Pubblichiamo il comunicato dei compagni del Pdci di Messina, a proposito della commemorazione di ieri nella città dello stretto.

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25 Aprile. Invito ad ammainare la bandiera comunista, richiesta di documenti di riconoscimento e perquisizioni ai compagni da parte delle forze dell’ordine

La cerimonia di commemorazione della liberazione d’Italia dal nazifascismo, che si è svolta oggi 25 Aprile 2008 davanti al Municipio di Messina,è stata appannata, oltre che dalla svogliata partecipazione di cittadini ed istituzioni, anche da un atteggiamento della DIGOS e dalle forze dell’ordine che potrebbe far pensare a disposizioni e  prospettive antidemocratiche del nascente governo di destra.

L’invito ad ammainare la bandiera comunista, ma anche – cosa  a nostro avviso più grave- il fermo con la richiesta di documenti di riconoscimento e la perquisizione dei compagni che pacificamente distribuivano volantini, sono comportamenti discretamente intimidatori nei confronti dei militanti comunisti – unica componente politica presente alla manifestazione con proprie bandiere – e li riteniamo inaccettabili e funzionali allo svuotamento di significato della Resistenza partigiana e dei suoi valori, che molti a Messina e nel Paese vorrebbero dimenticare o sotterrare sotto una coltre di ignoranza e disinformazione.

I Comunisti Messinesi presidieranno democraticamente quella memoria e quei valori per arginare la marea montante di autoritarismo ed anticomunismo, e per difendere la costituzione e la democrazia nata dall’antifascismo.
 

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Cari cittadine e cittadini,le prossime elezioni sono molto importanti, in quanto segneranno la storia del nostro paese per i prossimi anni. A fronteggiarsi non sono semplicemente degli schieramenti contrapposti, ma dei modi di vedere, praticare la politica del tutto differenti.  E questo lo si vede da alcuni fatti di cronaca recente.uno riguarda noi da vicino, che denunciammo lo scempio compiuto l’anno scorso, quel fenomeno che la stampa ha chiamato “manifesto selvaggio”: manifesti dappertutto, a discapito di una città stufa ed indignata che aspettava paziente la fine delle elezioni, e che si sta ripresentando ancora oggi, visto che non sono stati disposti gli spazi pubblici per i manifesti, come in ogni altra città civile. L’altro fatto riguarda l’assessore al lavoro regionale, Formica, che qualche giorno fa ha sbloccato 250 milioni di euro per finanziare enti di formazione, che sono vicini a tutti i partiti di governo regionale (udc, An, Forza Italia, Mpa).  Forse, per vedere sbloccati dei finanziamenti, bisogna aspettare sempre le elezioni! Forse dovremmo proporre a questi politici di fare elezioni più spesso. Peccato  che invece di pensare alla formazione ed all’inserimento lavorativo vero, si pensa ad accontentare gli amici, che gestiranno queste entrate e formeranno codazzi di clientele e voti. È tempo di bilanci a Barcellona. È tempo di bilanci per quanto riguarda la gestione familiare che si è imposta in questi anni in questo comprensorio; per quanto tempo Barcellona ha avuto il suo “senatore”? E cosa ne ha goduto la Città, i Barcellonesi di ciò? Vorrei citare solo un dato: Barcellona è passata nel giro di cinque anni da 50 mila abitanti a 41 mila: sono tutti fuggiti dalla “città delle meraviglie” illustrata nel libretto del sindaco alle scorse elezioni? Ora si dice, “Barcellona vuole il suo deputato regionale”, come c’è scritto sui cassonetti: io aggiungerei “lo vuole senza precedenti penali”.  Infine vorrei dire una cosa sui giovani: ci si riempie spesso la bocca dei giovani, che bisogna dare spazio ai giovani; poi però, se qualche giovane vuole impegnarsi sul serio, fare politica sul territorio, viene “smontato” proprio perché giovane! Forse, gli unici giovani che vanno a genio, sono quelli che non hanno il problema del lavoro e di pagarsi le tasse universitarie, i libri e tutto il resto, i figli di papà; i diretti eredi di questa classe dirigente nostrana. 

Contro tutto questo noi continueremo a batterci.

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Comizio di Lucano Accetta che non si è potuto realizzare a causa di problemi “tecnici”. Questo è quanto Luciano aveva in mente di dire: mi sembra corretto nei suoi confronti far circolare ugualmente il suo pensiero.

