

La sera del 13 marzo (ieri), intorno alle ore 23.20, una fabbrica nella zona industriale di Barcellona è improvvisamente saltata in aria. Restano ormai solo le mura dell'edificio, le cui saracinesche sono arrivate a metri di distanza.
Il boato si è sentito in tutta la città, e a chilometri le finestre vibravano, tanto che la concessionaria di fianco ha subito danni enormi alle auto esposte e alcuni abitanti della stessa strada si sono ritrovati con gli spifferi in casa.
La solita storia barcellonese.
Le nostre indefesse forze dell'ordine sono accorse in mattinata, con una coda di giornalisti al seguito.
Stabile sotto sequestro, e la vita barcellonese riprende con solo una fabbrica in meno.
Quello che non convince non è tanto il (normalissimo) fatto in sè, quanto il complesso degli eventi di questo genere, che negli ultimi tempi a Barcellona si va intensificando: bombe molotov in pieno centro, auto bruciate, negozi in fiamme e adesso anche fabbriche scoperchiate.
La cosa preoccupante è che, oltre al numero crescente, si va anche anticipando l'orario.
Chi come me vive a Barcellona da sempre ricorderà che questi fenomeni si sono sempre verificati in orari in cui è difficile essere visti.
È vero che la nostra attivissima città non supera un coprifuoco autoimposto che coincide pressappoco con l'orario di chiusura delle boutiques di alta moda in centro.
È vero anche che il barcellonese medio dà la massima espressione di sè nel voltarsi dall'altro lato.
Ma è mai possibile che dei tizi non identificati non abbiano alcun problema ad imbottire di esplosivo uno stabile di diversi metri quadrati, in una zona abbastanza trafficata (rigorosamente di passaggio) e per di più nel primissimo dopocena?!
È possibile che tali attività siano state assorbite talmente da non suscitare il minimo problema ai passanti?
Evidentemente sì.
Poiché il sentire di molti è turbato solo allorché gli avvenimenti li tocchino da vicino, vorrei domandare ai concittadini: se casualmente vostro figlio si trovasse a passeggiare per Barcellona in orari moralmente concessi e, sempre casualmente, uno stabile, proprio lì, dovesse saltare in aria figlio compreso, che fareste?
Ebbene mi domando perché anche in caso di sicurezza collettiva l'opinione pubblica non pronunci vocale nè consonante.
Complimenti, comunque.
Tornando tristemente all'accaduto, sono in corso indagini. Sarà stato per qualche eroico gesto del proprietario che stona con l'eterno "va così" degli eventi o per qualche contrasto intestino che necessitava vendetta?
I testimoni all'unisono hanno più volte confermato l'ipotesi che “non hanno visto niente e non sanno niente”.
Dunque le indagini sono a buon punto.
Noi ci terremo informati.
Articolo pubblicato in data
Venerdì, Marzo 14th, 2008 at 16:47
categorie: fuoco, delinquenza, le meraviglie di barcellona pozzo di gotto, politica locale.


Gran bell’articolo, disegna perfettamente l’ambiente ed i suoi concittadini. Peccato però che non si vedano le foto!
