By Carmelo | Maggio 7, 2008 - 7:55 pm - Categorie: comunicati stampa, educazione civica, Rifondazione, commemorazioni, mafia, lavoro, delinquenza, politica locale
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By Carmelo | Aprile 20, 2008 - 2:46 pm - Categorie: Elezioni Regionali, Ottobre Rosso, Elezioni 2008, Rifondazione, fascismo, educazione civica, cronaca, delinquenza, le meraviglie di barcellona pozzo di gotto, mafia, eroi, comunicati stampa, politica locale
è successo di nuovo. Nella nottata di ieri, mani ignote hanno imbrattato le mura ed il portone della sede del circolo di Rifondazione Comunista ”Ottobre Rosso” di Barcellona pg, con le infami scritte inneggianti il duce ed il nazismo, con una evidente croce uncinata sul portone. Forse, gli autori di tale gesto volevano dimostrare che questo territorio è “loro”, che non c’è spazio per una forza che stona con il servilismo e lo squallore dilagante del panorama politico barcellonese. Forse qualcuno se l’è presa a male per via del “manifesto selvaggio” da noi denunciato, per il fatto che durante i comizi facciamo i nomi ed i cognomi, che vogliamo trasparenza quando invece il torbido agisce nell’oscurità, e nell’oscurità colpisce. Non è il primo caso di scritte vandaliche apposte alla nostra sede, e non è la prima volta che una sede di Rifondazione viene colpita da mani infami nella provincia di Messina: i casi di Naso, con relative auto incendiate, e di giardini Naxos, con una sede del partito devastata, ed ultimo un ordigno artigianale fatto con la batteria di un cellulare di fronte la sede del già citato circolo fanno capire come ci sia qualcuno che dello scontro fisico, del clima di terrore voglia fare la sua strategia politica verso gli avversari. Ovvio che noi non accetiamo questo tipo di scontro, che rigettiamo sdegnatamente al mittente di tali gesti; la nostra battaglia politica sarà la civiltà ed il lavoro alla luce del sole, e continueremo a batterci sapendo che molti cittadini onesti e civili ci appoggeranno.
By Carmelo | Aprile 10, 2008 - 1:45 pm - Categorie: fuoco, cronaca, turismo, mafia, violenza domestica, delinquenza, inquinamento, le meraviglie di barcellona pozzo di gotto
OPERAZIONE “VIVAIO”: SMANTELLATO IL CLAN DEI “MAZZARROTI”
L’operazione antimafia “Vivaio” condotta dai Carabinieri nelle province di Messina, Catania ed Ancona, ha portato all’arresto di 15 persone. Una trentina di indagati a piede libero per associazione mafiosa, estorsione e danneggiamenti.
Nelle prime ore di questa mattina i Carabinieri hanno messo a segno l’operazione Vivaio.
Eseguite, nelle province di Messina, Catania ed Ancona, 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere e una ai domiciliari, emesse dal Gip del Tribunale di Messina Alfredo Sicuro, su richiesta della Procura distrettuale antimafia, per associazione mafiosa, estorsioni, danneggiamenti, detenzione illegale di armi ed altri reati. Altre 30 persone sono indagate a piede libero, fra cui anche alcuni amministratori e personaggi interni alle Istituzioni.Le indagini condotte dal R.O.S. hanno documentato le infiltrazioni di un gruppo criminale affiliato alla famiglia mafiosa di Barcellona negli appalti pubblici del messinese, tra i quali i lavori per la metanizzazione dei Nebrodi ed il raddoppio feroviario della tratta Messina-Palermo.
Tra gli interessi illeciti del sodalizio anche l’indotto relativo alla gestione delle due discariche più importanti dell’area, che smaltiscono i rifiuti solidi urbani e speciali dell’intera provincia.