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Dopo Fausto Bertinotti, è la volta di Franco Giordano a Messina…Comizio in Piazza Cairoli, alle ore 11:00 insieme al segretario Provinciale Filippo Giunta, candidato alla Regione Sicilia nelle liste de “la Sinistra, l’Arcobaleno”…

Non mancare…

 

“La questione morale è anche questo: un comportamento di coerenza e un impegno per creare un altro tipo di sistema che chiuda gli spazi a politici opportunisti e trasformisti. Politici, che una volta arrivati al potere, non hanno interesse a chiudere i rubinetti del clientelismo”.

Filippo Giunta

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«Il vero cancro, il vero centro degli affari, in Sicilia, è dentro Palazzo dei Normanni». Così Filippo Giunta, candidato alla Regionali per la Sinistra Arcobaleno, esordisce in una serie di considerazioni sulle elezioni e sui contenuti da portare avanti. «Quando noi della “Sinistra Arcobaleno” parliamo di sanità o di altri settori di interesse pubblico, diciamo fuori la politica dagli ospedali. Ed ancora, fuori la politica dalla gestione degli ATO. Bisogna sciogliere tutti gli enti inutili.
«In questa tornata elettorale - prosegue Giunta - siamo di fronte ad una contraddizione che gli elettori, con il loro voto, devono necessariamente risolvere. Veltroni, alle elezioni politiche, è alleato con Di Pietro e con il Partito Radicale della Bonino e di Pannella. Ha scelto volutamente di non allearsi con la “Sinistra Arcobaleno”. Eppure, in Sicilia, siamo alleati con il Partito Democratico. La candidata alla presidenza della Regione Anna Finocchiaro ha voluto questa alleanza con la Sinistra e con Rita Borsellino. Se la Finocchiaro sarà in grado di rompere certi meccanismi affaristico-clientelari è perché c’è una forza coesa, che ha le carte in regole nella lotta contro i poteri mafiosi e criminali, che è la “Sinistra Arcobaleno”. Posso dire con dati di fatto, e vorrei che ciò venisse smentito, che il Partito della Rifondazione Comunista, in provincia di Messina, è stato quello che ha condotto con maggiore coerenza la lotta contro le clientele e contro la cattiva amministrazione. Aggiungo che segnali inquietanti arrivano nei confronti dei nostri dirigenti locali. Mi riferisco alla recente aggressione al Circolo di Giardini Naxos. Così come qualche mese addietro, nel Comune di Naso, l’aggressione al compagno Maurizio Fazio».
La priorità per la Sinistra Arcobaleno «è spezzare i carrozzoni inutili. Bisogna necessariamente fare uscire la politica da tutti i settori della società. Senza questi interventi, ritengo non ci possa essere alcuna prospettiva di sviluppo e di occupazione». Poi Giunta affronta la cosiddetta “questione morale”: «Per quanto mi riguarda, a prescindere dal voto del 13-14 aprile, ritengo che si possa svolgere un ruolo positivo, pur stando alla opposizione. Perché una opposizione seria e coerente diventa un pilastro per la democrazia e per il funzionamento dell’attività amministrativa.
La questione morale è anche questo: un comportamento di coerenza e un impegno per creare un altro tipo di sistema che chiuda gli spazi a politici opportunisti e trasformisti. Politici, che una volta arrivati al potere, non hanno interesse a chiudere i rubinetti del clientelismo e a sciogliere enti inutili. Anzi proprio questi enti inutili servono ad alimentare il loro potere».
«Autorevoli politologi - continua Giunta - dicono che c’è il rischio concreto di un accordo tra Veltroni e Berlusconi. Ed io ci credo. Anzitutto, abbiamo assistito alla corsa, sia del Pd che del Pdl, alla sponsorizzazione degli industriali. Non si sa chi è più fascista tra Ciarrapico (Pdl) e Calearo (Pd). Comunque, si registra questo spostamento a destra del Partito Democratico. O quantomeno a destra perché Veltroni ha voluto prendere le distanze dalla Sinistra». Per questo, secondo il candidato della Sinistra Arcobaleno, «è venuto il momento di fare una scelta di parte» e «il 13-14 aprile si impone un voto a favore della “Sinistra Arcobaleno” per uscire da una certa confusione».
La conclusione Giunta la riserva ai legami tra mafia e politica: «Provo disagio a commentare la candidatura di Totò Cuffaro, capolista al Senato nell’Udc. In Sicilia mi pare di capire che chi collude con la mafia fa carriera politica. Certamente non possiamo mettere sullo stesso piano uomini politici che hanno rischiato la vita con chi collude con la mafia. Noi della “Sinistra Arcobaleno” dobbiamo dare un esempio. Lo dobbiamo dare soprattutto ai giovani, ancorché ai lavoratori, a chi non arriva a fine mese, a chi non riesce a pagare le bollette del telefono, della luce, dell’acqua, del gas». Nell’ambito di una “operazione trasparenza”, Giunta rende pubblica la sua dichiarazione dei redditi: «Dichiaro pubblicamente che il mio reddito proviene dall’attiva scolastica (circa 1500 €uro). Non ho società per azioni, cooperative o altre fonti di reddito. In ogni caso metto a disposizione di chiunque, anche di un alto funzionario, l’accesso alla mia situazione patrimoniale. Estesa anche ai conti bancari. Sarebbe opportuno che altri candidati, in questa campagna elettorale, dichiarassero se ci sono di mezzo cooperative o altri proventi. Anche da qui passa la questione morale».

