vaffanculo tutti”o vaffa day che ha rappresentato il culmine dell’antipolitica nazionale: tutti insieme, tutti uguali, destra e sinistra, mangiano e “rubbano” alla stessa maniera, come dice un macellaio di mia conoscenza che poi arrotondava a suo favore il prezzo della carne, facendomi pensare a come sarebbe stato il parlamento con gente di questo tipo. tutti uguali, quindi, fino a quando i paladini della giustizia della legalità e della libertà, che preferiscono i salotti alle strade, hanno deciso di scendere in campo. Finalmente, ho pensato, non ci saranno solo passerelle parolaie ogni 8 di Gennaio, con rispettivo codazzo di “sepolcri imbiancati” pronti a spalare merda sul lavoro di questo e di quello, con il retrogusto amaro del “barcellona fa schifo” detto da uno dei relatori che quesa città l’ha solo vista dal finestrino della propria auto. Probabilemnte questa città non è il massimo, lo denunciamo da tempo, mi pare, però le chiacchere non spostano le montagne, e non migliorano manco un paese che ne ha seriamente bisogno. Dopo ogni cerimonia, la “banda della verità” sparisce, lasciando noi poveri abitanti antimafiosi a parlare di antimafia mentre i boss si prendono un caffè vicino a noi. Forse, chi parla di determinate cose, dovrebbe vivere in quei territori ed agire, o tentare di farlo concretamente, “rischiando” come fanno tutti i cittadini normali, attraverso una prassi che non si fermi alle commemorazioni, ma ad un tipo di antimafia sociale che dura per tutto l’anno.
Chi siamo
Rifondazione Comunista
circolo "Ottobre Rosso"
Barcellona Pozzo di Gotto (ME)
vicolo I Mandanici, 4
tel.: 3489028462