A tal proprosito, l’infiltrazione mafiosa avrebbe riguardato soprattutto la gestione delle discariche. Fra le altre attività controllate dai capiclan Tindaro Calabrese e Carmelo Salvatore Trifirò, subentrati al precedente boss Carmelo Bisognano, in carcere dal 2003, anche appalti relativi ai lavori di ripristino della galleria di Valdina sulla tratta ferroviaria ed autostradale Messina Palermo, all’installazione delle fibre ottiche in molti comuni della provincia ed allo smaltimento di rifiuti speciali, derivanti dalla lavorazione degli agrumi.
I “mazzarroti” incassavano i soldi erogati per lo smaltimento per poi gettare altrove i rifiuti o, in alternativa, rivenderli spacciandoli per fertilizzante.
Calabrese e Trifirò, approfittando della permanenza in carcere di Bisognano, avevano tentato di sostituirsi a lui nel controllo degli appalti di numerose opere pubbliche. Per farlo avevano anche chiesto l’aiuto del clan catanese dei Santapaola.
Fra gli atti intimidatori messi a segno dal nuovo clan, rientrerebbero anche le 7 betoniere bruciate, appartenenti alla società “Mediterranea Costruzioni srl”, impegnata nei lavori sulla Messina-Palermo. Collegato con i traffici di Trifirò e Calabrese, secondo gli inquirenti, anche l’omicidio dell’impreditore Antonino Rottino il 22 agosto 2007.
Ecco l’elenco degli arrestati: Carmelo Bisognano, 42 anni di Mazzarrà Sant’Andrea; Santi Bonanno, imprenditore 42enne di Furnari; Tindaro Calabrese, 34 anni di Novara di Sicilia; Agostino Campisi 46enne di Patti; Alfio Giuseppe Castro, imprenditore 54enne di Acireale; Zamir Dajcaj, albanese di 37 anni; Enrico Fumia, 42enne di Mazzarrà Sant’Andrea; Enzo Marti, 47enne di Osimo, in provincia di Ancona; Roberto Martorana, 37enne di Mazzarrà Sant’Andrea; Aldo Nicola Munafò, 38 anni di Tripi; Vincenzo Munafò, 39 anni di Falcone; Michele Rotella, imprenditore 67enne di Barcellona; Stefano Rottino, 36 anni di Mazzarrà Sant’Andrea; Nunziato Siracusa, 38enne di Terme Vigliatore e Carmelo Salvatore Trifirò, imprenditore di 36 anni di Barcellona.
Tratto dal sito www.normanno.com
By Carmelo | Marzo 16, 2008 - 7:09 pm - Categorie: magia, fuoco, messina, cronaca, favole, educazione civica, comunicati stampa, eroi, le meraviglie di barcellona pozzo di gotto, comizi, delinquenza, furti, acqua, mafia, politica locale
Si narra che un giorno qualcuno disse ad Aristotele che la filosofia era inutile, che non serviva a nulla; il filosofo macedone per risposta prese un foglio ed invitò il proprio interlocutore a scrivere il perchè la filosofia fosse inutile. Il risultato fu che l’interlocutore usò l’argomentare filosofico per descrivere l’inutilità della filosofia.
