è successo di nuovo. Nella nottata di ieri, mani ignote hanno imbrattato le mura ed il portone della sede del circolo di Rifondazione Comunista ”Ottobre Rosso” di Barcellona pg, con le infami scritte inneggianti il duce ed il nazismo, con una evidente croce uncinata sul portone. Forse, gli autori di tale gesto volevano dimostrare che questo territorio è “loro”, che non c’è spazio per una forza che stona con il servilismo e lo squallore dilagante del panorama politico barcellonese. Forse qualcuno se l’è presa a male per via del “manifesto selvaggio” da noi denunciato, per il fatto che durante i comizi facciamo i nomi ed i cognomi, che vogliamo trasparenza quando invece il torbido agisce nell’oscurità, e  nell’oscurità colpisce. Non è il primo caso di scritte vandaliche apposte alla nostra sede, e non è la prima volta che una sede di Rifondazione viene colpita da mani infami nella provincia di Messina: i casi di Naso, con relative auto incendiate, e di giardini Naxos, con una sede del partito devastata, ed ultimo un ordigno artigianale fatto con la batteria di un cellulare di fronte la sede del già citato circolo fanno capire come ci sia qualcuno che dello scontro fisico, del clima di terrore voglia fare la sua strategia politica verso gli avversari. Ovvio che noi non accetiamo questo tipo di scontro, che rigettiamo sdegnatamente al mittente di tali gesti; la nostra battaglia politica sarà la civiltà ed il lavoro alla luce del sole, e continueremo a batterci sapendo che molti cittadini onesti e civili ci appoggeranno.

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Come avete vissuto le elezioni 2008? avete notato qualcosa che non vi è piaciuto, qualcosa di irregolare, qualche forzatura? conoscete gente “costretta” a votare qualcuno perchè altrimenti perdeva il posto di lavoro? Avete notato gente strana muoversi per i seggi? oppure conoscete gente che ha votato qualcuno perchè gli aveva promesso il lavoro, favori e cose così? raccontateci le vostre storie, anche in forma anonima, di come si svolgono le elezioni a barcellona pg, e non solo.

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Segreteria burrascosa per Rifondazione. Convocati gli organismi dirigenti: venerdì la direzione, fine settimana Cpn, a luglio il congresso. Al quale il Prc arriva diviso. Giordano: proseguire nella costruzione del soggetto unico. Ferrero: non sciogliere il partito

di Romina Velchi


Cinque ore di discussione: tanto è durata, nella sede nazionale, la segreteria più difficile di Rifondazione comunista, convocata già lunedì sera quando la dimensione del disastro elettorale era ormai evidente. Facce scure e volti tirati di chi non ha dormito. Lo tsunami che ha spazzato via la Sinistra arcobaleno, una tragedia umana oltre che politica, ha conseguenze immediate: la convocazione urgente degli organismi dirigenti (direzione venerdì e comitato politico sabato e domenica), e congresso anticipato a luglio.

Sul tavolo numeri impietosi: 3,2% al Senato; 3,1% alla Camera. Cioè zero senatori e zero deputati: tre milioni di voti spariti nel nulla. Ma non è solo (si fa per dire) questo. E’ che il disastro è omogeneo, da Nord a Sud; non si è salvata, praticamente, nessuna roccaforte rossa, né vecchia né nuova, né piccola, né grande. Anche se, va detto, il voto locale (comuni e province) sta restituendo una fotografia meno drammatica. Una debacle tale da suscitare, a destra e a sinistra, reazioni di stupore e preoccupazione per l’assenza dal parlamento di un forza “estrema”. Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni, sostiene che «il fatto che la sinistra non sia in Parlamento non è positivo per la dialettica democratica. Un pezzo dell’Italia non è rappresentata e questo è un problema» (davvero curioso che lo dica lui); c’è persino chi evoca scenari di nuovo terrorismo. Ma intanto la Lega può vantarsi di essere «il partito nuovo dei lavoratori».