 

Tratta dal sito www.rifondazionemessina.it

 

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FRANCESCO MANCUSO–
Continua la guerra delle cifre. I sondaggi impazzano. Secondo alcuni Berlusconi ha una corazzata imbattibile, vincerebbe anche in Russia, alle presidenziali contro Putin. Altri sono possibilisti, Veltroni è indietro ma il vantaggio si assottiglia sempre più. Si lamentano i partitini, che stando sotto l’uno per cento, spesso e volentieri vengono inseriti in quella “odiosa” voce: altri. Si lamentano perché vorrebbero che perfino i sondaggi rispettassero la par condicio, “dobbiamo essere citati anche noi”, chiedono ad un seccato Renato Mannheimer, che già ha il suo bel da fare con gli ospiti di Vespa. Proprio di questo si è lamentato nella puntata di ieri il sondaggista di ‘Porta a Porta’, alla quale ha partecipato anche il candidato premier della Sinistra – Arcobaleno, Fausto Bertinotti. Tutto questo discutere su cifre verosimili, alla fine, qualcosa di concludente lo ha portato. Ieri è passato un messaggio ben preciso: che , a prescindere dai sondaggi, l’unico modo per togliere i senatori al Pdl di Berlusconi è votare al Senato per la Sinistra Arcobaleno, come ha precisato lo stesso Bertinotti. Il superamento della soglia dell’otto per cento su base regionale, consentirebbe alla Sinistra di conquistare seggi al Senato, ma il dato, quello importante, che ciascun elettore con il cuore a sinistra dovrebbe tenere presente, è che i seggi tolti al Cavaliere, potrebbero rendere impossibile la vittoria al Senato della coalizione delle destre con la Lega. Dunque, come sostiene lo stesso Bertinotti “l’appello al ‘voto utile’ al Pd per arginare la destra è un imbroglio”. “Noi abbiamo rispettato la scelta del Pd di andare da solo – ricorda Bertinotti - ma allora il confronto sia sui programmi e non un tentativo distorto di annientare la sinistra”. Ribadendo che “il vero voto utile è un voto per la Sinistra Arcobaleno: un voto per la sinistra - ha sottolineato - sarebbe in grado anche, successivamente, di condizionare le scelte del Pd e spostarne il baricentro più a sinistra”.
Facciamo un esempio chiaro ed esplicativo: l’Emilia Romagna. Se la Sinistra – Arcobaleno resterà sotto la soglia dell’8 per cento, Pdl più Lega Nord conquisteranno nove senatori. Ma se, invece, si superasse la soglia di sbarramento dell’8 per cento, i seggi per il centrodestra sarebbero sette, due in meno. Persino l’ultimo sondaggio di Crespi Ricerche, non certo vicino alla sinistra, dice chiaramente che la formazione di Fausto Bertinotti potrebbe superare lo sbarramento necessario per entrare a palazzo Madama, proprio in Emilia Romagna. E i seggi non li sottrarrebbe al Pd, che avrebbe il premio di maggioranza regionale, ma, appunto, al Pdl.

26/03/2008

Tratto dal sito www.rossodisera.info

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venerdì 21 marzo ore 15.oo presso il circolo “ottobre rosso” di barcellona sarà presente la compagna deputata Daniela Dioguardi, per un incontro dibattito su:cuffarismo, sanità siciliana, questioni di Genere.

