Giro per la mia Città, mentre le strade sono piene della polvere nera proveninte dall’Etna, ed i muri, le insegne degli annunci pubblicitari ed in alcuni casi anche i cassonetti sono pieni di belle facce che mi fanno rimpiangere la polvere vulcanica. I partiti, le liste, sono sempre quelli, gli stessi che hanno stravinto alle regionali ed alle nazionali, che vogliono fare il tris, con un numero esorbitante di deputati, senatori, consiglieri, scendiletto e leccaculo che la corte di Francia di Luigi XVI° a confronto era nulla. Tutti pronti, armati di sindacati e patronati sbrigapratiche, di clientele e conoscenze “alte”, circoli “elitari” ed ordini professionali. E l’appoggio di deputati e senatori, che loro stessi hanno aiutato a vincere. Tutti sicuri, o quasi, di salire, di farcela. il “sistema” funziona a meraviglia, ed in campo non c’è nessuno che può realmente scalfirlo. In questo contesto, nella mia Barcellona che borbotta e si lamenta, ma che poi cala il cappello al padrone di turno, mi ritrovo a parlare con alcune mie vecchie conoscenze che non vedevo da tempo. Parliamo delle elezioni, e gli chiedo cosa ne pensano di un giovane candidato che noi, come circolo, vogliamo esprimere per le elezioni provinciali. Il mio interlocutore mi dice che è una buona idea candidare un giovane, con tanta di quella muffa che c’è nelle varie liste è un bel segnale, e poi, rispetto al candidato in questione, non ha proprio nulla da eccepire, sia personalmente che politicamente. Però, nella discussione c’è un però: il candidato non è un avvocato, non è un notaio, non è un MEDICO, e soprattutto non è figlio di nessuno che appartenga a queste categorie: la madre del nostro Compagno è una bidella, il padre è un muratore(quello che una volta si chiamava “proletariato”…) non ha alcuna speranza di farcela, in un contesto così. Rifletto un attimo sul fatto che la maggior parte dei barcellonesi appartiene a classi non proprio alte, proprio come il nostro possibile candidato, solo che le stesse nostre classi di riferimento pensano che i notabili potranno garantirgli qualcosa, magari in cambio del voto un favore, chissà…mentre chi appartiene alla propria stessa origine, in realtà, già è tanto che si mantenga lui. Poi, oltre alla pecca di essere “proletario”, è anche giovane! cosa criminosa in un paese dove i giovani non hanno diritto di cittadinanza, a meno che non si abbiano le possibilità di spendere denaro per divertirsi o semplicemente per trovare spazi socilali. Ma, oltre a questo, il più grande difetto del nostro, oltre all’essere “povero” e giovane, è anche l’essere apertamente e svisceratamente contro questo sistema di cose, che è quanto descritto sopra. Sistema perfetto, oliato e curato nei minimi dettagli, che ha garantito un controllo territoriale da far impallidire qualsiasi regime. Sistema barcellonese, dove molti, chi più chi meno, hanno trovato riparo, e dove chi non ce l’ha prima o poi lo cerca: chi me lo fa fare di schierarmi contro, pensa il barcellonese - colluso? Noi, dal nostro piccolo, proviamo a portare avanti la nostra alternativa, e chi ci conosce sa come lo facciamo, quotidianamente. E cerchiamo di smentire tutti quelli che, in maniera implicita o esplicita pensano che questo “non è un paese per giovani”. Con le buone o con le cattive, prima o poi ci riprenderemo la Città.