Eccoci qua, allora, a raccontare di gente che predica bene e razzola male. Si diceva quant’erano brutti i partiti, perchè c’erano delle candidature scelte dall’alto e, un mio amico vicino ai meetup di Messina criticava la scelta di presentare una lista per le regionali Degli “Amici” di Beppe Grillo e, soprattuto mi diceva di come Nessuno abbia avuto voce in capitolo per la scelta della candidata alla presidenza della regione. Nessuno, a parte L’Imperatore Beppe, che ha controllato la lista ed ha dato mandato ai suoi proseliti di crescere e moltiplicarsi, elettoralmente, così come ordinato. Ma si sa, i partiti tradizionali sono lo schifo peggiore, irriformabili, quindi meglio affidarsi ai pochi illuminati che possono guidarci verso nuovi orizzonti. E cosa c’è di meglio di un bollino di garanzia? un bollino, si sa, è la garanzia migliore della qualità di una lista: lo diceva anche la pubblicità, che le banane migliori sono quelle col bollino blù, e noi siamo sempre più Repubblica delle banane e sempre più bisognosi di bollini. E così la Carismatica è diventata la candidata di quel movimento del “vaffanculo tutti”o vaffa day che ha rappresentato il culmine dell’antipolitica nazionale: tutti insieme, tutti uguali, destra e sinistra, mangiano e “rubbano” alla stessa maniera, come dice un macellaio di mia conoscenza che poi arrotondava a suo favore il prezzo della carne, facendomi pensare a come sarebbe stato il parlamento con gente di questo tipo. tutti uguali, quindi, fino a quando i paladini della giustizia della legalità e della libertà, che preferiscono i salotti alle strade, hanno deciso di scendere in campo. Finalmente, ho pensato, non ci saranno solo passerelle parolaie ogni 8 di Gennaio, con rispettivo codazzo di “sepolcri imbiancati” pronti a spalare merda sul lavoro di questo e di quello, con il retrogusto amaro del “barcellona fa schifo” detto da uno dei relatori che quesa città l’ha solo vista dal finestrino della propria auto. Probabilemnte questa città non è il massimo, lo denunciamo da tempo, mi pare, però le chiacchere non spostano le montagne, e non migliorano manco un paese che ne ha seriamente bisogno. Dopo ogni cerimonia, la “banda della verità” sparisce, lasciando noi poveri abitanti antimafiosi a parlare di antimafia mentre i boss si prendono un caffè vicino a noi. Forse, chi parla di determinate cose, dovrebbe vivere in quei territori ed agire, o tentare di farlo concretamente, “rischiando” come fanno tutti i cittadini normali, attraverso una prassi che non si fermi alle commemorazioni, ma ad un tipo di antimafia sociale che dura per tutto l’anno.
By Pasquale | Marzo 14, 2008 - 4:47 pm - Categorie: fuoco, delinquenza, le meraviglie di barcellona pozzo di gotto, politica locale


La sera del 13 marzo (ieri), intorno alle ore 23.20, una fabbrica nella zona industriale di Barcellona è improvvisamente saltata in aria. Restano ormai solo le mura dell'edificio, le cui saracinesche sono arrivate a metri di distanza.
Il boato si è sentito in tutta la città, e a chilometri le finestre vibravano, tanto che la concessionaria di fianco ha subito danni enormi alle auto esposte e alcuni abitanti della stessa strada si sono ritrovati con gli spifferi in casa.
La solita storia barcellonese.
Le nostre indefesse forze dell'ordine sono accorse in mattinata, con una coda di giornalisti al seguito.
Stabile sotto sequestro, e la vita barcellonese riprende con solo una fabbrica in meno.
Quello che non convince non è tanto il (normalissimo) fatto in sè, quanto il complesso degli eventi di questo genere, che negli ultimi tempi a Barcellona si va intensificando: bombe molotov in pieno centro, auto bruciate, negozi in fiamme e adesso anche fabbriche scoperchiate.
La cosa preoccupante è che, oltre al numero crescente, si va anche anticipando l'orario.
Chi come me vive a Barcellona da sempre ricorderà che questi fenomeni si sono sempre verificati in orari in cui è difficile essere visti.
È vero che la nostra attivissima città non supera un coprifuoco autoimposto che coincide pressappoco con l'orario di chiusura delle boutiques di alta moda in centro.
È vero anche che il barcellonese medio dà la massima espressione di sè nel voltarsi dall'altro lato.
Ma è mai possibile che dei tizi non identificati non abbiano alcun problema ad imbottire di esplosivo uno stabile di diversi metri quadrati, in una zona abbastanza trafficata (rigorosamente di passaggio) e per di più nel primissimo dopocena?!
È possibile che tali attività siano state assorbite talmente da non suscitare il minimo problema ai passanti?