 Chi è Daniela Dioguardi

“Ho 56 anni e vivo a Palermo. Sono sposata con una figlia e due meravigliosi nipotini. Sono diventata comunista per mia madre: è stata lei a trasmettermi l’amore per la giustizia sociale e per la libertà. Ho partecipato al ’68 e, dopo un periodo di militanza nel Manifesto, mi sono iscritta nel 1974 al PCI, organizzando le lotte con le donne dei quartieri popolari. Mi sono laureata in lettere classiche e insegno nella scuola superiore, convinta sostenitrice del valore della scuola pubblica e laica. L’esperienza della maternità, unita al lavoro e all’impegno politico, mi ha fatto toccare con mano la difficoltà dell’essere donna in un mondo pensato e organizzato dagli uomini e alla fine degli anni ‘70 ho aderito all’UDI, divenendone presidente provinciale. Mi sono spesa nella creazione di luoghi, come il centro di accoglienza per donne vittime di violenza, e nella diffusione del pensiero del femminismo, costruendo una solida rete di relazioni tra donne. Nel 96 non ho più rinnovato la tessera al PDS e mi sono avvicinata al PRC, iscrivendomi nel 2002 e ricostituendo nella mia città il Forum delle donne e il Forum della scuola.

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Si narra che un giorno qualcuno disse ad Aristotele che la filosofia era inutile, che non serviva a nulla; il filosofo macedone per risposta prese un foglio ed invitò il proprio interlocutore a scrivere il perchè la filosofia fosse inutile. Il risultato fu che l’interlocutore usò l’argomentare filosofico per descrivere l’inutilità della filosofia.

Eccoci qua, allora, a raccontare di gente che predica bene e razzola male. Si diceva quant’erano brutti i partiti, perchè c’erano delle candidature scelte dall’alto e, un mio amico vicino ai meetup di Messina criticava la scelta di presentare una lista per le regionali Degli “Amici” di Beppe Grillo e, soprattuto mi diceva di come Nessuno abbia avuto voce in capitolo per la scelta della candidata alla presidenza della regione. Nessuno, a parte L’Imperatore Beppe, che ha controllato la lista ed ha dato mandato ai suoi proseliti di crescere e moltiplicarsi, elettoralmente, così come ordinato. Ma si sa, i partiti tradizionali sono lo schifo peggiore, irriformabili, quindi meglio affidarsi ai pochi illuminati che possono guidarci verso nuovi orizzonti. E cosa c’è di meglio di un bollino di garanzia? un bollino, si sa, è la garanzia migliore della qualità di una lista: lo diceva anche la pubblicità, che le banane migliori sono quelle col bollino blù, e noi siamo sempre più Repubblica delle banane e sempre più bisognosi di bollini. E così la Carismatica è diventata la candidata di quel movimento del “vaffanculo tutti”o vaffa day che ha rappresentato il culmine dell’antipolitica nazionale: tutti insieme, tutti uguali, destra e sinistra, mangiano e “rubbano” alla stessa maniera, come dice un macellaio di mia conoscenza che poi arrotondava a suo favore il prezzo della carne, facendomi pensare a come sarebbe stato il parlamento con gente di questo tipo. tutti uguali, quindi, fino a quando i paladini della giustizia della legalità e della libertà, che preferiscono i salotti alle strade, hanno deciso di scendere in campo. Finalmente, ho pensato, non ci saranno solo passerelle parolaie ogni 8 di Gennaio, con rispettivo codazzo di “sepolcri imbiancati” pronti a spalare merda sul lavoro di questo e di quello, con il retrogusto amaro del “barcellona fa schifo” detto da uno dei relatori che quesa città l’ha solo vista dal finestrino della propria auto. Probabilemnte questa città non è il massimo, lo denunciamo da tempo, mi pare, però le chiacchere non spostano le montagne, e non migliorano manco un paese che ne ha seriamente bisogno. Dopo ogni cerimonia, la “banda della verità” sparisce, lasciando noi poveri abitanti antimafiosi a parlare di antimafia mentre i boss si prendono un caffè vicino a noi. Forse, chi parla di determinate cose, dovrebbe vivere in quei territori ed agire, o tentare di farlo concretamente, “rischiando” come fanno tutti i cittadini normali, attraverso una prassi che non si fermi alle commemorazioni, ma ad un tipo di antimafia sociale che dura per tutto l’anno.