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Giorni caldi questi ultimi al consiglio comunale di Barcellona, dove si sta per eleggere il difensore civico. Secondo gli ultimi pronostici, e le ultime votazioni, la maggioranza consiliare sarebbe orientata a concentrare i voti sull’avvocato Domenico Floramo, in quota Partito Democratico. Domenico Floramo, si penserà, come espressione dell’opposizione alla gestione Nania. Ma Orazio Calamuneri, che amici di partito ed avversari (spesso le due cose coincidono) lo accusano di diversi difetti, tranne quello di dire le cose come stanno, ha steso un documento in cui si denuncia che il difensore civico “in quota” dell’opposizione è stato deciso a tavolino dall’On. Rinaldi, su cui aleggia da sempre l’ombra del potente parente, quel Francantonio Genovese che decide anche fuori dalla “sua” Messina. L’on. Rinaldi, in accordo coi Nania, da quanto si evince dal documento di Calamuneri, si sarebbe accordato, senza nenache consultare (non si dice la base, visto che il partito democratico è un partito “moderno”, e non perde tempo con tesserati, simpatizzanti, e semplici militanti…) i consiglieri di opposizione che oggi fanno parte del Pd. Questo è un segnale da parte di chi fa politica come baratto di posti, contrattazione diretta per il potere, senza intaccare minimamente lo stato di cose.Per loro gli elettori sono solo “carne da voto”, da consultare solo per le scadenze elettorali, la trasparenza una barzelletta da raccontare ai più. Ma cos’è il partito democratico di Barcellona? una “succursale” del partito di Messina?e, domanda ancora più inquietante, chi farà opposizione alla giunta Nania, se si preferiscono gli accordi, le convergenze, la spartizione dei posti, a discapito di tutto il resto?

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By Carmelo | Aprile 27, 2008 - 3:41 pm - Categorie: Gramsci, fascismo, commemorazioni, eroi

Il 27 Aprile del 1937 moriva Antonio Gramsci. Dopo otto anni di carcere, dopo aver scritto nei suoi “Quaderni” una analisi moderna della società e aver indicato ai comunisti il percorso per una crescente radicalità della lotta al fascismo ed al capitalismo, il grande intellettuale marxista si spegneva colpito da una emorragia cerebrale. Lo vogliamo ricordare con queste sue parole…
“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.”.
ANTONIO GRAMSCI

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Pubblichiamo il comunicato dei compagni del Pdci di Messina, a proposito della commemorazione di ieri nella città dello stretto.

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25 Aprile. Invito ad ammainare la bandiera comunista, richiesta di documenti di riconoscimento e perquisizioni ai compagni da parte delle forze dell’ordine

La cerimonia di commemorazione della liberazione d’Italia dal nazifascismo, che si è svolta oggi 25 Aprile 2008 davanti al Municipio di Messina,è stata appannata, oltre che dalla svogliata partecipazione di cittadini ed istituzioni, anche da un atteggiamento della DIGOS e dalle forze dell’ordine che potrebbe far pensare a disposizioni e  prospettive antidemocratiche del nascente governo di destra.

L’invito ad ammainare la bandiera comunista, ma anche – cosa  a nostro avviso più grave- il fermo con la richiesta di documenti di riconoscimento e la perquisizione dei compagni che pacificamente distribuivano volantini, sono comportamenti discretamente intimidatori nei confronti dei militanti comunisti – unica componente politica presente alla manifestazione con proprie bandiere – e li riteniamo inaccettabili e funzionali allo svuotamento di significato della Resistenza partigiana e dei suoi valori, che molti a Messina e nel Paese vorrebbero dimenticare o sotterrare sotto una coltre di ignoranza e disinformazione.

I Comunisti Messinesi presidieranno democraticamente quella memoria e quei valori per arginare la marea montante di autoritarismo ed anticomunismo, e per difendere la costituzione e la democrazia nata dall’antifascismo.
 

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è successo di nuovo. Nella nottata di ieri, mani ignote hanno imbrattato le mura ed il portone della sede del circolo di Rifondazione Comunista ”Ottobre Rosso” di Barcellona pg, con le infami scritte inneggianti il duce ed il nazismo, con una evidente croce uncinata sul portone. Forse, gli autori di tale gesto volevano dimostrare che questo territorio è “loro”, che non c’è spazio per una forza che stona con il servilismo e lo squallore dilagante del panorama politico barcellonese. Forse qualcuno se l’è presa a male per via del “manifesto selvaggio” da noi denunciato, per il fatto che durante i comizi facciamo i nomi ed i cognomi, che vogliamo trasparenza quando invece il torbido agisce nell’oscurità, e  nell’oscurità colpisce. Non è il primo caso di scritte vandaliche apposte alla nostra sede, e non è la prima volta che una sede di Rifondazione viene colpita da mani infami nella provincia di Messina: i casi di Naso, con relative auto incendiate, e di giardini Naxos, con una sede del partito devastata, ed ultimo un ordigno artigianale fatto con la batteria di un cellulare di fronte la sede del già citato circolo fanno capire come ci sia qualcuno che dello scontro fisico, del clima di terrore voglia fare la sua strategia politica verso gli avversari. Ovvio che noi non accetiamo questo tipo di scontro, che rigettiamo sdegnatamente al mittente di tali gesti; la nostra battaglia politica sarà la civiltà ed il lavoro alla luce del sole, e continueremo a batterci sapendo che molti cittadini onesti e civili ci appoggeranno.

