Si narra che un giorno qualcuno disse ad Aristotele che la filosofia era inutile, che non serviva a nulla; il filosofo macedone per risposta prese un foglio ed invitò il proprio interlocutore a scrivere il perchè la filosofia fosse inutile. Il risultato fu che l’interlocutore usò l’argomentare filosofico per descrivere l’inutilità della filosofia.

Eccoci qua, allora, a raccontare di gente che predica bene e razzola male. Si diceva quant’erano brutti i partiti, perchè c’erano delle candidature scelte dall’alto e, un mio amico vicino ai meetup di Messina criticava la scelta di presentare una lista per le regionali Degli “Amici” di Beppe Grillo e, soprattuto mi diceva di come Nessuno abbia avuto voce in capitolo per la scelta della candidata alla presidenza della regione. Nessuno, a parte L’Imperatore Beppe, che ha controllato la lista ed ha dato mandato ai suoi proseliti di crescere e moltiplicarsi, elettoralmente, così come ordinato. Ma si sa, i partiti tradizionali sono lo schifo peggiore, irriformabili, quindi meglio affidarsi ai pochi illuminati che possono guidarci verso nuovi orizzonti. E cosa c’è di meglio di un bollino di garanzia? un bollino, si sa, è la garanzia migliore della qualità di una lista: lo diceva anche la pubblicità, che le banane migliori sono quelle col bollino blù, e noi siamo sempre più Repubblica delle banane e sempre più bisognosi di bollini. E così la Carismatica è diventata la candidata di quel movimento del “vaffanculo tutti”o vaffa day che ha rappresentato il culmine dell’antipolitica nazionale: tutti insieme, tutti uguali, destra e sinistra, mangiano e “rubbano” alla stessa maniera, come dice un macellaio di mia conoscenza che poi arrotondava a suo favore il prezzo della carne, facendomi pensare a come sarebbe stato il parlamento con gente di questo tipo. tutti uguali, quindi, fino a quando i paladini della giustizia della legalità e della libertà, che preferiscono i salotti alle strade, hanno deciso di scendere in campo. Finalmente, ho pensato, non ci saranno solo passerelle parolaie ogni 8 di Gennaio, con rispettivo codazzo di “sepolcri imbiancati” pronti a spalare merda sul lavoro di questo e di quello, con il retrogusto amaro del “barcellona fa schifo” detto da uno dei relatori che quesa città l’ha solo vista dal finestrino della propria auto. Probabilemnte questa città non è il massimo, lo denunciamo da tempo, mi pare, però le chiacchere non spostano le montagne, e non migliorano manco un paese che ne ha seriamente bisogno. Dopo ogni cerimonia, la “banda della verità” sparisce, lasciando noi poveri abitanti antimafiosi a parlare di antimafia mentre i boss si prendono un caffè vicino a noi. Forse, chi parla di determinate cose, dovrebbe vivere in quei territori ed agire, o tentare di farlo concretamente, “rischiando” come fanno tutti i cittadini normali, attraverso una prassi che non si fermi alle commemorazioni, ma ad un tipo di antimafia sociale che dura per tutto l’anno.

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Articolo pubblicato in data Domenica, Marzo 16th, 2008 at 19:09
categorie: magia, fuoco, messina, cronaca, favole, educazione civica, comunicati stampa, eroi, le meraviglie di barcellona pozzo di gotto, comizi, delinquenza, furti, acqua, mafia, politica locale.

10 commenti


  1. :o)
    ma la mafia….
    non esiste!!

    Commento di toto' — 16 Marzo 2008 @ 20:14

  2. Io sono dell’opinione che certa “antimafia” è più pericolosa della mafia stessa. Non si può riempire la bocca e riempire una città di parole. Parole vuote, parole commemorative. Non si può diventare “paladini dell’antimafia” un giorno all’anno. E’ solo pubblicità. Ora si è pure capito pure qual’era lo scopo della pubblicità. Non si fa antimafia un giorno all’anno, ripeto, e poi per 364 giorni all’anno non vivere dentro il territorio che ti sta a cuore, non lottare per esso. Parlare è troppo facile, in questo paese. Bisogna arrivare ai fatti. Istituire associazioni anti-racket, anti-pizzo. Insomma solidarietà tra i commercianti. Bisogna fare una antimafia con i COGLIONI. Pure perchè certa “antimafia” butta solo fumo negli occhi ed è appoggiata da personalità mafiose

