Politica

15/05/2008

Il Pdci con Ansaldo Patti, la soddisfazione del candidato sindaco

«Mi dispiace di non avere il contributo e la partecipazione di Sinistra Democratica e dei Verdi»

Una candidatura che ha messo d’accordo, finalmente, tutta la sinistra messinese. La corsa a sindaco di Ansaldo Patti si è arricchita ufficialmente del contributo del Pdci, e stamani proprio Ansaldo Patti ha voluto comunicare la sua soddisfazione: «Esprimo pubblicamente il mio compiacimento – si legge in una nota - e il mio apprezzamento per la decisione del Partito dei Comunisti Italiani di concorrere nella lista per il Consiglio comunale con la mia candidatura a sindaco, unitamente a Rifondazione Comunista, al Comitato Pendolari dello Stretto, ai Verdi Ecologisti e alla Autonomie Locali, rafforzando una coalizione che intende non solo attivamente partecipare alla battaglia elettorale, ma che intende altresì costruire un nucleo fatto di partiti e movimenti che anche e a Messina sia in grado di portare avanti le istanze dei cittadini messinesi e più complessivamente di chi fa parte del popolo della sinistra».

«Mi dispiace solo – prosegue Ansaldo Patti – che non si sia riusciti ad avere anche il contributo e la partecipazione di Sinistra Democratica e dei Verdi. Ma si sa che in politica c’è sempre il tempo e il modo per incontrarsi sulle cose da fare e sui modi per incalzare chi gestisce e amministra il potere».
Marcia unita anche a Palazzo dei Leoni, dove il candidato è Santi La Rosa, ex consigliere provinciale.

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Si narra che un giorno qualcuno disse ad Aristotele che la filosofia era inutile, che non serviva a nulla; il filosofo macedone per risposta prese un foglio ed invitò il proprio interlocutore a scrivere il perchè la filosofia fosse inutile. Il risultato fu che l’interlocutore usò l’argomentare filosofico per descrivere l’inutilità della filosofia.

Eccoci qua, allora, a raccontare di gente che predica bene e razzola male. Si diceva quant’erano brutti i partiti, perchè c’erano delle candidature scelte dall’alto e, un mio amico vicino ai meetup di Messina criticava la scelta di presentare una lista per le regionali Degli “Amici” di Beppe Grillo e, soprattuto mi diceva di come Nessuno abbia avuto voce in capitolo per la scelta della candidata alla presidenza della regione. Nessuno, a parte L’Imperatore Beppe, che ha controllato la lista ed ha dato mandato ai suoi proseliti di crescere e moltiplicarsi, elettoralmente, così come ordinato. Ma si sa, i partiti tradizionali sono lo schifo peggiore, irriformabili, quindi meglio affidarsi ai pochi illuminati che possono guidarci verso nuovi orizzonti. E cosa c’è di meglio di un bollino di garanzia? un bollino, si sa, è la garanzia migliore della qualità di una lista: lo diceva anche la pubblicità, che le banane migliori sono quelle col bollino blù, e noi siamo sempre più Repubblica delle banane e sempre più bisognosi di bollini. E così la Carismatica è diventata la candidata di quel movimento del “vaffanculo tutti”o vaffa day che ha rappresentato il culmine dell’antipolitica nazionale: tutti insieme, tutti uguali, destra e sinistra, mangiano e “rubbano” alla stessa maniera, come dice un macellaio di mia conoscenza che poi arrotondava a suo favore il prezzo della carne, facendomi pensare a come sarebbe stato il parlamento con gente di questo tipo. tutti uguali, quindi, fino a quando i paladini della giustizia della legalità e della libertà, che preferiscono i salotti alle strade, hanno deciso di scendere in campo. Finalmente, ho pensato, non ci saranno solo passerelle parolaie ogni 8 di Gennaio, con rispettivo codazzo di “sepolcri imbiancati” pronti a spalare merda sul lavoro di questo e di quello, con il retrogusto amaro del “barcellona fa schifo” detto da uno dei relatori che quesa città l’ha solo vista dal finestrino della propria auto. Probabilemnte questa città non è il massimo, lo denunciamo da tempo, mi pare, però le chiacchere non spostano le montagne, e non migliorano manco un paese che ne ha seriamente bisogno. Dopo ogni cerimonia, la “banda della verità” sparisce, lasciando noi poveri abitanti antimafiosi a parlare di antimafia mentre i boss si prendono un caffè vicino a noi. Forse, chi parla di determinate cose, dovrebbe vivere in quei territori ed agire, o tentare di farlo concretamente, “rischiando” come fanno tutti i cittadini normali, attraverso una prassi che non si fermi alle commemorazioni, ma ad un tipo di antimafia sociale che dura per tutto l’anno.

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By Lucio | Luglio 19, 2007 - 2:25 pm - Categorie: acqua, regione sicilia, politica locale

Chiacchiere e tabacchiere di legno, come si dice da queste parti, ché in realtà altro che emergenza idrica… aveva ragione il maestro del film "Meri per sempre": in Sicilia l'acqua c'è! Solo che, timida, sta nascosta. Vicino casa mia però, così come in altre parti della città dev'essersi presa un po' di coraggio, tant'è che sono già due settimane che zampilla allegra dai tombini creando minitorrenti che rinfrescano il marciapiedi. Certo, più che di eau de la fonte si tratta di eau de la fogne, ma tant'è… l'importante è che sia acqua.
Mica da tutte le parti si può pretendere che le cose vadano come ad Agrigento, no?

Che succede ad Agrigento? Succede che sotto un capoluogo di provincia dove quando va bene l'erogazione idrica avviene per un paio d'ore ogni due giorni, a breve distanza dal centro abitato le vene sotterranee sono cariche di un'acqua dalle "caratteristiche perfette, una oligominerale adatta al consumo di tutta la famiglia"…
Proprio per questo la Regione Siciliana di Cuffaro, tirando un sospiro di sollievo, ha finalmente deciso di dare il via alla migliore captazione di questo tesoro: concedendo alla Nestlè il permesso di raggiungere nell'arco di un quinquennio la produzione di 250 milioni di litri… dagli attuali 16.500 pezzi l’ora agli oltre 46 mila pezzi previsti e pianificati… (fonte: La Repubblica).
Il tutto in barba alle proteste, ai blocchi, alle interrogazioni parlamentari sollevate giustamente da parte del comune in cui le falde acquifere si trovano, Santo Stefano Quisquinna, preoccupato che le estrazioni in massa della multinazionale diano come effetto il totale prosciugamento delle riserve.
Cn un'interrogazione il deputato di Sinistra Democratica Angelo Lomaglio ha perciò denunciato al ministro dell'Ambiente la dimostrata "pericolosità dei prelevamenti acquiferi perché costituirebbe un'ulteriore diminuzione della riserva, già notevolmente danneggiata, ed arrecherebbe non pochi problemi alla popolazione locale che non sarebbe più in grado di approvvigionarsi e sarebbe costretta ad acquistare l'acqua".

Ricapitolando, quindi, nei pressi di una città che muore di sete esiste una riserva di acqua - la cui esistenza era peraltro nota ed ignorata da decenni - che potrebbe, se usata con criterio, risolvere molti problemi.
Ma siccome noi siamo per il progresso e la liberalizzazione allora la soluzione non può che essere l'affidarne lo sfruttamento ad una multinazionale (è notorio che le multinazionali lavorino sempre e solo nell'interesse del popolo), che in cambio sarà tanto gentile da offrire a tutta l'isola le bottiglie al prezzo speciale di 33 centesimi cadauna.
33 monete…
Mi ricorda qualcosa, ma non riesco a definire bene…

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