C’è di che discutere: colpa del voto utile? Della partecipazione al governo Prodi? Il segretario Franco Giordano non ha dubbi: le cause della sconfitta sono principalmente due, «la morsa bipolare» e, soprattutto, «il prezzo altissimo pagato al governo Prodi» che si è rivelato «impermeabile» alle nostre istanze. Per non dire «delle resistenze» che sono venute dal Partito democratico. C’è spazio anche per stigmatizzare il «processo di americanizzazione» della politica italiana da parte di un Pd che però non ha sfondato al centro, né scalfito il dominio della Lega e di Berlusconi.

Ma il tema della discussione, a viale del Policlinico, ieri era un altro: e ora? Sarà anche vero che «anche i comunisti sono capaci di discutere civilmente» (è l’unico commentato fatto da Paolo Ferrero), ma il gruppo dirigente è ormai diviso a metà e lo scontro è stato acceso. «Abbiamo avviato una discussione - spiega “neutro” Giordano - e vogliamo che sia collettiva, aperta anche alle altre forze della Sinistra arcobaleno». Allo scopo si individueranno anche momenti ad hoc. Non ci saranno dimissioni - chieste a gran voce dal deputato uscente Ramon Mantovani, ma su cui si è dibattuto a lungo anche nella riunione della segreteria - anche se, assicura Giordano, «c’è bisogno di un bagno di umiltà: l’intero gruppo dirigente si metterà in discussione». Per altro la richiesta di dimissioni potrebbe essere avanzata nel prossimo Cpn. Giordano, tentato di lasciare, è rimasto al suo posto convinto da Bertinotti, il quale, come per altro aveva già annunciato, invece si è dimesso dal ruolo di leader dell’Arcobaleno: «A lui, che è un protagonista importante nella sinistra italiana - afferma Giordano - va tutta la nostra solidarietà».

Nel gruppo dirigente si vanno delineando, in modo netto, linee diverse su come uscire dall’impasse. Linee che, alla luce del risultato elettorale e col congresso alle porte, fatalmente si radicalizzeranno, tanto che nessuno più dubita che le mozioni saranno almeno due. Da una parte c’è la posizione di Giordano: insistere sulla strada di un partito unico della sinistra, sulla fase costituente con chi ci sta. «E’ necessario trovare una modalità di aggregazione delle forze di sinistra - spiega il segretario del Prc - persino coinvolgendo quei singoli che hanno votato per il Pd», convinti di frenare la riscossa di Berlusconi. Secondo Giordano, anche se il Pdci ha deciso di sottrarsi, il «processo dell’unità a sinistra è irreversibile». Solo che «va radicato nel territorio, va costruito nei luoghi di lavoro; insomma, va riempito, va reso denso». Viceversa, tornare «a quello che eravamo prima», significa non reggere la sfida». D’accordo con lui Gennaro Migliore e Alfonso Gianni: «Il progetto della Sinistra unitaria vuole riaffermare la presenza della sinistra nel Paese - dice il primo - Rifondazione può e deve mettersi al servizio di questo progetto, che va oltre la discussione interna, e che invece deve parlare direttamente a tutta la società italiana»; «Dobbiamo pensare ad un percorso - concorda il secondo - da iniziarsi subito, di rifondazione della sinistra, nel quale le forze partitiche superino le loro specifiche forme organizzate ed alla quale concorrano le esperienze e i protagonismi della sinistra diffusa nel nostro territorio».

Dall’altra parte la linea che fa capo a Paolo Ferrero e a Giovanni Russo Spena, contraria al partito unico e allo scioglimento del Prc. Bisogna «partire dal conflitto sociale», spiega Russo Spena, il quale pensa ad «un soggetto unitario e plurale», anzi «un coordinamento delle diverse realtà e soggettività, con due portavoce, un uomo e una donna», anche prevedendo un «doppio tesseramento». Insomma, sul «modello della Sinistra europea» con l’obiettivo di costruire «una sinistra di ispirazione sociale». E se Roberta Fantozzi, Imma Barbarossa e Loredana Fraleone sottolineano che «non si può prescindere da un rafforzamento di Rifondazione», Russo Spena invita a schivare i due pericoli: il «”ridateci la falce e martello”, errore ideologico e “sciogliamo tutti i partiti e andiamo al partito unico” errore politicista. Per altro senza il Pdci, e magari i Verdi, non capirei cosa voglia dire partito unico». Nell’immediato, siccome non si deve «sostituire un leader sconfitto con un altro leader», Russo Spena si augura che sia «il segretario a prendere la guida del percorso» verso una sinistra unitaria e plurale. Se, invece, «la discussione sarà da un lato il partito unico e dall’altro un percorso più articolato, io sicuramente scriverò una mozione per il percorso più articolato».