    Commento di Antonio — 16 Marzo 2008 @ 20:49

  3. Puro vangelo, caro Antonio

    Commento di Carmelo — 16 Marzo 2008 @ 21:24

  4. ……CONTINUA…….Penso anche che parlarne non ne faccia mai male, penso che le manifestazioni contro l’illegalità mafiosa, siano un bene soprattutto per chi e’ nell’età di capire le differenze tra il bene e il male, penso che il silenzio delle istituzioni sia un male e penso anche che piu se ne parli in termini veritieri, sottolineando che il mafioso e’ pronto ad uccidere per i suoi interessi, possa farci acquisire quel senso civico che sta alla base di ogni società che si voglia definire civile.
    Dalla mia parte sempre a disposizione ad attirare lo sguardo verso una piaga che incancrenisce la società, rendendola meno sicura per coloro che verranno e più disponibile verso chi con la forza della violenza, si crede di poter possedere anche la coscienza dei cittadini onesti.
    Per questo in questo blog sempre un grido si alzerà: MAFIA=MERDA, NO ALLA MAFIA E NO AI MAFIOSI……CONTINUA………….
    http://spadafora-live.blogspot.com/

    Commento di spadafora live — 17 Marzo 2008 @ 15:04

  5. Bisogna vedere in che modo se ne parla, di mafia ed antimafia. Sono argomenti molto delicati, sui quali occorre fare delle riflessioni profonde. Ma nn basta, ovviamente. Prendersi un impegno così gravoso, cioè quello di fare antimafia, significa stare davvero vicino a chi viene colpito da questo cancro che divora la nostra bella sicilia. Significa fare antimafia DAVVERO, perchè un’antimafia “da salotto” è persino controproducente.

    Commento di Antonio — 18 Marzo 2008 @ 12:14

  6. Sul sito www.costituentecomunista.it
    Ultimi inserimenti:
    - E’ UN BORDELLO
    - QUANDO E’COMINCIATA LA MALATTIA?
    Puoi dire la tua commentando

    Commento di nessundorma — 18 Marzo 2008 @ 12:29

  7. Cosa ha fatto Sonia Alfano:

    Nel gennaio del 2003 denuncia depistaggi nelle indagini riguardanti la morte del padre ed il coinvolgimento, nell’assassinio, dei servizi segreti italiani. Pochi giorni dopo la denuncia pubblica, la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Messina, pressata dal gran clamore delle rivelazioni di Sonia, decide di riaprire le indagini, tuttora in corso. Nel 2004 avvia una battaglia in merito alla morte del Dott. Attilio Manca, inizialmente considerata come un atto suicida. Nel 2006 chiede lo scioglimento del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto per infiltrazioni mafiose. Nel 2006 organizza una petizione per il trasferimento del Dott. Canali e del Dott. Sisci, magistrati della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, per presunta incompatibilità. Il 28 marzo del 2006, a seguito di intimidazioni, le viene affidata una tutela della Guardia di Finanza, revocata l’11 agosto dello stesso anno, dopo soli 4 mesi.

    Nell’ambito delle sue svariate battaglie sindacali, nel 2006 ha evidenziato gravi carenze organizzative nella gestione delle emergenze da parte dell’ufficio di Protezione Civile della Regione Siciliana, presso il quale lavora tutt’oggi con la qualifica di funzionario. All’origine degli scontri con i vertici del dipartimento vi è la drammatica situazione di 300 precari che da 15 anni lavorano presso quegli uffici, nella totale indifferenza dell’amministrazione regionale, rispetto alla loro posizione contrattuale. Nel giugno del 2007 riesce a consegnare personalmente una lettera al presidente della repubblica Giorgio Napolitano, che accetta di occuparsi della questione. Nell’ambito della battaglia sindacale rilascia diverse interviste a trasmissioni e testate nazionali, tra le quali: Il Corriere della Sera, Il Sole 24 ore, Le Iene. Parte di quei precari è oggi stata regolarizzata e le carenze organizzative parzialmente risolte.

    Nel 2007, insieme a Salvatore Borsellino, scrive al presidente della repubblica per chiedere il trasferimento del ministro della Giustizia Clemente Mastella. Il Guardasigilli aveva a sua volta chiesto il trasferimento del PM Luigi de Magistris, della Procura della Repubblica di Catanzaro, titolare dell’inchiesta Why not, che vedeva coinvolti il Capo del Consiglio dei Ministri, oltre che lo stesso Mastella. A difesa del Pm di Catanzaro, Sonia, insieme al movimento antimafia ammazzateci tutti, avvia una seguitissima campagna di solidarietà nei confronti di De Magistris, catalizzando l’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica sul caso del trasferimento ed una petizione su scala nazionale.

