Cari cittadine e cittadini,le prossime elezioni sono molto importanti, in quanto segneranno la storia del nostro paese per i prossimi anni. A fronteggiarsi non sono semplicemente degli schieramenti contrapposti, ma dei modi di vedere, praticare la politica del tutto differenti.  E questo lo si vede da alcuni fatti di cronaca recente.uno riguarda noi da vicino, che denunciammo lo scempio compiuto l’anno scorso, quel fenomeno che la stampa ha chiamato “manifesto selvaggio”: manifesti dappertutto, a discapito di una città stufa ed indignata che aspettava paziente la fine delle elezioni, e che si sta ripresentando ancora oggi, visto che non sono stati disposti gli spazi pubblici per i manifesti, come in ogni altra città civile. L’altro fatto riguarda l’assessore al lavoro regionale, Formica, che qualche giorno fa ha sbloccato 250 milioni di euro per finanziare enti di formazione, che sono vicini a tutti i partiti di governo regionale (udc, An, Forza Italia, Mpa).  Forse, per vedere sbloccati dei finanziamenti, bisogna aspettare sempre le elezioni! Forse dovremmo proporre a questi politici di fare elezioni più spesso. Peccato  che invece di pensare alla formazione ed all’inserimento lavorativo vero, si pensa ad accontentare gli amici, che gestiranno queste entrate e formeranno codazzi di clientele e voti. È tempo di bilanci a Barcellona. È tempo di bilanci per quanto riguarda la gestione familiare che si è imposta in questi anni in questo comprensorio; per quanto tempo Barcellona ha avuto il suo “senatore”? E cosa ne ha goduto la Città, i Barcellonesi di ciò? Vorrei citare solo un dato: Barcellona è passata nel giro di cinque anni da 50 mila abitanti a 41 mila: sono tutti fuggiti dalla “città delle meraviglie” illustrata nel libretto del sindaco alle scorse elezioni? Ora si dice, “Barcellona vuole il suo deputato regionale”, come c’è scritto sui cassonetti: io aggiungerei “lo vuole senza precedenti penali”.  Infine vorrei dire una cosa sui giovani: ci si riempie spesso la bocca dei giovani, che bisogna dare spazio ai giovani; poi però, se qualche giovane vuole impegnarsi sul serio, fare politica sul territorio, viene “smontato” proprio perché giovane! Forse, gli unici giovani che vanno a genio, sono quelli che non hanno il problema del lavoro e di pagarsi le tasse universitarie, i libri e tutto il resto, i figli di papà; i diretti eredi di questa classe dirigente nostrana. 

Contro tutto questo noi continueremo a batterci.

——————————————

Comizio di Lucano Accetta che non si è potuto realizzare a causa di problemi “tecnici”. Questo è quanto Luciano aveva in mente di dire: mi sembra corretto nei suoi confronti far circolare ugualmente il suo pensiero.

Converti in pdf

Ecco il comunicato stampa che ho inviato a Leonardo Orlando, il quale ringrazio per averlo gentilmente pubblicato in data 1 Aprile sulla Gazzetta del Sud:

Come già scritto da Leonardo Orlando sulla Gazzetta, noi di Rifondazione Comunista circolo Ottobre Rosso denunciammo, durante le elezioni amministrative a Barcellona, il modo barbaro con cui i candidati dei vari schieramenti propagandavano la loro immagine. Ci servimmo anche di un video che denunciava la situazione da cui è scaturita l’inchiesta. Tengo a sottolineare che il metodo non è cambiato durante le attuali elezioni, in cui noi siamo impegnati come la Sinistra l’Arcobaleno. Ma la cosa più grave è che Barcellona è quasi del tutto priva degli spazi adibiti alla affissione dei manifesti elettorali cui si faceva riferimento nell’articolo, e ciò a tutto vantaggio dei candidati del Pdl, i quali, tramite i loro attacchini, esercitano un pressante controllo della propaganda presentando ogni mattina Barcellona sepolta dai volti di Buzzanca e Formica nei posti più impensabili ed abusivi. Non esiste, ad esempio, un cassonetto della spazzatura senza il nome di uno dei due. E la cosa peggiore è che a fare questo tipo di propaganda sono proprio gli appartenenti al partito del sindaco e della maggioranza barcellonesi. E’ chiaro che la situazione di Barcellona non ha pari. In ogni città della provincia le amministrazioni forniscono dei pannelli mobili appositi in modo da preservare la pulizia delle città che rappresentano. Evidentemente non è questo il caso. Mi sento dunque di parlare a nome del mio schieramento dicendo una cosa largamente condivisa anche da altri: non va accettata questa sfrenata volontà di monopolio che non tiene conto in alcun modo delle altre candidature nè, cosa gravissima, della preservazione delle strutture pubbliche e private e dell’ambiente della nostra città.
 