Evidentemente sì.
Poiché il sentire di molti è turbato solo allorché gli avvenimenti li tocchino da vicino, vorrei domandare ai concittadini: se casualmente vostro figlio si trovasse a passeggiare per Barcellona in orari moralmente concessi e, sempre casualmente, uno stabile, proprio lì, dovesse saltare in aria figlio compreso, che fareste?
Ebbene mi domando perché anche in caso di sicurezza collettiva l'opinione pubblica non pronunci vocale nè consonante.
Complimenti, comunque.
Tornando tristemente all'accaduto, sono in corso indagini. Sarà stato per qualche eroico gesto del proprietario che stona con l'eterno "va così" degli eventi o per qualche contrasto intestino che necessitava vendetta?
I testimoni all'unisono hanno più volte confermato l'ipotesi che “non hanno visto niente e non sanno niente”.
Dunque le indagini sono a buon punto.
Noi ci terremo informati.
By Carmelo | Febbraio 21, 2008 - 11:23 am - Categorie: cronaca, educazione civica, favole, magia, lotto, delinquenza, furti, comunicati stampa, lavoro
tratto da Terrelibere.org
L’Italia consumista ha meno soldi ma sempre più voglia di spendere. Centri commerciali e società finanziarie si inventano di tutto per far indebitare i clienti, e sono arrivati al punto da architettare una truffa su base statistica. Hai lo sconto se paghi dopo 6 mesi, ma solo quando ti arriva una lettera e nel periodo indicato. Se non ci riesci? Paghi di più. Ed a rate. Come l’economia diventa imbroglio
Natale 2006. Una tranquilla famiglia si reca al centro commerciale. Un regalo per la zia, un acquisto necessario e sempre rimandato, qualche capriccio… I soldi finiscono in fretta, persino il telegiornale ha scoperto che “non si arriva a fine mese”.
Per l’Italia che non rinuncia ai consumi, che non vuole tirare la cinghia, già da tempo è attivo un sistema perverso di crediti, cessioni del quinto, finanziamenti che in pochissimo tempo sta trasformando un popolo di risparmiatori in una massa di cicale senza pensieri ma piene di debiti.
Finora, però, i meccanismi del prestito erano abbastanza chiari, “normali”. Non ho i soldi per pagare, vado nell’angolino dove fanno i finanziamenti, mi fanno l’analisi del sangue della solvibilità, pago a rate e pago di più. Gli economisti dicono che il risparmio è un “consumo differito”. Di conseguenza, il debito è un consumo anticipato.
A Natale del 2006, però, è stato introdotto un nuovo tipo di finanziamento. Paghi a rate? Paghi di meno. La convenienza del consumo immediato unita a quella del pagamento posticipato, ed in più lo sconto. Il sogno di ogni Fantozzi consumista.
L’offerta è la seguente: compri ora, paghi a maggio. Ed hai uno sconto.
L’italiano, che è diffidente di ogni cosa che puzzi di Stato, quando si tratta di comunicazioni commerciali, televisive o sotto forma di depliant, si fida ciecamente. Non subodora truffe ed inganni.
In questo caso la truffa c’è, ed è macroscopica.
A dicembre porti via soddisfatto il tuo televisore al plasma o il tuo scaldavivande elettrico. A maggio, quindi nel 2007, arriva un bel blocchetto di assegni con tante rate da coprire i prossimi due anni. Ma come: non dovevo pagare tutto in una volta?
Prima giunge una lettera, con un simpatico gioco. La scelta delle rate viene presentata come quella principale. In alternativa, l’opzione “Poi decido” (???), che era quella presentata al momento dell’acquisto.
“Entro e non oltre 15 giorni prima della data assegnata alla prima rata, potrà effettuare un bonifico alle seguenti coordinate bancarie…”
Ovviamente tanti faranno il bonifico, ma tanti altri (i distratti, quelli a cui la comunicazione non è arrivata in tempo, etc.) si troveranno ingabbiati nelle rate.
