By Carmelo | Aprile 27, 2008 - 3:41 pm - Categorie: Gramsci, fascismo, commemorazioni, eroi

Il 27 Aprile del 1937 moriva Antonio Gramsci. Dopo otto anni di carcere, dopo aver scritto nei suoi “Quaderni” una analisi moderna della società e aver indicato ai comunisti il percorso per una crescente radicalità della lotta al fascismo ed al capitalismo, il grande intellettuale marxista si spegneva colpito da una emorragia cerebrale. Lo vogliamo ricordare con queste sue parole…
“Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza.”.
ANTONIO GRAMSCI

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Pubblichiamo il comunicato dei compagni del Pdci di Messina, a proposito della commemorazione di ieri nella città dello stretto.

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25 Aprile. Invito ad ammainare la bandiera comunista, richiesta di documenti di riconoscimento e perquisizioni ai compagni da parte delle forze dell’ordine

La cerimonia di commemorazione della liberazione d’Italia dal nazifascismo, che si è svolta oggi 25 Aprile 2008 davanti al Municipio di Messina,è stata appannata, oltre che dalla svogliata partecipazione di cittadini ed istituzioni, anche da un atteggiamento della DIGOS e dalle forze dell’ordine che potrebbe far pensare a disposizioni e  prospettive antidemocratiche del nascente governo di destra.

L’invito ad ammainare la bandiera comunista, ma anche – cosa  a nostro avviso più grave- il fermo con la richiesta di documenti di riconoscimento e la perquisizione dei compagni che pacificamente distribuivano volantini, sono comportamenti discretamente intimidatori nei confronti dei militanti comunisti – unica componente politica presente alla manifestazione con proprie bandiere – e li riteniamo inaccettabili e funzionali allo svuotamento di significato della Resistenza partigiana e dei suoi valori, che molti a Messina e nel Paese vorrebbero dimenticare o sotterrare sotto una coltre di ignoranza e disinformazione.

I Comunisti Messinesi presidieranno democraticamente quella memoria e quei valori per arginare la marea montante di autoritarismo ed anticomunismo, e per difendere la costituzione e la democrazia nata dall’antifascismo.
 

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In concomitanza con la visita a Terme Vigliatore dell’ex governatore siciliano Totò Cuffaro, il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, candidato alla regione Sicilia nella lista “la Sinistra - l’Arcobaleno” Filippo Giunta, facendosi interprete dello stato di esasperazione degli abitanti del Comune, in particolare della frazione San Biagio, dove quotidianamente si rischia la vita a causa di una viabilità realizzata illegalmente, ha deciso di organizzare una forma di protesta al fine di segnalare, ancora una volta, l’inerzia di tutte le Istituzioni competenti, considerato che a nulla sono servite interrogazioni parlamentari, petizioni popolari e denunce alla procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto.

La presenza di Cuffaro in questo territorio viene considerata incompatibile rispetto alla crisi istituzionale in cui versa il Comune di Terme Vigliatore, commissariato dal 2001.
L’obiettivo principale ed esclusivo di una simile forma di protesta estrema è quello di tutelare il superiore interesse collettivo della comunità (la vita, la sicurezza) richiamando l’attenzione delle autorità istituzionali preposte a tutelare la sicurezza dei cittadini, il territorio e a far rispettare le leggi.

8/4/2008

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TI VOTO CONTRO !
 
Dedicata al Partito Democratico…
Versi e musica di Mauro Geraci



Nella mia città

non mi lascerà
qualcuno per i viali contro il vento,
in pace non potrò
da solo mai e poi mai
restare anche quando morirò,
così nella cabina
amici non avrò
dentro di me so già cosa farò…

Ti voto contro
e il vento me lo trovo a mio favore
così la libertà
partiti mai ne avrà,
ti voto contro
e tu non lo saprai mai mai mai mai…

Poi si festeggerà
e non ti basterà
solo un bicchiere per aprire gli occhi
sul mondo ch’è più grande
di te che sei piccino
e che tenere in pugno non potrai,
perchè in quella cabina
la voce mia si sente
e altri canteranno insieme a me…