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Più voti Veltroni, più vince Berlusconi. Dati del 2006 alla mano è uno dei paradossi più clamorosi, per il Senato, della legge elettorale votata dal centrodestra. Uno studio pubblicato sul Messaggero ha il merito di rovesciare tutti i luoghi comuni costruiti ad arte sul “voto utile”. Soprattutto perché con un’operazione di verità ribalta l’analisi dal bipartitismo artificiale Veltroni-Berlusconi prendendo in considerazione tutte le forze principali in campo: Pd, PdL, Sinistra Arcobaleno e Udc.
Com’è noto, alla Camera con questa legge elettorale basta un solo voto in più rispetto a tutti gli altri partiti per accapararsi 340 deputati (il 54%). E visto che a Montecitorio Berlusconi è in testa in tutti i sondaggi , Pd, SA e Udc si spartiranno i 270 deputati restanti. Chi parla di pareggio dunque deve necessariamente concentrarsi su palazzo Madama, che anche nella prossima legislatura sarà l’ago della bilancia.
Sul Messaggero si tracciano 4 scenari constatando che “il controllo della camera alta non dipende solo dallo scontro diretto Berlusconi – Veltroni” ma soprattutto dal risultato delle altre forze politiche: per come è fatta la legge elettorale e per la serie storica di dati tra regioni “bianche” e “rosse” una maggioranza chiara di destra è infatti quasi impossibile.
Salvo in un caso: con i due partitoni che prendono tutto o con una sinistra perdente sotto l’8%. Prendiamo per semplicità la simulazione più “bipartitica” di tutte: prevede un testa a testa Pd-PdL (39,4% contro il 42,4%) e una sconfitta pesante sia per Bertinotti che per Casini (entrambi sotto il 6%). Ebbene, potrà sorprendere ma proprio il risultato più netto è quello che garantisce la maggioranza assoluta del senato a Berlusconi: 164 seggi al PdL contro i 138 del Pd e 2 ciascuno per Sa e Udc (in Toscana e in Sicilia). Questo perché sia nelle regioni “rosse” che in quelle “bianco-azzurre” proprio le terze forze Sa e Udc hanno l’effetto (riequilibrante) di togliere seggi al partitone perdente. Facendo le somme, in quasi tutte le regioni un successo della Sinistra toglie seggi a Berlusconi. Al sud, viceversa, un risultato dell’Udc favorisce di poco Veltroni. Non a caso la simulazione massima in cui la Sinistra raggiunge il 9,3% (21 senatori) è anche quella in cui Berlusconi prende meno seggi (154).
Dal punto di vista politico si possono trarre due conclusioni. La prima è che chiunque vinca in Senato ci saranno comunque tre opposizioni (Sa, Udc, Pd) che non si possono sommare tra loro. Ad esempio: sulle missioni estere Udc e Pd potrebbero votare con il PdL ma non la Sa.
La seconda, altrettanto importante, è che parlare di sostanziale pareggio non vuol dire altro che preparare uno scenario in cui Pd e PdL da soli controllano 311 seggi su 315 a Palazzo Madama. Un numero forse insufficiente a dare un governo stabile ma che consente di fare riforme costituzionali senza neanche passare per il referendum confermativo. Una “grande coalizione” per le riforme del tutto inedita nella storia repubblicana.
Nel 2006 Prc, Pdci e Verdi hanno avuto più voti al senato che alla camera. Segno che una parte dell’elettorato ha voluto garantire la vittoria a Prodi con un voto “utile” sentendosi più libero sul voto di Palazzo Madama. Stavolta si vuole far credere l’esatto contrario. Ma se così avvenisse l’unico effetto concreto sarebbe di consegnare il paese a Berlusconi. Se il 30% di elettori è ancora indeciso è ora che la Sinistra Arcobaleno provi a spiegare, anche con i numeri, che l’unico voto utile contro Berlusconi è il suo.

Matteo Bartocci - “Il Manifesto”

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TI VOTO CONTRO !
 
Dedicata al Partito Democratico…
Versi e musica di Mauro Geraci



Nella mia città

non mi lascerà
qualcuno per i viali contro il vento,
in pace non potrò
da solo mai e poi mai
restare anche quando morirò,
così nella cabina
amici non avrò
dentro di me so già cosa farò…

Ti voto contro
e il vento me lo trovo a mio favore
così la libertà
partiti mai ne avrà,
ti voto contro
e tu non lo saprai mai mai mai mai…

Poi si festeggerà
e non ti basterà
solo un bicchiere per aprire gli occhi
sul mondo ch’è più grande
di te che sei piccino
e che tenere in pugno non potrai,
perchè in quella cabina
la voce mia si sente
e altri canteranno insieme a me…

Ti voto contro
e il vento me lo trovo a mio favore
così la libertà
che tu non fermerai.
Ti voto contro
e tu non lo saprai mai mai mai mai…

Ti voto contro
e il vento mi farà salire in alto
in quella libertà
dove anche tu morrai.
Ti voto contro
e tu non lo saprai mai mai mai mai…
 

Tratta dal sito www.geracicantastorie.com

Un ringraziamento particolare al Professor e Cantastorie Mauro Geraci

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By Carmelo | Marzo 12, 2008 - 12:39 am - Categorie: trasporti pubblici, turismo, favole,