Un sistema statistico. Su 100, quanti saranno i polli o gli sfortunati?
Questo sistema non è una trovata di pochi, ma un sistema adottato dalle maggiori reti di centri commerciali (Unieuro, Euronics,…) in combutta con società finanziarie (Neos, …).
Si tratta di un segno evidente dello stato del sistema economico italiano, lontano dalle vette dell’innovazione, distante dall’impressionante produttività orientale, impaurito dai paesi emergenti e dallo spettro dell’impoverimento.
Ecco il ricorso finale alla grande risorsa nazionale, l’arte di arrangiarsi e di fottere il prossimo.
Chi ha denunciato queste oscenità? Il solito Grillo, e pochi altri. Ma il problema è molto più ampio. Il debito sta diventando un sistema. Se la generazione precedente ha risparmiato finché poteva per consentire il necessario ed il superfluo ai propri figli, quelle attuali stanno preparando un futuro nero.
“Un Paese come l’Italia di oggi, in cui si hanno maggiori garanzie, di guadagno, di sanità, di servizi, ha meno bisogno di risparmiare” dice Giuseppe Zadra, direttore generale dell’Associazione bancaria italiana (ABI).
L’italiano furbo, quello che sa stare al mondo, quello delle frasi fatte, dirà senz’altro che Zadra “tira acqua al suo mulino”. Tutti gli altri italiani - invece- iniziano a pensare ad un futuro poco allegro…
Antonello Mangano
By Lucio | Dicembre 24, 2007 - 1:20 pm - Categorie: favole, cronaca, delinquenza, le meraviglie di barcellona pozzo di gotto
Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, si ritrovarono a bere nello stesso ruscello.
Il lupo era più a monte, mentre l'agnello beveva a una certa distanza, verso valle. La fame però spinse il lupo ad attaccar briga e allora disse: "Perché osi intorbidarmi l'acqua?"
L'agnello tremando rispose: "Come posso fare questo se l'acqua scorre da te a me?"
"È vero, ma tu sei mesi fa mi hai insultato con brutte parole."
"Impossibile, sei mesi fa non ero ancora nato".
"Allora" riprese il lupo "fu certamente tuo padre a rivolgermi tutte quelle villanie!". Quindi saltò addosso all'agnello e se lo mangiò.
fonte: Web Senza Barriere
Il titolo, e la favoletta che avete appena letto, fanno riferimento ad una recente riflessione avvenuta a fasi alterne con diversi abitanti della zona, tutti più o meno ragazzi, sui cambiamenti sociali e geografici degli ultimi anni, sulle vecchie e nuove tendenze della gioventù barcellonese e dei dintorni.
Abbiamo ricordato come fino a pochi anni fa uno dei principali e più economici luoghi di ritrovo fosse piazza Duomo (da alcuni erroneamente nota come piazza San Sebastiano, che invece si trova di fronte all'Oasi, ma non divaghiamo) e più specificamente i muretti attorno la basilica minore. Non era malaccio: comodo per chi uscendo da scuola aveva ancora tempo da perdere prima di tornare a casa o prendere il bus, vantaggioso per chi abita nelle vicinanze, con a portata di mano bar, edicole, banche, sale da gioco, pizzeria, alimentari, etc.
Eppure, adesso, la piazza Duomo è quasi sempre deserta.
Chi sia della zona forse potrà avere in mente il Rio Bar e i due angoli che lo circondano: per diverso tempo affollatissimo, è tuttora frequentato ma meno di un tempo.
Per la gioia dei milazzesi, poi, come non citare la scalinata del Borgo, meta secolare di centinaia di giovani abitanti della città del Longano?
Dopo essermi tenuto lontano dal posto per l'intera estate, mi è ultimamente capitato di farci tappa, nei fine settimana, per scoprire che l'epidemia di latitanza ha invaso anche il Borgo di Milazzo.