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Vorrei fare questa riflessione, ancora scioccato dal risultato elettorale che ho di fronte. Per la prima volta nella storia della Repubblica, non ci saranno i comunisti in parlamento. Due partiti, hanno totalizzato insieme l’80% dei voti. L’Udc entra alla camera con 34 deputati. La Destra totalizza il 2,4%. E noi, che abbiamo unito 4 partiti, nella speranza di un buon risultato, ci ritroviamo adesso fuori dal parlamento, senza neanche un rappresentante. Non va neanche meglio in Sicilia, dove la nostra lista si è fermata poco sopra il 3%, la Finocchiaro al 31, e nuovo presidente di regione è Raffaele Lombardo, gemello siamese di Cuffaro. Evidentemente, c’è da ricominciare tutto da capo. Ma proprio tutto. Qui bisogna fare una sorta di azzeramento, ripartire proprio dall’assunzione di responsabilità di chi ci ha condotto in questa situazione, e fare contemporaneamente una seria analisi di quello che è successo in questi due anni, dove Rifondazione Comunista è passata dal suo “Solo” 7.5% al senato allo striminzito 3.1% di oggi, insieme alle altre forze della sinistra. Cosa si è sbagliato?chi si assumerà la responsabilità del tracollo? e chi, soprattutto, si assumerà il compito ingrato di ricostruire?Come nelle migliori tradizioni, infatti, la nostra parte politica contempla elementi che gioiscono delle vittorie e scanzano le sconfitte. “abbiamo vinto - avete perso”, insomma. E non è un gran guadagno per l’analisi politica. intanto, però, proviamo a ricostruire una Nuova Rifondazione…

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Riceviamo e pubblichiamo questo commento di Eugenia su un “misterioso” personaggio della polica siciliana. partecipa anche tu al gioco “indovina chi è” insieme a noi.  

indovina chi è ?

Laureato in medicina e chirurgia, partecipa alla fine degli anni settanta alla gioventù DC catanese e con la Dc farà carriera all’ombra di Calogero Mannino. Consigliere ed Assessore al Comune di Catania, diventa nel 1986 deputato alla Regione Siciliana e, rieletto nel 1991, diviene assessore regionale agli Enti Locali. Ebbe delle vicissitudini nell’epoca di Tangentopoli, iniziate nel 1992 con un arresto per abuso d’ufficio, e dopo essere stato condannato in primo grado, assolto in appello dallo scandalo giudiziario. Il 23 luglio del 1994 fu coinvolto e ancora arrestato (stavolta per corruzione) per lo scandalo di un appalto da 48 miliardi di lire per i pasti all’ospedale Vittorio Emanuele di Catania: secondo l’accusa, un comitato d’affari composto da Rino Nicolosi, Salvo Andò, Antonino Drago e lo stesso Lombardo (allora quarantaquattrenne) avrebbe garantito l’appalto all’azienda dell’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini, in cambio di una tangente di 5 miliardi di lire. Un giorno prima dell’arresto fu sospeso (ai sensi della legge 55 del 1990) dalla carica di deputato e ciò fino al 29 settembre dello stesso anno.[1] Nel dicembre 1994, Lombardo lascia anticipatamente l’ARS.

Il 17 marzo del 2000 Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato la somma ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma i giudici finirono per considerare quel denaro solo un regalo ( mah??) : il reato venne derubricato a finanziamento illecito ai partiti (solamente…) , reato che per gli imputati risultava ormai prescritto(tòh guarda un pò)

. I giudici, in sostanza, non riconobbero nei maneggi intorno all’ospedale Vittorio Emanuele l’esistenza di un vero e proprio comitato d’affari:

per questa ragione, gli imputati furono assolti dall’accusa di associazione a delinquere, inizialmente ipotizzata insieme alla corruzione.[2][3]

Dai giudici alla fine gli viene riconosciuto un indennizzo di 33 mila euro per ingiusta detenzione (L’Espresso del 29/2/08 .[4]).

