Riceviamo e pubblichiamo questo commento di Eugenia su un “misterioso” personaggio della polica siciliana. partecipa anche tu al gioco “indovina chi è” insieme a noi.
indovina chi è ?
Laureato in medicina e chirurgia, partecipa alla fine degli anni settanta alla gioventù DC catanese e con la Dc farà carriera all’ombra di Calogero Mannino. Consigliere ed Assessore al Comune di Catania, diventa nel 1986 deputato alla Regione Siciliana e, rieletto nel 1991, diviene assessore regionale agli Enti Locali. Ebbe delle vicissitudini nell’epoca di Tangentopoli, iniziate nel 1992 con un arresto per abuso d’ufficio, e dopo essere stato condannato in primo grado, assolto in appello dallo scandalo giudiziario. Il 23 luglio del 1994 fu coinvolto e ancora arrestato (stavolta per corruzione) per lo scandalo di un appalto da 48 miliardi di lire per i pasti all’ospedale Vittorio Emanuele di Catania: secondo l’accusa, un comitato d’affari composto da Rino Nicolosi, Salvo Andò, Antonino Drago e lo stesso Lombardo (allora quarantaquattrenne) avrebbe garantito l’appalto all’azienda dell’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini, in cambio di una tangente di 5 miliardi di lire. Un giorno prima dell’arresto fu sospeso (ai sensi della legge 55 del 1990) dalla carica di deputato e ciò fino al 29 settembre dello stesso anno.[1] Nel dicembre 1994, Lombardo lascia anticipatamente l’ARS.
Il 17 marzo del 2000 Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato la somma ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma i giudici finirono per considerare quel denaro solo un regalo ( mah??) : il reato venne derubricato a finanziamento illecito ai partiti (solamente…) , reato che per gli imputati risultava ormai prescritto(tòh guarda un pò)
. I giudici, in sostanza, non riconobbero nei maneggi intorno all’ospedale Vittorio Emanuele l’esistenza di un vero e proprio comitato d’affari:
per questa ragione, gli imputati furono assolti dall’accusa di associazione a delinquere, inizialmente ipotizzata insieme alla corruzione.[2][3]
Dai giudici alla fine gli viene riconosciuto un indennizzo di 33 mila euro per ingiusta detenzione (L’Espresso del 29/2/08 .[4]).
……. torna in politica e diventa europarlamentare nel 1999 per il Centro Cristiano Democratico. È vicesindaco di Catania nel 2000 ed eletto presidente della provincia di Catania nel 2003. Nel 2004, viene riconfermato europarlamentare, dopo le dimissioni di Salvatore Cuffaro, nell’UDC, partito del quale è segretario regionale fino al 2005, in quanto viene commissariato per una profonda crisi interna di sfiducia al capo in quanto accusato di eccessivo centralismo decisionale (non certo per i suo percorso giudiziario)
Nell’aprile 2005 costituisce quattro liste, tra cui il Movimento per l’Autonomia che, raccogliendo complessivamente il 20% circa di voti, si rivelano decisive per rieleggere Umberto Scapagnini (Forza Italia) sindaco di Catania.
Lo voteresti mai uno così?
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