Ecco quali sono stati gli oggetti delle discussioni, tutti ruotanti attorno ad uno principale, ovvero una certa domanda, che non è tanto il "Dove sono andati tutti?" quanto "Perché?"…
Beh, a questa domanda ho provato a dare nell'ultima delle discussioni una risposta, che nello specifico faceva riferimento al Borgo ma che può essere estesa anche agli altri fatti, e tale risposta, in forma di domanda retorica rivolta ai miei interlocutori, è: "Per caso, tra i motivi che vi hanno spinto a disertare quel posto, ha avuto abbastanza peso la presenza negli ultimi periodi di teppisti che si divertono a provocare la gente tranquilla anche in maniera abbastanza pesante? e con la correlata presenza frequente di pattuglie?". La risposta è stata prevedibilmente positiva.
Insomma, trattasi della solita questione: un gruppo, peraltro sparuto, di individui che riesce a spostare masse di persone senza nemmeno applicarcisi troppo.
Teppistelli, strane creature, contemporaneamente sociali ed antisociali: cercano la compagnia degli altri (ché da soli si divertono poco) ma la cercano per divertirsi a discapito di costoro.
Creature semplici, in fondo: rompono le scatole, magari ogni tanto dànno qualche buffetto in faccia o ti fischiano alle spalle, ti fanno lo sgambetto quando passi anche se non ti conoscono… nulla di eclatante, per lo più. Eppure è forse qui il sottile piacere che si prova a comportarsi da teppistello: vedere quanto un singolo martino resiste alle tue piccole provocazioni prima di sbottare e darti il pretesto per pestarlo.
Questo è l'aggancio con la favoletta di apertura: il metaforico lupo, se davvero avesse fame, si limiterebbe a saltare addosso all'agnello. Non lo fa, invece: cerca un pretesto, il motivo per aggredire dandosi ragione e autorevolezza.
Il lupo. E accanto noi, le pecorelle…
Poco più di un mese fa, 4 idioti Barcellonesi (ma come mi hanno fatto notare qualche giorno fa, l’idiota non ha casa nè patria) hanno cercato di fare i furbetti del quartiere! Non so e forse non sapremo mai se c’hanno pensato a lungo oppure si sono messi in macchina e sono partiti, fatto sta, che insieme sono andati al Famila Store (ex supermercato Abate) nei pressi del casello autostradale di Barcellona e qui hanno rubato un’autovettura parcheggiata, per arrivare nella vicina Terme Vigliatore per perpetrare una rapina ai danni di un discount! Somma totale della rapina €.720,00 (e per essere un discount era già una gran somma, visti i prezzi bassi). Lasciando perdere l’ironia, i 4 subito dopo la rapina erano riusciti a scappare, ma mentre 2 si dileguavano per vie e viuzze, gli altri due venivano arrestati in serata stessi. Da intercettazioni ambientali, la polizia riusciva a trovare gli altri 2 e ieri sono stati arrestati! Ma c’è dell’altro…per questi ultimi due l’accusa è ben più grave! Oltre la rapina, infatti i due imbecilli Giuseppe Calabrese di anni 24 anni e Giovanni Sofia un anno più piccolo, avevano deciso di “vendicare” l’offesa e nel mese di gennaio volevano ammazzare il poliziotto che li aveva “sgamati” e poi arrestati! Gli avvocati Tommaso Calderone e Maria Grazia Pino, da quello che ho letto, hanno rifiutato l’incarico per la difesa dei due in solidarietà dell’agente di Polizia e delle istituzioni. Ogni tanto un gesto degno di plauso da parte di qualche avvocato! Per il resto non saprei cos’altro aggiungere, davvero! Ripeto il titolo perchè mi piace: “cu nasci pampina….mori pampina“, puttroppu!
fonte: BarcellonaCity
By Lucio | Dicembre 11, 2007 - 11:42 pm - Categorie: cronaca, delinquenza
Credere, obbedire, combattere, onore, fedeltà, famiglia, morale, ein reich, ein folk, ein fuehrer… i valori del nazifascismo, grosso modo, sono questi.