E’ convocata per sabato 19 aprile alle ore 17.00 la riunione del Cpn al Centro Frentani, Via dei Frentani 4, Roma. I lavori proseguiranno nella giornata di domenica con inizio alle 9.30


16 Aprile 2008

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Vorrei fare questa riflessione, ancora scioccato dal risultato elettorale che ho di fronte. Per la prima volta nella storia della Repubblica, non ci saranno i comunisti in parlamento. Due partiti, hanno totalizzato insieme l’80% dei voti. L’Udc entra alla camera con 34 deputati. La Destra totalizza il 2,4%. E noi, che abbiamo unito 4 partiti, nella speranza di un buon risultato, ci ritroviamo adesso fuori dal parlamento, senza neanche un rappresentante. Non va neanche meglio in Sicilia, dove la nostra lista si è fermata poco sopra il 3%, la Finocchiaro al 31, e nuovo presidente di regione è Raffaele Lombardo, gemello siamese di Cuffaro. Evidentemente, c’è da ricominciare tutto da capo. Ma proprio tutto. Qui bisogna fare una sorta di azzeramento, ripartire proprio dall’assunzione di responsabilità di chi ci ha condotto in questa situazione, e fare contemporaneamente una seria analisi di quello che è successo in questi due anni, dove Rifondazione Comunista è passata dal suo “Solo” 7.5% al senato allo striminzito 3.1% di oggi, insieme alle altre forze della sinistra. Cosa si è sbagliato?chi si assumerà la responsabilità del tracollo? e chi, soprattutto, si assumerà il compito ingrato di ricostruire?Come nelle migliori tradizioni, infatti, la nostra parte politica contempla elementi che gioiscono delle vittorie e scanzano le sconfitte. “abbiamo vinto - avete perso”, insomma. E non è un gran guadagno per l’analisi politica. intanto, però, proviamo a ricostruire una Nuova Rifondazione…

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In concomitanza con la visita a Terme Vigliatore dell’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, candidato alla regione Sicilia nella lista “la Sinistra - l’Arcobaleno” Filippo Giunta, facendosi interprete dello stato di esasperazione degli abitanti del Comune, in particolare della frazione San Biagio, dove quotidianamente si rischia la vita a causa di una viabilità realizzata illegalmente, ha deciso di organizzare una forma di protesta al fine di segnalare, ancora una volta, l’inerzia di tutte le Istituzioni competenti, considerato che a nulla sono servite interrogazioni parlamentari, petizioni popolari e denunce alla procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto.

La presenza di Cuffaro in questo territorio viene considerata incompatibile rispetto alla crisi istituzionale in cui versa il Comune di Terme Vigliatore, commissariato dal 2001.
L’obiettivo principale ed esclusivo di una simile forma di protesta estrema è quello di tutelare il superiore interesse collettivo della comunità (la vita, la sicurezza) richiamando l’attenzione delle autorità istituzionali preposte a tutelare la sicurezza dei cittadini, il territorio e a far rispettare le leggi.