Commento di Carmelo — 14 Marzo 2008 @ 17:20
Mi sto attrezzando…Lucione più tardi mi manda la procedura in computerese per renderle visibili…:)
Commento di Pasquale — 14 Marzo 2008 @ 17:34
Ma come siamo bravi….Vai su http://barcellonablog.blogspot.com/, c’è un articolo sull’evento di ieri
Commento di Carmelo — 14 Marzo 2008 @ 17:54
Io ieri ero lì! E’ stato terribile! Sono arrivato 10 minuti dopo lo scoppio perché dovevo passare di là, e credo che non sarei vivo e vegeto dopo quello che ho visto! Quando sono arrivato c’era solo una pattuglia di carabinieri e povere persone in pigiama svegliate bruscamente che correvano e gridavano dal terrore in mezzo alla strada…è stato come essere in un film! Dalla strada di fronte al concessionario c’erano pezzi di vetro ovunque, che chiunque sarebbe passato nelle vicinanze al momento dell’esplosione se la sarebbe vista brutta! E dietro il concessionario dove c’è una stradina in cui sbocca principalmente la fabbrica, tegole sparse qua e là, con un paio di macchine (opportunamente spostate soprattutto per non essere di impedimento ai fini della circolazione da parte delle autopompe dei vigili del fuoco o eventuali ambulanze) completamente senza vetri! Un signore è entrato più o meno vicino alle fiamme per riuscire a vedere cosa riuscire a salvare o togliere materiale altamente infiammabile (o almeno credo per quel poco che son riuscito a vedere dalla posizione in cui mi trovavo), con la moglie che dal ciglio della strada, con la figlioletta in braccio, gridava al marito di uscire da lì seguita dalla voce sottile e innocente della figlia che gridava papà; e le indefesse (come dice Pasquale ironicamente) forze dell’ordine dopo un po che si accorgono del tizio si avvicinano e chiedono di venir fuori perché pericoloso…ma che schifo ragazzi…vedere quelle lacrime VERE di paura dopo essere abituato a quello che si vede solamente in terza persona davanti alla tv, fa mettere in moto un vasto processo di pensieri combinati a emozioni forti che ti fanno pensare e ragionare su un sacco di domande, tra cui una in particolare: ma perché pensiamo male e ci lamentiamo sempre di Palermo, Napoli, Corleone e quanti altri luoghi dove la delinquenza sembra essere l’unico termine principale da attribuire a queste bellissime città, quando noi barcellonesi abbiamo le strade piene di quelle persone che si fanno chiamare “mafìusi”? Ma no, ma dai! A Barcellona Pozzo di Gotto non c’è la mafia, non c’è mai stata! Ah, quante persone dicono queste parole, in cui tutti si tuffano applicando la classica regola di “non vedo, non sento, non parlo”. Perché pur essendoci fatti del genere più o meno gravi (sempre più frequenti) nella nostra città le forze dell’ordine ritengono sempre opportuno dare la colpa a “teppisti di strada che non hanno altro da fare per far scorrere il tempo”? Se noi Barcellonesi onesti trovassimo la forza per ribellarci, come faremo in una sorta di 1 contro 2 visto che la “legge” ci lascerebbe soli? Sì perché tutto sommato anche loro sono persone come noi, famiglia, amici ecc…ma in un certo qual modo loro hanno una divisa e…degli ordini da rispettare! Ma non approfondiamo questo discorso… Beh, che dire…mi sono sfogato qui, anche se avrei potuto tenermi tutto dentro nell’attesa di un miracolo futuro ma, conoscendoci, meglio sfogarsi che aspettare invano cose di questo genere. Io con quello che ho scritto non voglio dimostrare che so più di altri o per aprire gli occhi a qualcuno…dico solamente ciò che penso e credo fortemente, voi che ne pensate?
Commento di ViTo — 14 Marzo 2008 @ 23:22
Sono sostnzialmente d’accordo con te, e come dice giustamente pasquale, fino a quando il “danno” non tocca la propria persona, la propria proprietà od al massimo persone care, al barcellonese medio non interessa perchè non sono affari che lo riguardano in prima persona, non sono cazzi suoi, ma questione private. Ma se in quel momento fosse passata una persona cara? abbiamo un concetto assolutamente ristretto di bene pubblico, che al massimo non va oltre la propria cerchia familiare. Bisognerebbe fare una rivoluzione culturale nella testa di certi individui cresciuti a pane ed individualismo miope.
Commento di Carmelo — 15 Marzo 2008 @ 14:17
iocredo che a Barcellona debba nascere qualcosa che quanto meno rappresenti una voce nel silenzio più assoluto. Forse deve partire proprio da noi. Anche solo nel senso di dare consistenza alle proteste di chi è stato “toccato”. E’ certo che, purtroppo, solo così potremo trovare l’appoggio di qualcuno stanco quanto noi di quel che succede ogni volta in questa città
Commento di Pasquale — 15 Marzo 2008 @ 15:11
Sul sito www.costituentecomunista.it
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Commento di nessundorma — 18 Marzo 2008 @ 12:31