Alcuni di questi valori sono anche scritti su volantini che in questi giorni di rinnovamento stanno invadendo un po' tutti i paesi d'Italia.
Condivisibili o no, sono dei punti di vista, e come tali vanno rispettati.
Ci sono poi altri "valori" del nazifascimo, un po' meno sbandierati ma un po' più deprecabili: valori che in nome di un presunto ideale pensiero unico insegnano a lottare contro i pensieri diversi, per cui una pacifica convivenza con soggetti che abbiano idee fuori da un certo schema è possibile solo se sanno stare al loro posto.
Ideali di questo genere si sono abbattuti recentemente, in veste di calci e pugni, nei confronti di un giovane di Barcellona P.G. (che, posso garantire personalmente, è un bravo ragazzo) recentemente trasferitosi in Sardegna: nello specifico, si tratta di una classica aggressione squadrista dove almeno 3 individui, forse 4, lo hanno attaccato alle spalle e, dileggiandolo per il suo colore politico (è iscritto a Rifondazione Comunista, nella nostra città), hanno continuato a colpirlo quando era a terra. Vantandosene, ovviamente. Di caratteristico rispetto al solito c'è che la squadra non ha esitato a colpire anche la ragazza, andando quindi contro un presunto vecchio motto secondo cui le donne non andrebbero colpite neanche con un fiore. Ma, a quanto pare, questo non vale per tutte le donne.
Che altro aggiungere? a parte l'amarezza per quanto accaduto, la rabbia per la sicura impunità degli autori del misfatto, la consapevolezza che fatti come questi sono accaduti in Sardegna come potrebbero accadere a Barcellona e che sono probabilmente destinati a ripetersi, perché la strada della violenza è una tra le più comode da intraprendere per chi ha voglia di imporsi…
By Lucio | Novembre 29, 2007 - 11:08 pm - Categorie: omicidi, commemorazioni, delinquenza, le meraviglie di barcellona pozzo di gotto
Condannato ad otto anni e due mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale il 17enne M.B., che due anni fa uccise a calci e pugni il quindicenne Felice Giunta a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). La pena è stata inflitta dal Gup dei minori di Messina con il rito abbreviato, che ha permesso lo sconto di un terzo della pena edittale. Il PM Antonino Spadaro aveva chiesto otto anni di reclusione.
Felice Giunta - che non aveva gradito alcuni pesanti apprezzamenti rivolti poco prima alla sua fidanzata che assisteva alla partita - venne aggredito il pomeriggio del 15 ottobre 2005 nel campetto del liceo scientifico "Medi" fino a che cadde per terra privo di sensi. I compagni lo portarono a braccia al pronto soccorso, che si trova proprio di fronte al campo di calcio, ma ogni tentativo dei medici di rianimarlo si rivelò inutile.
fonte: La Repubblica
Otto anni… indulti, sconti della pena e grazie varie permettendo dovrebbe uscire di galera a venticinque anni. Sicuramente diverso dal teppista quindicenne che massacrò un suo coetaneo, chissà se diverso in meglio o in peggio. Un assassino in meno per le strade, certo… ma quanto si è reso conto, il ragazzo, della gravità delle proprie azioni? Quanti tra gli altri giovani bruciati che si aggirano liberi per le strade di Barcellona arrivano a comprendere perché sia sbagliato fare certe cose, al di là dell'esistenza di una autorità che ti punisce?
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Voi inorridite perché noi comunisti vogliamo eliminare la proprietà privata. Ma nella vostra società esistente la proprietà privata è abolita per i nove decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste proprio in quanto non esiste per quei nove decimi. Voi ci rimproverate dunque di voler abolire una proprietà che ha per condizione necessaria la mancanza di proprietà per la stragrande maggioranza della società. (Karl Marx)
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