Converti in pdf

Apprendiamo dalla Gazzetta del Sud del 30 Marzo 2008, che per via dello “scempio elettorale”, attuato durante l’ultima campagna per le amministrative barcellonesi, sono stati emessi 48 avvisi di garanzia, a “candidati di destra, centro e sinsitra”. La battaglia contro il manifesto selvaggio fu promossa dal nostro circolo, che pubblicò un documento subito dopo la tornata elettorale con il nome di “E adesso ripulite la città!”, in cui si invitava chi aveva sporcato, in barba alle disposizioni vigenti, a ripulire gli spazi pubblici imbrattati(è consultabile un video su questo sito in cui si documenta l’accaduto:http://www.gcbarcellona.netsons.org/archives/0000136). Esprimiamo soddisfazione per l’accaduto, e per l’articolo che ricorda come ci siamo distinti nella scorsa campagna elettorale dalle altre forze politiche, dimostrando anche in questo che “non siamo tutti uguali”. Nonostante ciò vorremmo ricordare che, per quanto riguarda la campagna elettorale in corso, il comune non ha disposto gli spazi elettorali, facendo correre il rischio alla Città di un nuovo fenomeno di “manifesto selvaggio”. La “ripulita” della città segna il suo primo passo.

Converti in pdf

Pubblichiamo un post apparso sul multiblog siculo “i siciliani” (www.siciliani.splinder.com) su peppino buzzanca, risalente al 2006.

Vado in giro in moto in una delle giornate più belle che questo periodo primaverile possa regalarci e scorgo da sotto la visiera del casco le faccione dei politici nostrani candidati alla Regione, in vista delle elezioni che si terranno il 28 maggio p.v.

Uno in particolare mi colpisce e mi fa pensare, ovvero il mio compaesano Peppino Buzzanca (nel riquadro). Non sapete chi è Peppino Buzzanca? Piccola cronostoria della vicenda che lo ha interessato nel recente passato politico:

 7 agosto 1995 Giuseppe Buzzanca, dietologo, amico e commilitone prima nel Msi e poi in An del compaesano Domenico Nania, pure lui di Barcellona Pozzo di Gotto, eletto dalla destra alla presidenza della Provincia di Messina, si fa accompagnare dall’autista di servizio, come dicevamo con moglie e bagagli, dalla sua città fino in Puglia (quattrocentocinquanta chilometri) per imbarcarsi su una nave di lusso per una navigazione di porto in porto nel Mediterraneo: «Ci vediamo al ritorno». «Buona vacanza, signor presidente». Un piacerino come tanti altri, pensa il presidente. Ma sì, ha letto da qualche parte che quel bacchettone moralista di Silvius Magnago ha rinunciato all’auto blu (cui aveva diritto) appena smesso di fare il presidente della Provincia di Bolzano e della Svp per tornare al volante, lui, a 78 anni e con una gamba sola. E sa che il suo partito, nei decenni d’opposizione prima di entrare nelle stanze dei bottoni, faceva l’iradiddio contro l’abuso delle macchine di servizio. Ma che sarà mai un piacerino… Macché: lo denunciano e lo condannano (…). Ma Buzzanca è un osso duro. E dà inizio a una accanitissima battaglia di ricorsi e controricorsi, commi e cavilli, per restare imbullonato al suo trono presidenziale e non pregiudicare il trasloco su quello di sindaco di Messina. Trasloco già concordato col primo cittadino uscente, il forzista Salvatore Leonardi: tu dai la tua poltrona a me, io do la mia poltrona a te. Le opposizione gridano allo scandalo, dicono che non è il caso che la Casa delle Libertà candidi a guidare Messina alle elezioni del 25 maggio 2003 un uomo già condannato per peculato d’uso in primo e in secondo grado (…). L’articolo 59 del Testo unico dell’ordinamento degli enti locali infatti non lascia spazio a equivoci: “Non possono essere candidati alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali e non possono comunque ricoprire le cariche di presidente della Provincia, sindaco, assessore e consigliere” coloro che “hanno riportato condanna definitiva per i delitti previsti dagli articoli 314 (peculato)…”. Chiaro? Eh no, dicono gli amici di Peppino: la sentenza dev’esser appunto definitiva! E lo candidano lo stesso. Ma non basta. Per andare sul velluto, il nostro Buzzanca come ultimo atto lancia un fantastico bando di concorso per assumere alla Provincia centocinquanta persone. E i soldi? Bah… E il patto di stabilità? Bah… E gli appelli del governo a non fare nuove assunzioni? Bah… Venticinquemila sono i giovani che fanno la domanda. Per scoprire, subito dopo le elezioni che premiano sia Buzzanca in Comune sia Leonardi alla Provincia, che era una truffa: non ci sono soldi, concorsi annullati (…). Verdetto in Cassazione: condanna confermata. Che fa Buzzanca: se ne va? Macché: ricorre contro la rimozione (…). A novembre finalmente il sindaco, dichiarato decaduto, viene rimosso e deve lasciare il posto al commissario. E’ finita? Macché: ricorre contro la rimozione in Cassazione (…). Consulto nella Casa delle Libertà: che fare? Idea: se la legge dà fastidio, si cambia. Detto fatto, al primo Consiglio dei ministri utile, giovedì scorso, la nuova regoletta è pronta: ineleggibilità e decadenza valgono solo per il “peculato di appropriazione” (quando ti impossessi di una cosa per sempre) e non per il “peculato d’uso” costato caro al sindaco messinese!

e questa persona continua a candidarsi???? 

Converti in pdf