Ti voto contro
e il vento me lo trovo a mio favore
così la libertà
che tu non fermerai.
Ti voto contro
e tu non lo saprai mai mai mai mai…

Ti voto contro
e il vento mi farà salire in alto
in quella libertà
dove anche tu morrai.
Ti voto contro
e tu non lo saprai mai mai mai mai…
 

Tratta dal sito www.geracicantastorie.com

Un ringraziamento particolare al Professor e Cantastorie Mauro Geraci

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By Carmelo | Gennaio 23, 2008 - 11:19 am - Categorie: educazione civica, politica nazionale, commemorazioni, eroi

“IN MEMORIA DI ARRIGO BOLDRINI”

Non lasciamo che con lui muoiano le sue idee

(di Bruna Iacopino)

Medaglia d’oro al valor militare, presidente onorario dell’ANPI, membro dell’Assemblea costituente e dirigente del PCI… Il comandante Bulow, all’anagrafe Arrigo Boldrini, ci lascia all’età di 92 anni, una vita spesa per la libertà e la democrazia. Difficile tracciare il profilo di una figura di così alto valore civile e politico, difficile identificare l’eredità da lui lasciata a memoria imperitura. “Il timore, e la riflessione che si fa ogni qual volta scompare un personaggio di tale levatura è che scompaiano insieme a lui le idee che hanno segnato il corso della sua vita e per le quali ha combattuto” commenta Massimo Rendina, presidente ANPI Roma e Lazio.
Anche lui ha difficoltà a racchiudere in poche parole la figura di Arrigo Boldrini, distintosi in battaglia per le sue capacità strategiche, che, non per niente gli avevano fatto meritare l’appellativo di Bulow, il generale prussiano che era riuscito a sbarrare la strada a Napoleone contribuendo in maniera determinante alle vittorie di Waterloo e Lipsia. Comandante della XXVIII brigata Garibaldi, Boldrini ebbe un ruolo determinante nell’organizzazione della resistenza in Romagna.
“Ebbe la capacità di agire in situazioni estremamente diverse e giudicate difficili dall’esercito regolare di stanza al Sud della penisola- aggiunge Rendina. Era capace di ‘inventare’ di volta in volta la strategia giusta da seguire, cosa che gli valse la medaglia al valor militare”.
Ma Arrigo Boldrini non fu solo un grande partigiano. Dopo la liberazione entrato in politica militò all’interno del PCI, mantenendo sempre una sua particolare autonomia di pensiero e un grande senso patriottico: “Per quanto fosse fedele al partito, tuttavia non lo era mai nelle forme dell’assoluta obbedienza, credeva nella possibilità di un paese migliore, nella giustizia sociale…”
L’eredità che ci lascia è dunque quella delle idee. Parlare di antifascismo oggi non è solo retaggio del passato ma attualità di pensiero. “Bisogna partire dall’idea che il fascismo non era soltanto un movimento politico perché al suo interno convergevano diversi gruppi; fascismo è soprattutto un modo di pensare, che si ritrova ancora oggi.” Sostiene il presidente ANPI.
“ Il disprezzo del Parlamento come depositario dei valori costituzionali, la richiesta di un uomo forte al governo come unico referente… anche questo è fascismo. Essere antifascisti oggi significa difendere i valori di libertà e dignità della persona umana. Per questo è importante che anche i mezzi di informazione si facciano carico della sua eredità e portino avanti il messaggio che ci ha lasciato”

Per tutti quelli che vogliono militare seriamente in un Partito comunista consiglierei di leggere la vita e le gesta dei partigiani, dei loro immensi sacrifici per la pace, la libertà, l’eguaglianza

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Sonia ritorna e ci ricorda,
Ci ricorda il suo dolore di figlia
Ci ricorda quanto dolore fa…
non ricordare

prova ad orientare cittadini spaesati
annegati tra i fanghi,
tra un galleggiare
e annegare ma con modesta dignità