……. torna in politica e diventa europarlamentare nel 1999 per il Centro Cristiano Democratico. È vicesindaco di Catania nel 2000 ed eletto presidente della provincia di Catania nel 2003. Nel 2004, viene riconfermato europarlamentare, dopo le dimissioni di Salvatore Cuffaro, nell’UDC, partito del quale è segretario regionale fino al 2005, in quanto viene commissariato per una profonda crisi interna di sfiducia al capo in quanto accusato di eccessivo centralismo decisionale (non certo per i suo percorso giudiziario)

Nell’aprile 2005 costituisce quattro liste, tra cui il Movimento per l’Autonomia che, raccogliendo complessivamente il 20% circa di voti, si rivelano decisive per rieleggere Umberto Scapagnini (Forza Italia) sindaco di Catania.

Lo voteresti mai uno così?

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Si narra che un giorno qualcuno disse ad Aristotele che la filosofia era inutile, che non serviva a nulla; il filosofo macedone per risposta prese un foglio ed invitò il proprio interlocutore a scrivere il perchè la filosofia fosse inutile. Il risultato fu che l’interlocutore usò l’argomentare filosofico per descrivere l’inutilità della filosofia.

Eccoci qua, allora, a raccontare di gente che predica bene e razzola male. Si diceva quant’erano brutti i partiti, perchè c’erano delle candidature scelte dall’alto e, un mio amico vicino ai meetup di Messina criticava la scelta di presentare una lista per le regionali Degli “Amici” di Beppe Grillo e, soprattuto mi diceva di come Nessuno abbia avuto voce in capitolo per la scelta della candidata alla presidenza della regione. Nessuno, a parte L’Imperatore Beppe, che ha controllato la lista ed ha dato mandato ai suoi proseliti di crescere e moltiplicarsi, elettoralmente, così come ordinato. Ma si sa, i partiti tradizionali sono lo schifo peggiore, irriformabili, quindi meglio affidarsi ai pochi illuminati che possono guidarci verso nuovi orizzonti. E cosa c’è di meglio di un bollino di garanzia? un bollino, si sa, è la garanzia migliore della qualità di una lista: lo diceva anche la pubblicità, che le banane migliori sono quelle col bollino blù, e noi siamo sempre più Repubblica delle banane e sempre più bisognosi di bollini. E così la Carismatica è diventata la candidata di quel movimento del “vaffanculo tutti”o vaffa day che ha rappresentato il culmine dell’antipolitica nazionale: tutti insieme, tutti uguali, destra e sinistra, mangiano e “rubbano” alla stessa maniera, come dice un macellaio di mia conoscenza che poi arrotondava a suo favore il prezzo della carne, facendomi pensare a come sarebbe stato il parlamento con gente di questo tipo. tutti uguali, quindi, fino a quando i paladini della giustizia della legalità e della libertà, che preferiscono i salotti alle strade, hanno deciso di scendere in campo. Finalmente, ho pensato, non ci saranno solo passerelle parolaie ogni 8 di Gennaio, con rispettivo codazzo di “sepolcri imbiancati” pronti a spalare merda sul lavoro di questo e di quello, con il retrogusto amaro del “barcellona fa schifo” detto da uno dei relatori che quesa città l’ha solo vista dal finestrino della propria auto. Probabilemnte questa città non è il massimo, lo denunciamo da tempo, mi pare, però le chiacchere non spostano le montagne, e non migliorano manco un paese che ne ha seriamente bisogno. Dopo ogni cerimonia, la “banda della verità” sparisce, lasciando noi poveri abitanti antimafiosi a parlare di antimafia mentre i boss si prendono un caffè vicino a noi. Forse, chi parla di determinate cose, dovrebbe vivere in quei territori ed agire, o tentare di farlo concretamente, “rischiando” come fanno tutti i cittadini normali, attraverso una prassi che non si fermi alle commemorazioni, ma ad un tipo di antimafia sociale che dura per tutto l’anno.

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Pubblichiamo l’articolo di Valentina Rappazzo sulle condizioni del Liceo Scientifico Medi Di Barcellona P.G.