8/4/2008

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Cari cittadine e cittadini,le prossime elezioni sono molto importanti, in quanto segneranno la storia del nostro paese per i prossimi anni. A fronteggiarsi non sono semplicemente degli schieramenti contrapposti, ma dei modi di vedere, praticare la politica del tutto differenti.  E questo lo si vede da alcuni fatti di cronaca recente.uno riguarda noi da vicino, che denunciammo lo scempio compiuto l’anno scorso, quel fenomeno che la stampa ha chiamato “manifesto selvaggio”: manifesti dappertutto, a discapito di una città stufa ed indignata che aspettava paziente la fine delle elezioni, e che si sta ripresentando ancora oggi, visto che non sono stati disposti gli spazi pubblici per i manifesti, come in ogni altra città civile. L’altro fatto riguarda l’assessore al lavoro regionale, Formica, che qualche giorno fa ha sbloccato 250 milioni di euro per finanziare enti di formazione, che sono vicini a tutti i partiti di governo regionale (udc, An, Forza Italia, Mpa).  Forse, per vedere sbloccati dei finanziamenti, bisogna aspettare sempre le elezioni! Forse dovremmo proporre a questi politici di fare elezioni più spesso. Peccato  che invece di pensare alla formazione ed all’inserimento lavorativo vero, si pensa ad accontentare gli amici, che gestiranno queste entrate e formeranno codazzi di clientele e voti. È tempo di bilanci a Barcellona. È tempo di bilanci per quanto riguarda la gestione familiare che si è imposta in questi anni in questo comprensorio; per quanto tempo Barcellona ha avuto il suo “senatore”? E cosa ne ha goduto la Città, i Barcellonesi di ciò? Vorrei citare solo un dato: Barcellona è passata nel giro di cinque anni da 50 mila abitanti a 41 mila: sono tutti fuggiti dalla “città delle meraviglie” illustrata nel libretto del sindaco alle scorse elezioni? Ora si dice, “Barcellona vuole il suo deputato regionale”, come c’è scritto sui cassonetti: io aggiungerei “lo vuole senza precedenti penali”.  Infine vorrei dire una cosa sui giovani: ci si riempie spesso la bocca dei giovani, che bisogna dare spazio ai giovani; poi però, se qualche giovane vuole impegnarsi sul serio, fare politica sul territorio, viene “smontato” proprio perché giovane! Forse, gli unici giovani che vanno a genio, sono quelli che non hanno il problema del lavoro e di pagarsi le tasse universitarie, i libri e tutto il resto, i figli di papà; i diretti eredi di questa classe dirigente nostrana. 

Contro tutto questo noi continueremo a batterci.

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Comizio di Lucano Accetta che non si è potuto realizzare a causa di problemi “tecnici”. Questo è quanto Luciano aveva in mente di dire: mi sembra corretto nei suoi confronti far circolare ugualmente il suo pensiero.

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Dopo Fausto Bertinotti, è la volta di Franco Giordano a Messina…Comizio in Piazza Cairoli, alle ore 11:00 insieme al segretario Provinciale Filippo Giunta, candidato alla Regione Sicilia nelle liste de “la Sinistra, l’Arcobaleno”…

Non mancare…

 

“La questione morale è anche questo: un comportamento di coerenza e un impegno per creare un altro tipo di sistema che chiuda gli spazi a politici opportunisti e trasformisti. Politici, che una volta arrivati al potere, non hanno interesse a chiudere i rubinetti del clientelismo”.