Sonia che con il suo grido di dolore in una tormentata esibizione
Che tra le sue lotte e accuse, nella notte dei silenzi soffocati prova
A svegliare…

Una Sonia che ci crede solo un giorno all'anno… poi scompare…
Per paura o per arresa
da una città che non vuole cambiare

suo modo discutibile di fare… che ne fa diventare preda facile
di un popolo che non soffre più di astinenza
Di giustizia,
si arrangia e non pensa

Sonia Alfano
Una figlia,
una donna,
Una madre,
una cristiana,

ci prova…
almeno lei ci prova…

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By Redazione | Dicembre 15, 2007 - 1:58 pm - Categorie: sindacati, cronaca, politica nazionale, commemorazioni, lavoro

Si marcia dietro uno striscione rosso listato a lutto. I sindacati.
Ma dov'erano quando gli operai denunciavano, ben prima della tragedia, il mancato rispetto dei loro diritti?
Qualche voce urla: - "parassiti, andate a lavorare!"; e non ha tutti i torti.
Un padre disperato fende l'aria con un giornale. La prima pagina è come un pugnale che ha trafitto il suo cuore e adesso la brandisce minacciosamente perché ferisca anche chi gli ha fatto questo.
Non chiede giustizia, la dà per scontata.
Non sa che in Italia è più facile che tra una proroga e l'altra, un rinvio ed un'insufficienza di prove, si arrivi solo ad un nulla di fatto.
O forse lo sa, ma non vuol crederlo adesso, adesso che Bruno non c'è e che il Natale sarà un posto vuoto a tavola e una casa in silenzio.

fonte: Festina Lente

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Condannato ad otto anni e due mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale il 17enne M.B., che due anni fa uccise a calci e pugni il quindicenne Felice Giunta a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). La pena è stata inflitta dal Gup dei minori di Messina con il rito abbreviato, che ha permesso lo sconto di un terzo della pena edittale. Il PM Antonino Spadaro aveva chiesto otto anni di reclusione.
Felice Giunta - che non aveva gradito alcuni pesanti apprezzamenti rivolti poco prima alla sua fidanzata che assisteva alla partita - venne aggredito il pomeriggio del 15 ottobre 2005 nel campetto del liceo scientifico "Medi" fino a che cadde per terra privo di sensi. I compagni lo portarono a braccia al pronto soccorso, che si trova proprio di fronte al campo di calcio, ma ogni tentativo dei medici di rianimarlo si rivelò inutile.

fonte: La Repubblica

Otto anni… indulti, sconti della pena e grazie varie permettendo dovrebbe uscire di galera a venticinque anni. Sicuramente diverso dal teppista quindicenne che massacrò un suo coetaneo, chissà se diverso in meglio o in peggio. Un assassino in meno per le strade, certo… ma quanto si è reso conto, il ragazzo, della gravità delle proprie azioni? Quanti tra gli altri giovani bruciati che si aggirano liberi per le strade di Barcellona arrivano a comprendere perché sia sbagliato fare certe cose, al di là dell'esistenza di una autorità che ti punisce?

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By Redazione | Novembre 24, 2007 - 12:04 pm - Categorie: commemorazioni, proposte
Garibaldi, il risorgimento e la Sicilia

24/11/2007: CONVEGNO STORICO

Aula Magna - Liceo Classico "Luigi Valli" Via degli Studi, 62/64 - BARCELLONA P.G.

PROGRAMMA

ore 17:00:
Inizio della manifestazione con la proiezione di scene tratte dal film "Bronte, cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato" di Florestano Vancini.

INTERVENTI

Giuseppe Carlo Marino, ordinario di Storia contemporanea all'Università di Palermo: Garibaldi e la cultura politica in Sicilia dall'Unità ai Fasci;
Federico Martino, ordinario di Storia del diritto italiano all'Università di Messina: Il Piemonte e la spedizione dei Mille;
Antonio Catalfamo (Università di Messina), direttore del Centro Studi "Nino Pino Balotta": Gli scrittori italiani e l'impresa dei Mille.

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