“Abbiamo risolto i problemi del Liceo Scientifico Medi” citava aulico il magico libretto dei sogni, che tutti noi ci siamo visti spedire, durante il periodo elettorale 2007 della città di Barcellona P.G. Ma le mura e le strutture del prima citato liceo non sono d’accordo con il sindaco. Infatti, il problema, che il caro sindaco ritiene risolto, è anzi peggiorato. Non sono stati nemmeno iniziati i lavori per la sede promessa, le strutture sono plurime, una più scadente dell’altra, e chi ci va di mezzo sono gli studenti e il diritto allo studio. Passiamo ora in breve rassegna il liceo Medi, o meglio “i” licei Medi. Eh si perché a Barcellona non c’è sono un Medi, ma ben 5 plessi dove i poveri studenti sono dislocati.Partiamo dalla sede “storica” del Liceo, sita in via San Vito, comunemente detta “la centrale”. Sede chiaramente in decadenza, che però, dopo il crollo di quella sita nell’ex convento, ex pretura, ora anche ex scuola, dei Basiliani, è stata ridipinta, perché si sa, la vernice ripara perfettamente le strutture fatiscenti. Subito dopo vengono i plessi Bauro e Upim, dove gli studenti seguono le lezioni comodamente alloggiati in garage e stanze non idonee, dolcemente accompagnati dal suono incessante delle autovetture che passano a poco più di un metro da loro. Proseguiamo poi prendendo in considerazione il plesso Miano, forse uno di quelli che versa nelle “migliori” condizioni, anche se ovviamente la struttura è cadente e non idonea ad ospitare una scuola, essendo predisposta per essere usata come condominio. Arriviamo così all’ultimo, glorioso, plesso del Liceo Medi: quello sito a St Antonino. Assegnato agli studenti dopo mesi di proteste organizzate da studenti e professori, culminati con quella del 1 Dicembre 2006, con un presidio di oltre 600 studenti, insieme ai professori e all’allora preside, davanti a Palazzo dei Leoni, sotto una pioggia incessante. Molti si sono presi il merito per l’assegnazione di questa “nuova” struttura, da dividere in equa parte con l’Ipsia Ferrari, che di nuovo ha soltanto la vernice sui muri. Certo, non ci si può lamentare degli interni, le aule sono luminose, i buchi nei tetti consentono un ricambio d’aria anche a finestre chiuse, tutto è nuovo, tutto è bello…..ah dimenticavo..se volete accedere all’area destinata allo scientifico dovete salire al secondo piano, ma non dall’entrata principale, ma dalle scale antincendio. Si, proprio dalle scale antiscivolo…ma state attenti, perché si scivola.Valentina Rappazzo

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tratto dal sito www.sxnet.it

Turigliatto e la sindrome massimalista

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Con rabbia
Scritto da Matteo   
venerdì 25 gennaio 2008

Fare i coerenti a tutti i costi e votare come le destre… E’ coerente?

Credetemi, io mi sforzo di capire il compagno Turigliatto e tutti i compagni di Sinistra Critica.

Ho simpatia per chi parla fieramente di anticapitalismo, comunismo, redistribuzione, no alla guerra e così via.

Ma a tutto c’è un limite.

Sempre per il solito giochino del “io sto più a sinistra di te”, Turigliatto in questi due anni ha rotto le scatole (diciamo quelle) in una situazione in cui, obiettivamente, non poteva permetterselo.

Meglio un Prodi di centrocentro e un po’ di sinistra, o meglio un destradestra un po’ di centro di Berlusconi?

Dimmelo, Turigliatto.

Caro Turigliatto, ai lavoratori della tua “coerenza” non frega assolutamente nulla, io sono comunista ma voglio governare, influire sulla politica di questo paese mettendoci la faccia, anzichè abbaiare alla luna concetti bellissimi ma inascoltati.

E poi, è andata a finire che hai votato insieme a ex fascisti, neo fascisti, forzaitalioti e neo-dc nonchè amici di Confindustria e delle banche e dei venditori di armi: questa è la tua coerenza, Turigliatto?

Vergogna. Questi non si meritano neanche un voto.

ps Se te, caro Turigliatto, eri così duro e puro, perchè accettasti la candidatura al Senato in Rifondazione? Non sapevi che Rifondazione aveva un accordo di coalizione? Hai tradito il tuo mandato!! 

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