dal sito di Attivissimo:
L'appello risale almeno a luglio 2000.
I parlamentari hanno sì numerosi privilegi, ma non quelli indicati nell'elenco. Inoltre non esiste alcun articolo de L'Espresso che riporti i dati specifici citati dall'appello.
Prima di tutto, guardiamo la coerenza interna del messaggio: prima si dice che "sull'Espresso di qualche settimana fa c'è un articoletto", poi si dice "queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet". E già qui mi pare che la cosa non stia granché in piedi.
Secondo: manca ogni e qualsiasi riferimento a date, persone, indirizzi, leggi o documenti. Si dice "stiamo promuovendo un referendum": chi? dove? Se qualcuno sta davvero promuovendo un referendum, mi pare logico che voglia far sapere dove si raccolgono le firme, come contribuire, eccetera. Invece niente.
Per carità, sulle ruberie dei politici ci si può accapigliare fino al giorno del giudizio, ma lo si può fare con dati veri, non occorrono quelli inventati. E quelli di questo appello sono inventati, secondo quanto documentato dalla Camera dei Deputati più avanti.
Il 9 febbraio 2001, l'Ufficio Stampa della Camera dei Deputati ha diramato una smentita riguardante un comunicato stampa del Codacons sull'argomento…
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Insomma, una delle classiche bufale, anche se personalmente ritengo comunque troppi i privilegi accordati ai parlamentari.
In proposito va ricordato che sul tema di indennità eccessivamente alte e vari altri benefits concessi agli alti papaveri della politica Rifondazione Comunista si è eloquentemente pronunciata e scagliata, e che tra i benefits dei politici rientrano anche certi diritti umani che Rifondazione voleva estendere anche ai comuni mortali ma che la casta dominante di governo e opposizione (tra cui l'UDEUR di Mastella, che davvero ha tenuto in ostaggio il governo in questi anni) ha negato: stiamo parlando dei PACS, o DICO, o CUS, o come li si voglia chiamare… semplici estensioni ai cittadini di privilegi che i politicanti già hanno, compresi quelli che nel periodo del family day marciavano per la difesa della famiglia tradizionale (c'erano anche pluridivorziati, tra questi politicanti…).
Ma un altro problema, non politico, che qui si pone e che risulta comunque abbastanza grave per il diritto alla privacy delle persone, è - e lo scriverò in grande affinché sia letto da tutti i miei destinatari - PIÙ CATENE MANDERETE LASCIANDO GLI INDIRIZZI IN CHIARO, PIÙ SPAM RICEVERETE SIA VOI CHE I VOSTRI DESTINATARI… anzi, spesso ho il sospetto che di tanto in tanto queste bufale siano rilanciate proprio da chi lo spam lo organizza, in modo da poter raccogliere indirizzi e-mail in uso da inserire nel proprio database ed a cui poi inviare pubblicità su pilloline miracolose, cure contro i pistolini mosci, gente che vuole farti diventare miliardario, etc…
CONSIGLI:
se ricevi una catena di sant'antonio, o comunque trovi una notizia che vuoi divulgare a tutti, perdi dieci minuti del tuo tempo per:
- verificare la fonte: se la notizia è falsa potresti al minimo rischiare una figuraccia, ma forse anche danneggiare qualcuno;
- cancellare i mittenti e destinatari originari dal corpo della lettera: io personalmente non me ne faccio nulla, ma uno spammer…;
- inviare la mail, sempre se lo ritieni opportuno, tramite un programma apposito che nasconda gli indirizzi degli altri destinatari o (se non ne hai) tramite l'uso del magico tasto CCN (ovvero Copia Nascosta).