Filippo Giunta

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«Il vero cancro, il vero centro degli affari, in Sicilia, è dentro Palazzo dei Normanni». Così Filippo Giunta, candidato alla Regionali per la Sinistra Arcobaleno, esordisce in una serie di considerazioni sulle elezioni e sui contenuti da portare avanti. «Quando noi della “Sinistra Arcobaleno” parliamo di sanità o di altri settori di interesse pubblico, diciamo fuori la politica dagli ospedali. Ed ancora, fuori la politica dalla gestione degli ATO. Bisogna sciogliere tutti gli enti inutili.
«In questa tornata elettorale - prosegue Giunta - siamo di fronte ad una contraddizione che gli elettori, con il loro voto, devono necessariamente risolvere. Veltroni, alle elezioni politiche, è alleato con Di Pietro e con il Partito Radicale della Bonino e di Pannella. Ha scelto volutamente di non allearsi con la “Sinistra Arcobaleno”. Eppure, in Sicilia, siamo alleati con il Partito Democratico. La candidata alla presidenza della Regione Anna Finocchiaro ha voluto questa alleanza con la Sinistra e con Rita Borsellino. Se la Finocchiaro sarà in grado di rompere certi meccanismi affaristico-clientelari è perché c’è una forza coesa, che ha le carte in regole nella lotta contro i poteri mafiosi e criminali, che è la “Sinistra Arcobaleno”. Posso dire con dati di fatto, e vorrei che ciò venisse smentito, che il Partito della Rifondazione Comunista, in provincia di Messina, è stato quello che ha condotto con maggiore coerenza la lotta contro le clientele e contro la cattiva amministrazione. Aggiungo che segnali inquietanti arrivano nei confronti dei nostri dirigenti locali. Mi riferisco alla recente aggressione al Circolo di Giardini Naxos. Così come qualche mese addietro, nel Comune di Naso, l’aggressione al compagno Maurizio Fazio».
La priorità per la Sinistra Arcobaleno «è spezzare i carrozzoni inutili. Bisogna necessariamente fare uscire la politica da tutti i settori della società. Senza questi interventi, ritengo non ci possa essere alcuna prospettiva di sviluppo e di occupazione». Poi Giunta affronta la cosiddetta “questione morale”: «Per quanto mi riguarda, a prescindere dal voto del 13-14 aprile, ritengo che si possa svolgere un ruolo positivo, pur stando alla opposizione. Perché una opposizione seria e coerente diventa un pilastro per la democrazia e per il funzionamento dell’attività amministrativa.
La questione morale è anche questo: un comportamento di coerenza e un impegno per creare un altro tipo di sistema che chiuda gli spazi a politici opportunisti e trasformisti. Politici, che una volta arrivati al potere, non hanno interesse a chiudere i rubinetti del clientelismo e a sciogliere enti inutili. Anzi proprio questi enti inutili servono ad alimentare il loro potere».
«Autorevoli politologi - continua Giunta - dicono che c’è il rischio concreto di un accordo tra Veltroni e Berlusconi. Ed io ci credo. Anzitutto, abbiamo assistito alla corsa, sia del Pd che del Pdl, alla sponsorizzazione degli industriali. Non si sa chi è più fascista tra Ciarrapico (Pdl) e Calearo (Pd). Comunque, si registra questo spostamento a destra del Partito Democratico. O quantomeno a destra perché Veltroni ha voluto prendere le distanze dalla Sinistra». Per questo, secondo il candidato della Sinistra Arcobaleno, «è venuto il momento di fare una scelta di parte» e «il 13-14 aprile si impone un voto a favore della “Sinistra Arcobaleno” per uscire da una certa confusione».
La conclusione Giunta la riserva ai legami tra mafia e politica: «Provo disagio a commentare la candidatura di Totò Cuffaro, capolista al Senato nell’Udc. In Sicilia mi pare di capire che chi collude con la mafia fa carriera politica. Certamente non possiamo mettere sullo stesso piano uomini politici che hanno rischiato la vita con chi collude con la mafia. Noi della “Sinistra Arcobaleno” dobbiamo dare un esempio. Lo dobbiamo dare soprattutto ai giovani, ancorché ai lavoratori, a chi non arriva a fine mese, a chi non riesce a pagare le bollette del telefono, della luce, dell’acqua, del gas». Nell’ambito di una “operazione trasparenza”, Giunta rende pubblica la sua dichiarazione dei redditi: «Dichiaro pubblicamente che il mio reddito proviene dall’attiva scolastica (circa 1500 €uro). Non ho società per azioni, cooperative o altre fonti di reddito. In ogni caso metto a disposizione di chiunque, anche di un alto funzionario, l’accesso alla mia situazione patrimoniale. Estesa anche ai conti bancari. Sarebbe opportuno che altri candidati, in questa campagna elettorale, dichiarassero se ci sono di mezzo cooperative o altri proventi. Anche da qui passa la questione morale».

 

Tratta dal sito www.rifondazionemessina.it

 

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