    Nel 2007 diventa coordinatrice regionale del movimento antimafia ammazzateci tutti. Nel novembre del 2007, in segno di protesta s’incatena al cancello della Prefettura di Palermo. Decine di familiari di vittime innocenti della mafia decidono di prendere parte alla protesta. Chiedono al Parlamento Italiano l’equiparazione delle normative previste per i familiari delle vittime della mafia e per i familiari delle vittime del terrorismo. La protesta ha risalto mondiale e molte testate giornalistiche straniere s’interessano alla battaglia per l’equiparazione della quale Sonia è l’iniziatrice. Sempre nel 2007 collabora con i Grilli di Palermo ed altre associazioni, all’avvio della petizione Chiediamo i danni a cosa nostra. Tramite la petizione sono riusciti ad ottenere l’art. 17 della legge finanziaria che obbliga la Regione Sicilia a costituirsi parte civile in tutti i processi per favoreggiamento alla mafia da parte di amministratori e dipendenti della pubblica amministrazione. Nel febbraio del 2008, insieme ad altre 40 persone, costituisce l’Associazione Nazionale dei Familiari delle Vittime della mafia, della quale viene eletta Presidente all’unanimità.
    _____________________________________________

    Vi basta come attività antimafia?

    Aiutateci invece di criticare, e forse le cose cominceranno a cambiare.

    Commento di Alberto Laspada — 20 Marzo 2008 @ 07:55

  8. Non le resta allora che fare una cosa: trasferirsi e fare attività nella sua barcellona.

    Commento di Carmelo — 20 Marzo 2008 @ 09:37

  9. indovina chi è ?

    Laureato in medicina e chirurgia, partecipa alla fine degli anni settanta alla gioventù DC catanese e con la Dc farà carriera all’ombra di Calogero Mannino. Consigliere ed Assessore al Comune di Catania, diventa nel 1986 deputato alla Regione Siciliana e, rieletto nel 1991, diviene assessore regionale agli Enti Locali. Ebbe delle vicissitudini nell’epoca di Tangentopoli, iniziate nel 1992 con un arresto per abuso d’ufficio, e dopo essere stato condannato in primo grado, assolto in appello dallo scandalo giudiziario. Il 23 luglio del 1994 fu coinvolto e ancora arrestato (stavolta per corruzione) per lo scandalo di un appalto da 48 miliardi di lire per i pasti all’ospedale Vittorio Emanuele di Catania: secondo l’accusa, un comitato d’affari composto da Rino Nicolosi, Salvo Andò, Antonino Drago e lo stesso Lombardo (allora quarantaquattrenne) avrebbe garantito l’appalto all’azienda dell’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini, in cambio di una tangente di 5 miliardi di lire. Un giorno prima dell’arresto fu sospeso (ai sensi della legge 55 del 1990) dalla carica di deputato e ciò fino al 29 settembre dello stesso anno.[1] Nel dicembre 1994, Lombardo lascia anticipatamente l’ARS.

    Il 17 marzo del 2000 Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato la somma ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma i giudici finirono per considerare quel denaro solo un regalo ( mah??) : il reato venne derubricato a finanziamento illecito ai partiti (solamente…) , reato che per gli imputati risultava ormai prescritto(tòh guarda un pò)

    . I giudici, in sostanza, non riconobbero nei maneggi intorno all’ospedale Vittorio Emanuele l’esistenza di un vero e proprio comitato d’affari:

    per questa ragione, gli imputati furono assolti dall’accusa di associazione a delinquere, inizialmente ipotizzata insieme alla corruzione.[2][3]

    Dai giudici alla fine gli viene riconosciuto un indennizzo di 33 mila euro per ingiusta detenzione (L’Espresso del 29/2/08 .[4]).

    ……. torna in politica e diventa europarlamentare nel 1999 per il Centro Cristiano Democratico. È vicesindaco di Catania nel 2000 ed eletto presidente della provincia di Catania nel 2003. Nel 2004, viene riconfermato europarlamentare, dopo le dimissioni di Salvatore Cuffaro, nell’UDC, partito del quale è segretario regionale fino al 2005, in quanto viene commissariato per una profonda crisi interna di sfiducia al capo in quanto accusato di eccessivo centralismo decisionale (non certo per i suo percorso giudiziario)

    Nell’aprile 2005 costituisce quattro liste, tra cui il Movimento per l’Autonomia che, raccogliendo complessivamente il 20% circa di voti, si rivelano decisive per rieleggere Umberto Scapagnini (Forza Italia) sindaco di Catania.

    o voteresti mai uno così?

    Commento di eugenia — 25 Marzo 2008 @ 12:55

  10. Sonia mi sa che non vivrà ancora per molto…

    Commento di I Am Barcellomen — 14 Aprile 2008 @ 21:01

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